Donald Trump vuole lanciare un nuovo social network: si chiamerà Truth

(Photo by Al Drago/Getty Images)
Share

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Mesi dopo essere stato cacciato da quasi tutti i social network sulla scia della rivolta al Campidoglio, l’ex presidente Donald Trump ha svelato i suoi piani per lanciare una società di social media all’inizio del 2022.

Fatti chiave

  • Il social – chiamata “Truth Social” – secondo un tweet di Liz Harrington, ex membro dello staff del Comitato nazionale repubblicano che, da giugno, è la portavoce personale di Trump – sarà presentato il mese prossimo in un’anteprima aperta solo a pochi invitati, in vista del lancio ufficiale il primo trimestre del prossimo anno.
  • Il social network, afferma la nota, sarà gestito dal Trump Media & Technology group, che prevede di quotarsi fondendosi con una Spac quotata al Nasdaq chiamata Digital World Acquisition Corp.
  • La Digital World Acquisition Corp., secondo alcuni documenti della Sec, è stata costituita nel 2020 e all’inizio di quest’anno ha annunciato un’offerta pubblica iniziale con l’obiettivo di fondersi con “aziende focalizzate sulla tecnologia nel middle-market”.
  • La società si è definita una “rivale del consorzio dei media liberali”. Il comunicato stampa ha anche menzionato l’esilio di Trump dai social media all’inizio di quest’anno, con l’ex presidente che si è lamentato così: “Il tuo presidente americano preferito è stato messo a tacere”.

BACKGROUND

Trump ha litigato per anni con le aziende tecnologiche, spesso accusandole di nutrire pregiudizi contro i conservatori. La sua ostilità per i social media si è acuita a gennaio, quando è stato sospeso a tempo indeterminato da Facebook, Twitter e YouTube. E dopo che una folla di sostenitori ha preso d’assalto il Campidoglio durante la sua mossa, durata mesi, per ribaltare la sconfitta elettorale. Da allora, Trump ha cercato altri modi per rimanere in contatto con i suoi sostenitori e mantenere viva la sua rilevanza politica in vista di un’altra possibile corsa presidenziale nel 2024. Partecipa regolarmente a interviste su reti conservatrici come Fox News, tiene ancora manifestazioni di persona, commenta gli eventi attuali tramite un elenco di e-mail per la stampa e ha aperto un blog a maggio chiamato From The Desk Of Donald J. Trump, chiuso però settimane dopo il suo lancio.

A MARGINE

Truth Social sembra essere l’ultima impresa rivolta ai conservatori frustrati dalle pratiche di moderazione dei principali social network. Un social network chiamato Parler ha attratto alcuni utenti conservatori, sebbene sia stato eliminata dall’Apple Store e da Amazon Web Services all’inizio di quest’anno tra le accuse di non aver moderato i contenuti estremisti (è tornato sullo store a maggio dopo aver modificato le policy per gli utenti iPhone). Un altro sito chiamato Gab ha corteggiato gli utenti definendosi un social network “libero”, sebbene i critici lo abbiano accusato di non aver controllato a sufficienza i contenuti violenti prima della rivolta al Campidoglio. Accusa che il fondatore del social network ha negato. E l’ex portavoce di Trump, Jason Miller, ha lanciato una piattaforma di social media chiamata Gettr all’inizio di quest’anno.

LEGGI ANCHE: “Chi è l’ereditiera americana dietro Parler, il social ultra-conservatore bandito dal web”

LEGGI ANCHE: “Espansione, ristagno o crollo? Il futuro dei social network di destra”

LA COSA SORPRENDENTE

Trump ha citato in giudizio i dirigenti di Facebook, Twitter e Google durante l’estate, sostenendo che il suo bando dai social media ha violato il Primo Emendamento. Molti esperti legali pensano però che le sue azioni legali siano azzardate, in gran parte perché il Primo Emendamento si applica al governo, non alle aziende private.