Questa startup toscana ha conquistato League of Legends vestendo i gamer di tutto il mondo

Beaths
Share

Sempre più giovani vivono il mondo dei videogiochi in maniera diretta e appassionata, guardando gamer e content creator in live streaming, o seguendo tornei e-sport con montepremi milionari. È un mercato che da tempo attrae i marchi del fashion: Louis Vuitton disegna abiti firmati per i personaggi di League of Legends, Gucci, Gcds e Valentino si sono avventurati fra le colorate lande di Animal Crossing e Balenciaga ha da poco annunciato la sua partnership con Fortnite, il videogioco fenomeno che qualche giorno fa ha visto fra i suoi personaggi comparire anche i protagonisti del blockbuster Dune.

Il fashion conquista i videogiochi

Quelli che una volta erano nerd, oggi dettano le tendenze distinguendosi, via via, quale punto di riferimento per le nuove generazioni. Il giocatore contemporaneo sfoggia stile, gusto e, come nei videogiochi – nei cui mondi si acquistano le skin più belle per esprimere la propria personalità e farsi notare – anche nella vita reale considera l’abbigliamento un dettaglio non trascurabile. Di suo, l’universo del gaming è aperto, inclusivo, parla a tutti senza distinzioni. Caratteristiche che lo rendono il mezzo comunicativo ideale per i brand che vogliano accedere a un pubblico sempre più sfuggente e complicato da sedurre.

LEGGI ANCHE: “La classifica delle 10 più grandi società di e-sport al mondo”

Beaths è una startup fondata a Empoli circa un anno fa, accelerata da Nana Bianca e selezionata da Unicredit Start Lab tra le migliori 16 startup italiane per innovazione del 2021. Parla la stessa lingua dei gamer, perché è nata dentro il settore con lo scopo di rispondere alle esigenze di atleti professionisti e-sport e creare un’identità fashion per chi si senta parte dell’ecosistema. Sono nati così i primi capi tecnici al mondo per pro-player, studiati per poter ottimizzare comfort e prestazioni. Linee di abbigliamento disegnate per parlare a chiunque e lanciate attraverso capsule collection e collezioni streetwear dedicate a videogiocatori, fan e appassionati.

    Beaths
    Beaths
    Beaths
    Beaths

In poco tempo la startup ha attivato collaborazioni con Logitech G, la linea Logitech dedicata al gaming. Per la prima volta si è assistito, allo spazio dello Sport Innovation Hub di Torino, a una sfilata con tastiere e mouse abbinate a capi streetwear. Beaths ha poi creato una campagna di unconventional marketing coinvolgendo Francesco Fossetti, responsabile editoriale di EveryEye, testata online specializzata in tech e videogiochi. Con Fossetti, Beaths ha realizzato una camicia personalizzata e veicolato l’invito a una maggiore professionalizzazione del settore.

I mondiali di League of Legends

Pochi giorni fa, la startup toscana ha annunciato l’approdo, in qualità di fashion partner del team australiano Peace, ai mondiali e-sport 2021 di League of Legends. Noto a milioni di fan come LoL- League of Legends è fra i titoli più giocati al mondo. Sviluppato dalla californiana Riot Games e lanciato nel 2009, ha subito riscosso un successo enorme. È un “moba” ovvero un multiplayer online battle arena, basato sul modello free-to-play, nel quale due squadre si scontrano con l’obiettivo di conquistare la base degli avversari. Per i non esperti, si potrebbe descriverlo come una fusione digitale fra gli scacchi e un’esecuzione al pianoforte, vista l’abilità manuale richiesta per dominarne le partite. Impostosi nell’Olimpo delle competizioni e-sport a livello globale, oggi genera numeri da capogiro: l’edizione 2020 delle sue finali è stata guardata per oltre 1 miliardo di ore, con 3,2 milioni di fan registrati all’evento e medie di 24 milioni di spettatori con picchi di 46 milioni in simultanea, cifre in grado di competere con quelle del Superbowl di football americano, l’evento sportivo più visto al mondo.

L’annuncio di Beaths è rilevante per questo, oltre al fatto di portare un tocco italiano nell’evento e-sport più importante accanto a marchi come Kappa, Nike o Adidas. “Un risultato difficile”, commenta Fabio Ferrotti, co-founder e ceo dell’azienda, “raggiunto grazie a uno scouting importante di talenti e lavoro di squadra. Il nostro obbiettivo è trasmettere un’identità forte e siamo certi che sarà notata”. Che, in concreto, significa aver vestito i giocatori da capo a piedi, con pantaloni, cappellini e jersey da gara personalizzati.

Oltre a testimoniare un ottimo momento per la startup toscana, che in questi giorni sta cominciando a raccogliere il suo primo round di finanziamento fissato a 250mila euro, il risultato ribadisce il vigore di un trend nuovo, quello del gaming-fashion, capace di raccontare cultura e industria del videogioco dal suo interno, trasmettendone valori e stile in modo riconoscibile. Che nella combo moda + gaming + tecnologia, l’Italia abbia trovato l’ennesimo colpo vincente di un anno trionfale? Difficile dirlo adesso, ma è certo Beaths abbia inaugurato qualcosa.

LEGGI ANCHE: “Dal lusso agli e-sports: i mondiali di League of Legends griffati Louis Vuitton”