Da cooperativa romagnola a gruppo da 530 milioni di euro: come Cefla è diventata leader nelle attrezzature odontoiatriche

L’headquarter di Cefla ad Imola
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Il prossimo anno festeggerà 90 anni. Giunti quasi alle soglie del secolo di vita, è difficile non guardarsi alle spalle e tirare un po’ di somme. Nata nel 1932 ad Imola come Società cooperativa specializzata in impianti elettrici e termoidraulici, Cefla negli anni ha trovato opportunità e sbocchi in nuovi segmenti, inizialmente limitrofi (dal finishing all’engineering) e successivamente anche lontani dal suo dna (come il medical equipment).

Oggi quella piccola cooperativa romagnola è diventata un gruppo multibusiness da 531 milioni di euro di fatturato, un ebitda di 55,6 milioni di euro e 1.800 dipendenti totali distribuiti in 25 sedi nel mondo, di cui 14 sono sedi produttive (tra queste Italia, Germania, Usa, Cina e Russia). Un’eccellenza del made in Italy che ha fatto dell’eterogeneità dell’offerta uno dei suoi punti di forza, entrando nella vita di tutti noi con prodotti e soluzioni che vanno dai mobili ai pavimenti, dalla componentistica del mondo automotive agli edifici industriali, dall’illuminazione industriale alle strutture odontoiatriche e medicali.

Paolo Bussolari, managing director di Cefla e della BU Medical Equipment

Per semplificare, quattro business unit (engineering, finishing, medical equipment e lighting) che fanno prodotti molto diversi fra loro, con logiche e dinamiche differenti ma unite dallo stesso spirito. “Il nostro obiettivo è quello di creare valore nel tempo, investire sui prodotti, sulle persone ed espanderci”, dichiara Paolo Bussolari, managing director dell’area medical equipment da 8 anni e, da quasi 3, dell’intera cooperativa. “Abbiamo anche un’importante solidità finanziaria, che costituisce la base per poi fare investimenti. Ciò che prendiamo dal mercato attraverso la creazione di valore per i clienti lo reinvestiamo nell’azienda, sul prodotto, sul miglioramento del lavoro o su altri segmenti, creando un circolo virtuoso”.

Leader in Europa con l’unità medical equipment

Una strategia che nel tempo ha permesso a Cefla di ottenere quella credibilità necessaria ad affermarsi. “Oggi siamo riconosciuti non solo per le quote di mercato, ma anche per la qualità, le prestazioni. E anche la variabilità di gamma che offriamo al cliente”. E il medical equipment lo testimonia: nel 1998 nasce Cefla Dental Group, che inizia a fare delle acquisizioni. Nel 2001 diventa multibrand – anziché vendere allo stesso cliente, sviluppano più offerte per diversi clienti e canali distributivi – strutturandosi dal punto di vista del know how e del marketing. Oggi, per intendersi, non esiste poltrona dentistica sulla quale ci siamo seduti che non sia stata prodotta da Cefla. Un nome che tutti i dentisti conoscono perché la sua business unit medicale è il primo produttore al mondo di “riuniti” (che comprende attrezzatura da lavoro e la poltrona). Inoltre fornisce questo settore con tutto ciò di cui ha bisogno un dentista, comprese le apparecchiature da sterilizzazione medicali e i più sofisticati sistemi di radiologia.

Leader in Europa di attrezzature odontoiatriche, il medical equipment rappresenta la prima business unit di Cefla in termini di fatturato: “Le due unità che pesano di più sono il medical e l’engineering, le quali nel 2020 hanno fatturato ognuna poco sotto i 200 milioni. Il finishing invece è sui 100 circa. Quest’anno vorremmo arrivare ad avvicinarci ai numeri del 2019 dopo un anno che, a causa della pandemia, ci ha chiaramente rallentati nel nostro processo di crescita”. Ed ha anche un peso importante nel mercato estero: “Il primo mercato è l’Europa e le due business unit medical equipment e finishing hanno una quota di export superiore all’80%”. Una percentuale che a livello di gruppo è del 50%, considerato che l’engineering, che opera nel settore delle costruzioni, svolge la sua attività quasi esclusivamente in Italia.

Prodotto, marketing e affidabilità

“Prodotto, strategia di marketing vincente e affidabilità dell’azienda sono state le leve che ci hanno fatto crescere”, aggiunge Bussolari, che può contare su macchine affidabili e funzionali e che si impegna ogni giorno a garantire la vicinanza al cliente, nonché il supporto alla vendita e alla logistica. Gli altri punti chiave di Cefla sono gli investimenti sul prodotto, finalizzati ad innalzarne la qualità, e soprattutto in ricerca e sviluppo: “Per la parte medicale abbiamo investito il 5% del fatturato. Siamo quelli che investiamo più di tutti sia sulla gamma dei prodotti che sui processi industriali”. Tutte direttrici di sviluppo che hanno reso il gruppo leader incontrastato in Italia. Nel mondo ha soltanto un paio di colossi negli Stati Uniti con i quali deve fare i conti.

Cefla, stato dell’arte e progetti futuri

Eccellenza del made in Italy con sede in Emilia Romagna, che è da sempre il fulcro del tessuto industriale italiano, Cefla è pronta oggi ad affrontare le nuove sfide. “Stiamo lavorando molto per sopravvivere alla crisi delle materie prime, soprattutto delle componenti elettroniche. Per mantenere alto il livello di affidabilità, ci stiamo impegnando a risolvere alcuni problemi lavorando sulle catene di fornitura. Stiamo aggiungendo nuove tecnologie e aumentando la capacità produttiva”. Avere più fornitori strategici, del resto, non è soltanto un’opportunità per ottenere i prodotti migliori. Diventa anche necessario per assecondare i volumi generati dal gruppo.

Dopo la flessione, dopotutto piuttosto contenuta, del 2020 (-10%), ora i trend di crescita sono a doppia cifra. “Vince chi riesce a mantenere o a ottenere fiducia verso il mercato, sia per quanto riguarda il prodotto, sia per quanto riguarda le consegne”. Bussolari spera, insomma, di festeggiare il novantennale nel migliore dei modi. “Dobbiamo tenere botta, come si dice a Imola”. Perché gli anni a venire saranno pieni di opportunità, ma anche di sfide e potenziali insidie.