Ariston debutta a Piazza Affari. Il titolo vale 3,4 miliardi di euro

Ariston quartier generale
La sede Ariston a Fabriano, in provincia di Ancona (foto Ariston Group)
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È la più grande quotazione dell’anno a Piazza Affari. Ariston debutta oggi, venerdì 26 novembre, alla Borsa di Milano, sul mercato Euronext Milan. Il prezzo delle azioni è stato fissato a 10,25 euro, che corrisponde a una capitalizzazione di mercato di 3,375 miliardi. Il collocamento tra gli investitori istituzionali ha permesso di raccogliere 915 milioni di euro. Il flottante è del 27%.

La data per la quotazione era stata stabilita all’inizio della scorsa settimana, quando ancora non si poteva immaginare che sarebbe coincisa con un venerdì nero per le borse mondiali. La nuova variante sudafricana del Covid-19, che è molto contagiosa e con le sue 32 mutazioni minaccia di sfuggire alla protezione dei vaccini, ha fatto crollare infatti i listini asiatici – Tokyo ha perso il 2,53%, Hong Kong il 2,67%  – e ha messo in crisi quelli europei. Alle 11 Milano cedeva il 3,2%, Parigi il 3,90%, Francoforte il 3%. Alla stessa ora, Ariston perdeva il 3,5%.

“Una storia di oltre 90 anni”

Il presidente esecutivo di Ariston group, Paolo Merloni, ha sottolineato che la quotazione rappresenta “una nuova fase” per un gruppo “con una storia di oltre 90 anni”. Nel 1930, infatti, Aristide Merloni aveva fondato le Industrie Merloni e aveva iniziato a costruire bilance a Fabriano, in provincia di Ancona. Il marchio Ariston nacque nel 1960 e aveva una doppia radice: da una parte il nome del fondatore, dall’altra il termine greco che significa “il migliore”. Apparve su cucine, scaldabagni, lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi.

Dopo la morte di Aristide Merloni, avvenuta nel 1970, il gruppo fu spartito tra i due figli, Francesco e Vittorio. Al primo andò la divisione Merloni Termosanitari, che all’epoca si occupava soprattutto di scaldaacqua e, in seguito, si sarebbe allargata a caldaie e pompe di calore. Al secondo toccò la Merloni Elettrodomestici.

La Ariston di oggi

L’attuale Ariston Group è l’erede della Merloni Termosanitari. La divisione elettrodomestici, rinominata Indesit Company, fu infatti travolta dalla Grande recessione e ceduta a Whirlpool nel 2014. Quella dei termosanitari ha invece allargato il suo giro d’affari con varie acquisizioni negli ultimi decenni. Lo scorso anno ha venduto 7,5 milioni di prodotti e, fra il quarto trimestre del 2020 e il terzo del 2021, ha registrato ricavi per 1,947 miliardi di euro. Il dato relativo ai primi nove mesi del 2021 – 1,41 miliardi – segna una crescita del 25% rispetto allo stesso periodo del 2020. L’azienda conta 7.400 dipendenti, 23 siti produttivi e 25 centri di ricerca e sviluppo nel mondo.

Da dieci anni il ruolo di presidente esecutivo è di Paolo Merloni. Il padre, Francesco, parlamentare democristiano per sette legislature e ministro dei Lavori pubblici per i governi Ciampi e Amato, ha 96 anni e conserva la carica di presidente onorario.

La quotazione

“Sono davvero soddisfatto dell’elevato livello di interesse raccolto da tanti investitori di alto profilo e lungo termine per l’ipo di Ariston Group”, ha dichiarato Paolo Merloni. “L’offerta è stata più che interamente sottoscritta al di sopra del prezzo finale di 10,25 euro per azione, con la partecipazione di oltre 140 investitori da tutto il mondo”.

L’azienda ha dichiarato l’obiettivo di continuare, in futuro, la sua politica di acquisizioni. Merloni ha definito la quotazione “un passo logico per sviluppare l’aspirazione di essere uno dei principali player globali nelle soluzioni di comfort sostenibili nell’acqua calda e nel riscaldamento” e ha aggiunto: “Il nostro settore è davanti a un fortissimo cambiamento, un’accelerazione, una crescita. Credo che la quotazione ci possa dare quelle risorse, quella visibilità e quel profilo che l’azienda merita per i prossimi decenni”.