JpMorgan come Citigroup: i dipendenti non vaccinati saranno licenziati

Jamie Dimon, ceo e presidente di JPMorgan
Jamie Dimon, ceo e presidente di JPMorgan Chase & Co. (Photo by Mark Wilson – Getty Images)
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Sempre più aziende in tutto il mondo stanno prendendo una posizione netta nei confronti della vaccinazione sui luoghi di lavoro. E di fronte al problema no-vax abbracciano la linea dura: per i dipendenti non vaccinati c’è il rischio di licenziamento.

A Wall Street JpMorgan segue l’esempio di Citigroup

E, dopo la decisione di Citigroup di licenziare alla fine di gennaio 2022 i dipendenti che non si sono sottoposti alla vaccinazione entro il 14 dello stesso mese, arriva anche il monito di Jamie Dimon, ceo di JpMorgan. Spiegando alla Cnn che il personale di New York rischia il licenziamento se non effettua il vaccino: “Vogliamo che le persone in ufficio siano vaccinate. E di sicuro non pagheremo per non lavorare in ufficio”. Anche perché la posizione di Dimon sullo smart working è abbastanza nota e aveva fatto molto discutere nei mesi scorsi. 

L’azienda che ha tracciato la rotta contro i no-vax

Negli ultimi mesi sono diverse le aziende americane che hanno deciso di sospendere e licenziare i propri dipendenti no-vax: Mayo Clinic, Tyson Food, e soprattutto il colosso tech Google (che conta oltra 150mila dipendenti). A tracciare la rotta, in questa direzione, è stata la compagnia aerea United Airlines che, a fine settembre, aveva predisposto il licenziamento di 593 dipendenti no-vax. Una decisione che la società aveva già maturato nei mesi precedenti, ma che ha ufficializzato solamente dopo l’ordine esecutivo firmato da Joe Biden (finito in una querelle legale). Secondo il presidente Usa le aziende con oltre 100 dipendenti devono assicurarsi che i dipendenti siano vaccinati o esibiscano dei test negativi su base settimanale.

In Regno Unito apre la strada Ikea

Infine, guardando al di fuori degli Usa, anche Ikea nel Regno Unito ha deciso di dare una spallata decisiva ai no-vax. Secondo quanto riportato dalla Bbc, il colosso svedese ha ammonito i suoi collaboratori non vaccinati che, in caso di quarantena, avranno diritto al minimo aziendale previsto per l’indennità di malattia. In pratica “solo quelli completamente vaccinati o esenti saranno pienamente pagati in caso di isolamento”, ha chiarito la società.

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