Progresso tecnologico e rispetto per l’ambiente: così l’Italia del vino fa sistema e scommette nelle cooperative

Alessandro Vella
Alessandro Vella
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Nell’Italia del vino, oltre alle grandi famiglie c’è chi sceglie di fare fronte comune al mercato, come le cooperative. Che poi sono composte anch’esse di tante famiglie, con un’identità comune, di qualità e marchio. Nel caso della Cantina Produttori di Valdobbiadene i soci, dai 129 originari, sono diventati 600. Tutte famiglie di agricoltori.

La distribuzione si basa su due brand: il marchio Cantina Produttori di Valdobbiadene in grande distribuzione e il marchio Val D’Oca, specializzato nel canale dei consumi fuoricasa. Al ramo principale si aggiunge la società controllata Val D’Oca, braccio commerciale e promozionale della cantina, che si occupa anche di gestire l’e-commerce dal 2010. Nell’ultimo esercizio 2020-2021 il fatturato della cantina è salito da 47 a oltre 56 milioni di euro. Gli ettari ammontano a mille. Un buon risultato per la cooperativa, in un contesto complesso.

Abbiamo chiesto al direttore generale di Val D’Oca Alessandro Vella la sua opinione sul progresso raggiunto. 

Quali sono state le variabili di questo incremento del fatturato?

L’aumento di fatturato è dovuto a un aumento del volume delle vendite mantenendo il prezzo medio del prodotto. Abbiamo investito per consolidare la rete commerciale e le attività di comunicazione, riuscendo a inserirci in nuovi canali di distribuzione e aprendo nuovi mercati esteri.

Ci parli della tecnologia che utilizzate nella cooperativa.

Negli ultimi anni abbiamo intrapreso un imponente aggiornamento tecnologico che sta riguardando l’intero processo produttivo, dalle vasche di conferimento delle uve al magazzino. Nel maggio 2018, con un investimento di 13 milioni di euro, è stato inaugurato il nuovo polo logistico di ultima generazione, che ha un magazzino completamente automatizzato. Sono tuttora in corso investimenti per la parte di stoccaggio e vinificazione.

Tutti i mille ettari di vigneto hanno ottenuto la certificazione Sqnpi di agricoltura integrata. Cosa significa? 

La certificazione prevede un tipo di agricoltura rispettosa non solo dell’ambiente, ma anche della popolazione residente nelle zone limitrofe alle coltivazioni. Un aspetto molto interessante che questa certificazione ha comportato è il processo di digitalizzazione delle operazioni, con i cosiddetti quaderni di campagna.

Se guarda al 2022, cosa vede? 

Stiamo lavorando a un progetto di ristrutturazione dell’architettura dei brand e delle linee, sempre nell’ottica di continuare a consolidare il mercato italiano ed espandere quello estero. Anche noi, come tutti, viviamo con una certa preoccupazione il rincaro trasversale di tutte le materie prime. Nel 2022 presenteremo il secondo bilancio di sostenibilità, per cui siamo attualmente impegnati a elaborare i dati raccolti. 

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