Prezzi accessibili e soluzioni complete: così Gilbi.co vuole mettere l’Italia online (e sul metaverso)

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Giuseppe Gilberti, fondatore di Gilbi.co
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Tornare a parlare per l’ennesima volta dei cambiamenti che ha scaturito la pandemia potrebbe risultare ridondante. In questo caso, tuttavia, si rivela necessario per capire la funzionalità di Gilbi.co, un’azienda che mentre l’Italia andava in vacanza e combatteva contro il Covid, ad agosto 2021, tirava su la serranda. “Mettere l’Italia online” è la sua mission, che risponde ad un’esigenza diventata sempre più vitale. Perché dal primo lockdown in poi, il fatto diventato inequivocabile è che qualunque tipo di azienda, dalla più grande alla più piccola, ha bisogno di un sito, di un’accurata gestione dei social media o di un e-commerce per connettersi con il loro pubblico in maniera semplice ed efficace. Una banalità? Non proprio. Soprattutto per quelle microimprese o quei liberi professionisti che, fino al marzo 2020, avevano lavorato con l’ormai antico passa-parola, oppure attendendo che il cliente passasse di fronte all’insegna del negozio e si accorgesse della loro esistenza. Oggi non è più così: la vita si è spostata, per la maggior parte dei casi, sugli schermi dei nostri computer o degli smartphone e nessuna attività, o quasi, può sopravvivere senza essere anche digitale.

Al timone di questo progetto c’è Giuseppe Gilberti, un bergamasco emigrato negli Stati Uniti nel 2017 per rincorrere il suo sogno: diventare un imprenditore digitale. Dopo 8 anni di esperienza in Apple, di cui sei in Italia e due a New York, fonda la Gilberti Llc a Miami, in Florida: un’agenzia creativa italo-americana che aiuta i brand ad ottenere una maggiore influenza online. Gilberti trova in questa nuova avventura il modo per occuparsi delle passioni che si porta dietro dalle superiori. Lì, prima dei 18 anni, da autodidatta cominciava ad apprendere con entusiasmo le fondamenta dell’informatica e ad immergersi nel mondo della tecnologia. “Dopo aver fondato la nostra società, diventammo un punto di riferimento soprattutto per le aziende italiane che volevano avviare, o che avevano già avviato, una sede anche negli Stati Uniti” afferma Gilberti. “E i nostri clienti dunque erano sia americani sia italiani”.

L’attenzione al cliente prima di tutto: cosa sono i “sales specialist”

Sarà anche in virtù di questo legame creatosi con il suo Paese di origine che Giuseppe, proprio ad agosto 2021, fonda una sorta di versione italiana della sua agenzia. Nasce così Gilbi.co, una realtà che permette alle aziende italiane di andare online con prezzi aggressivi e soluzioni complete. “È questo il tratto che ci distingue e ci rende competitivi” continua il ceo. “Un’avvocato, un medico, un idraulico o la microimpresa che ha bisogno di essere presente online, lo può fare affidandosi a noi, allo stesso prezzo che pagherebbe per realizzarlo con i propri mezzi”. I pacchetti standard sono due: il primo, da 49 euro al mese, che prevede la realizzazione di un sito vetrina; il secondo, da 89, con il quale si può realizzare un’e-commerce per la vendita online. Il target, tuttavia, è potenzialmente illimitato: “Possiamo offrire anche soluzioni su misura e accontentare un’azienda più grande, con un prezzo che non rientrerà ovviamente in quelli base ma che sarà variabile sulla base del lavoro richiesto”.

L’attenzione di Gilbi.co al cliente si manifesta dal momento dell’offerta al servizio stesso, trovando nei cosiddetti sales specialist le figure di riferimento che ogni cliente desidererebbe. Si tratta di un supporto in carne ed ossa che si occupa di seguire la microimpresa, il libero professionista o l’azienda di turno durante l’intero percorso di “messa online”. “Per il momento ne abbiamo circa una decina, sparsi in tutta Italia”. afferma Gilberti. “È un altro tratto distintivo importante, perché permette al cliente di interfacciarsi con uno specialista in ogni momento”. E dunque di lavorare al meglio sul proprio sito, social media o e-commerce che sia. 

Giuseppe Gilberti: “Non solo online, porteremo il cliente anche nel metaverso”

Da quest’anno, inoltre, dalla sua casa di Miami Gilberti ha iniziato a parlare anche di metaverso: “Stiamo già pensando a questo tipo di soluzione: noi vogliamo preparare le aziende, soprattutto quelle che possono presentare i propri prodotti in maniera digitale, al mondo virtuale. Un resort, per esempio, potrebbe far visitare i propri appartamenti ai potenziali clienti che, dal comodo salotto di casa, indosserebbero il visore e si immergerebbero direttamente in questi spazi. Oppure potrebbe far vivere ai propri clienti alcune experience offerte sul posto”. Insomma, potremo capire se un’appartamento ci piaccia o meno o se l’escursione in bici organizzata dal resort di turno faccia al caso nostro semplicemente provandola, nella realtà aumentata. Una possibilità che, in virtù dei passi in questa direzione fati da Meta e Apple, non sembra neanche poi così lontana. Anche Gliberti, grazie al suo team di lavoro e alla sua passione per l’innovazione, vuole muovere i primi passi in questo settore così inesplorato. “Abbiamo chiuso un 2021 in maniera ottimale, il nostro gruppo sta andando molto bene e il metaverso è una sfida che non possiamo fare a meno di affrontare”. 

In questo caso i prezzi saranno variabili: “Innanzitutto bisogna rendere i siti ‘metaverse friendly’, cioè che siano pronti per essere integrati con il metaverso. E questo avrà un costo non elevato. Se si tratta di costruire soluzioni ad hoc con, ad esempio, la ricostruzione di uno spazio virtuale in 3D, il prezzo sale”. Per ora, comunque, Gilbi.co continuerà a presentarsi con la sua offerta tradizionale: “Vogliamo far bene quello che offriamo, senza andare oltre le nostre possibilità”. E il metaverso, almeno per il momento, è un sentiero non ancora abbastanza battuto.

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