L’era dell’autonomia: come Qonto vuole cambiare il modo di gestire i team aziendali

Qonto Mariano Spalletti
Mariano Spalletti, country manager di Qonto in Italia (foto Qonto)
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“Quando la nostra azienda è nata, era simile ai suoi clienti: imprenditori con idee innovative, il cui slancio veniva spesso frenato da ostacoli amministrativi. Poi le esigenze dei clienti sono cambiate, così come le nostre. Di conseguenza, si sono adeguate anche le nostre ambizioni. In principio l’obiettivo era rendere più semplice la quotidianità bancaria degli imprenditori. Ora la missione è molto più ampia: creare una soluzione di gestione finanziaria all-in-one per pmi e microimprese”. Mariano Spalletti, country manager di Qonto in Italia, riassume così l’evoluzione della fintech nata in Francia che a gennaio, dopo avere raccolto 486 milioni di euro, è diventata un unicorno da 4,4 miliardi di valutazione.

La gestione delle spese dei team

In occasione dell’ultimo round di finanziamento, Qonto, presente oggi in Francia, Italia, Germania e Spagna, ha annunciato un piano di investimenti a livello europeo per portare i suoi clienti dagli attuali 220mila a un milione entro il 2025. Una delle chiavi per incrementare la fetta di mercato, secondo Spalletti, sarà “introdurre funzionalità in grado di semplificare la gestione dei team aziendali. Così potremo rispondere anche alle necessità di aziende più grandi e in crescita e restare al fianco delle imprese in tutto il loro ciclo di vita: dalla costituzione della società fino a tutto il percorso di sviluppo”.

L’idea, spiega Spalletti, è di “decentralizzare la gestione delle spese del team” e fornire tipologie di accesso e visualizzazione specifiche per ogni ruolo. Un manager, per esempio, può approvare le richieste di pagamento del suo team, richiedere ricevute mancanti, effettuare bonifici, impostare limiti di spesa o creare carte.

Qonto for Teams

“La filosofia di Qonto for Teams è la stessa dei prodotti che abbiamo lanciato negli ultimi anni, cioè permettere alle aziende di semplificare le tante incombenze legate alla gestione finanziaria: contabilità, monitoraggio delle spese, fatturazione, pagamenti dei fornitori”, dice Spalletti. “In questo modo gli imprenditori si possono concentrare sullo sviluppo del business e sulle attività che creano valore. Faccio un esempio concreto: Qonto permette di creare “carte flash” per spese occasionali. Può essere così utilizzata per un singolo acquisto, come un biglietto del treno o una conferenza, o per più acquisti che avvengono in un periodo di tempo circoscritto. Ad esempio, per un singolo viaggio di lavoro. In breve, basta stabilire un importo e un periodo di validità. La carta scade in automatico appena si esaurisce il budget o il periodo di utilizzo”.

Un’altra funzionalità è quella che permette di digitalizzare ricevute e scontrini con una foto, che ha lo stesso valore del pezzo di carta. Anche i dipendenti, poi, possono richiedere carte permanenti o flash, valide per acquisti online, in negozio, con Apple Pay o Google Pay.

Il valore dell’autonomia

Spalletti sottolinea anche che strumenti di gestione delle spese come quelli di Qonto, oltre ad assicurare “serenità ai manager e ai reparti di amministrazione”, aumentano il livello di autonomia dei dipendenti. Un aspetto legato, come già sostenevano l’economista Greg Oldham e l’ex docente di Harvard J. Richard Hackman negli anni ’70, al livello di soddisfazione della persona.

Il tema è molto sentito in un momento in cui la salute mentale sta tornando al centro del dibattito pubblico. Secondo una ricerca di Bva Doxa per Mindwork sul benessere psicologico dei lavoratori italiani, quasi l’85% dei lavoratori considera il proprio benessere generale correlato al proprio benessere sul lavoro e viceversa.

Come ha scritto l’Harvard Business Review, inoltre, la soddisfazione dei lavoratori è correlata a un incremento della produttività.

L’approccio ‘glocal’

L’introduzione delle nuove funzionalità e il piano di espansione in Europa, prosegue Spalletti, avverranno secondo lo stesso approccio ‘glocal’ adottato da Qonto fin dalla nascita. “In breve, significa che continueremo ad avere una base di funzionalità cross market, cioè comuni a tutti i mercati. A queste affiancheremo integrazioni ad hoc, pensate per il singolo Paese”.

L’Italia, in particolare, rappresenta per Qonto il secondo mercato dopo la Francia. Nel 2021, i ricavi della società nel nostro Paese sono raddoppiati. Il numero di clienti è aumentato del 145%. “Questi dati”, commenta Spalletti, “confermano ciò che abbiamo pensato sin dal giorno dell’approdo in Italia: le nostre aziende sono pronte e sempre più decise a passare al digitale. Lavoriamo affinché Qonto abbia un ruolo chiave in questo processo di digitalizzazione delle pmi italiane”.

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