Questi due under 30 hanno raccolto un milione di euro per semplificare la burocrazia italiana

Share

Un’amicizia nata negli uffici milanesi della multinazionale americana med-tech, Boston Scientific, è diventata una proficua collaborazione professionale. È quello che è successo a Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci, che nel marzo 2020, in piena pandemia, hanno fondato BonusX, startup per semplificare la burocrazia italiana.

Con oltre 20mila utenti registrati e 3 milioni euro di bonus erogati tra 2020 e 2021, BonusX riesce a gestire oltre 5.000 pratiche al mese. Punta a digitalizzare sempre più richieste burocratiche ai diversi livelli della pubblica amministrazione.

LEGGI ANCHE: “Chi sono gli under 30 di Forbes Italia per il 2022”

Come nasce il progetto di BonusX

L’idea dietro BonusX non è recente. Durante gli anni scolastici e universitari Giovanni era alle prese con la burocrazia legata all’Isee e alla normativa in materia di alloggi e diritto allo studio. Difficoltà che in seguito, durante le prime esperienze lavorative, non sono scomparse. Stessi ostacoli vissuti anche da Fabrizio, che si è unito allo sviluppo del progetto nella seconda metà del 2019, portando competenze in ambito comunicativo e digitale. “In particolare”, spiegano i due fondatori, “le inefficienze politiche e infrastrutturali della provincia di Napoli hanno generato la rabbia e la volontà di diventare parte attiva di un miglioramento. Molti talenti del territorio sono scoraggiati e disincentivati a sfruttare il loro enorme potenziale”.

BonusX nasce proprio “sanare” questa situazione, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare la richiesta e l’accesso alle varie agevolazioni e ai servizi pubblici. In modo da creare un sistema inclusivo ed efficiente. A gennaio 2020 hanno così lanciato un primo prototipo della startup gov-tech. E dopo aver superato in poche settimane i primi 1.000 utenti, decisero di fondare la società.

LEGGI ANCHE: “Chi sono gli under 30 di Forbes Italia per il 2022”

Il round da 1 milione di euro

Gli aiuti a livello finanziario non hanno tardato ad arrivare. A febbraio BonusX ha chiuso una raccolta di 1 milione di euro tra equity, fondo perduto e finanziamenti.  Tra i partner dell’operazione, ci sono anche Banco Bpm, Invitalia, 2031 e MoffuLabs che hanno dato fiducia alla startup grazie alle performance dell’ultimo anno.

I capitali raccolti verranno investiti nell’espansione del progetto in un secondo mercato europeo, nella crescita della base di utenti e nello sviluppo di nuove funzionalità, bonus e servizi integrati. L’obiettivo della startup è poter fornire oltre 100 servizi integrati agli utenti, espandendo le agevolazioni in piattaforma oltre il welfare pubblico. Il team, ad oggi formato da cinque figure, ha l’obiettivo di raddoppiare l’organico entro le prossime settimane.

Gli obiettivi per il futuro

La visione di lungo periodo è invece quella di rendere BonusX un aggregatore che fornisca visibilità alle persone sull’insieme di opportunità che hanno a disposizione. E renda queste opportunità a portata di click. “Si risponde a bisogni forti e radicati che trascendono il contesto italiano, solo a livello europeo tra il 20% e il 60% dei cittadini aventi diritto a un’agevolazione non riesce ad accedervi”, dicono. Un progetto che punta a una dimensione globale.

“Parallelamente si proseguirà con lo sviluppo di innovazioni che mettano la persona al centro e facilitino l’accesso all’insieme di opportunità presenti non solo nella sfera pubblica ma anche in quella privata, come nel settore finanziario o bancario o con le diverse borse di studio dal mondo accademico”.

Tra gli interessi personali dei founder, c’è quello di portare valore aggiunto all’intero ecosistema Paese e startup. Da un lato, l’enorme mole e qualità dei dati gestiti potrà essere utile agli enti governativi per fare simulazioni sull’impatto di nuove normative, lavorare sulla semplificazione e meglio raggiungere obiettivi di politiche sociali, innovazione e snellimento burocratico. Dall’altro, la voglia di rivalsa e riscatto che è alla radice di BonusX si inserisce in un più ampio desiderio di contribuire con mentorship e know-how alla crescita di nuove realtà imprenditoriali, anche in settori diversi, contribuendo allo sviluppo del territorio.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it Iscriviti