Dal gruppo Hilton a Nestlè e Uniqlo: ecco chi sta continuando a fare affari in Russia

Uno store Uniqlo (uniqlo.com)
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

Una lista sempre più ampia di aziende ha tagliato i legami con la Russia a causa dell’invasione dell’Ucraina. Alcune compagnie molto conosciute stanno però tentando di continuare a lavorare come prima del conflitto, rischiando un contraccolpo di consumatori e investitori.

Le vicende principali

  • Secondo una lista pubblicata da Jeffrey Sonnenfeld, professore della Yale University, e dal suo gruppo di ricerca, nel settore delle strutture ricettive, il più grande gruppo alberghiero d’Europa, Accor, che gestisce circa 55 sedi in Russia e ha 2.000 dipendenti, non ha ancora preso le distanze dall’invasione dell’Ucraina. Ad Accor si aggiungono anche Hilton (29 sedi), Marriott (10), Hyatt (6) e InterContinental (1).
  • Nel settore alimentare e delle bevande, tra coloro che continuano la loro attività in Russia ci sono Nestlé (1,7 miliardi di dollari di vendite nel 2020), Papa John’s (185 negozi) e Mars.
  • Nonostante le aziende concorrenti Zara e H&M abbiano deciso di interrompere le vendite in Russia, il marchio di moda giapponese Uniqlo non ha seguito la loro decisione. Il ceo Tadashi Yanai ha infatti affermato: “L’abbigliamento è una necessità della vita. Il popolo russo ha lo stesso diritto di vivere di noi”.
  • Accor, Hilton, Marriott, Hyatt, InterContinental, Nestle, Mars e Papa John’s non hanno risposto alle richieste di commento di Forbes.

Le decisioni di McDonald’s, Coca-Cola e Starbucks

Dopo numerose critiche sui social, McDonald’s ha dichiarato la chiusura temporanea di tutti i suoi 847 negozi in Russia a causa dell’invasione dell’Ucraina. Yum Brands, la società a capo di KFC, anch’essa sotto pressione sui social media, ha annunciato l’interruzione degli investimenti in Russia. Anche Coca-Cola ha comunicato che sospenderà le attività in Russia. Deborah Meaden, donna d’affari che è nota per la partecipazione nel programma di successo della BBC Dragons’ Den, ha twittato:  “Coca Cola cessa il commercio in Russia #peoplepower”, dopo aver esortato le persone su Twitter a smettere di bere Coca-Cola.

Tra le aziende che hanno preso una decisione forte anche Pepsi che ha deciso di sospendere la produzione e le vendite di Pepsi-Cola e di altri marchi di bevande in Russia. Starbucks sospenderà tutte le attività commerciali in Russia, inclusa la spedizione dei suoi prodotti. A causa di questa decisione, il licenziatario russo di Starbucks ha accettato di dare un mano ai quasi 2.000 dipendenti degli store russi della canema di caffè statunitense. Kraft Heinz, che ha più di 1.200 lavoratori in Russia, ha dichiarato a Forbes di aver sospeso le spedizioni dei suoi prodotti da e verso la Russia e messo in stand-by i nuovi investimenti lì.

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