In Italia il 37% dei datori di lavoro prevede assunzioni in crescita nei prossimi tre mesi

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Contratti di lavoro in aumento del 16%. La crescita più importante sarà nei settori bancario, finanziario, assicurativo e immobiliare. Le previsioni più incoraggianti nel Nord-Ovest. Sono questi alcuni dei principali risultati dell’indagine ManpowerGroup Employment Outlook Survey (Meos).

Mercato del lavoro in crescita da aprile a giugno

ManpowerGroup ha intervistato un totale di circa 41mila datori di lavoro in 40 Paesi per misurare l’intenzione da parte dei datori di lavoro di assumere personale per il secondo trimestre del 2022. I risultati dell’indagine, per il periodo da aprile a giugno 2022, mostrano un forte ottimismo. Un aumento del personale è previsto in 39 dei 40 paesi esaminati. Le prospettive occupazionali migliori per i prossimi tre mesi sono in Brasile, Svezia, India e Messico. In controtendenza i datori di lavoro di Taiwan, Grecia, Romania e Polonia, dove il giudizio sull’occupazione è più debole rispetto al primo trimestre 2022.

In Italia gli imprenditori prevedono ancora un mercato del lavoro in crescita da aprile a giugno 2022. Le previsioni, al netto delle variazioni stagionali, risultano molto positive. Il 37% dei datori di lavoro si aspetta un aumento della propria forza lavoro, a fronte di un 20% che prevede una diminuzione e il 39% che non prevede cambiamenti rispetto alla situazione attuale.

Le professionalità più ricercate

La ricerca Meos evidenzia anche che l’aumento più significativo è previsto nel settore bancario, finanziario, assicurativo e immobiliare, dove la prospettiva di crescita netta dell’occupazione è del +30%. Inoltre dati positivi sono previsti per il settore It, telecomunicazioni, comunicazione e media e per il Non profit, con una previsione rispettivamente del +22% e del +25%. I datori di lavoro del settore delle costruzioni si aspettano un ritmo di assunzioni positivo, con una previsione del +18%, e il settore manifatturiero del +17%. Le aspettative di assunzione sono aumentate rispetto al secondo trimestre 2021: in particolare nel settore bancario, finanziario, assicurativo e immobiliare (+22%) e nel settore della ristorazione e degli alberghi (+35%).

L’aumento di assunzioni più consistente è previsto dai datori di lavoro delle grandi aziende, che riportano prospettive di crescita occupazionale netta del +26%. Anche le piccole e medie imprese prevedono un andamento delle assunzioni positivo, con +16% e +17% rispettivamente. Così come le microimprese, che segnano prospettive in crescita poco sotto i 10 punti percentuali: 9%. Tutte le aziende si aspettano assunzioni in crescita di oltre 10 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2021: piccole imprese (+19%), grandi imprese (+17%), microimprese (+14%) e medie imprese (+11%).

Nel Nord Ovest e Centro Italia il maggio incremento di assunzioni

Un aumento occupazionale durante il secondo trimestre è previsto in tutte le quattro macroregioni italiane. I datori di lavoro del Nord Ovest (+26%) e del Centro Italia (+20%) si aspettano un incremento delle assunzioni maggiore. Anche i dati del Nord Est restano positivi, segnando un +18%, sebbene siano inferiori di 11 punti percentuali rispetto ai primi mesi dell’anno. Pesante calo per le previsioni relative a Sud e isole: 6%, -18 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Ciononostante, tutte le macroregioni italiane si aspettano un clima occupazionale migliore rispetto al secondo trimestre 2021: Nord Ovest (+26%), Nord Est (+15%), Centro Italia (+18%) e Sud/Isole (+3%).

“Dopo l’ottima partenza di inizio anno, il secondo trimestre conserva prospettive occupazionali ancora positive in Italia, sebbene lo slancio dei primi mesi stia rallentando, come indicato nell’Employment Outlook Survey di ManpowerGroup”, afferma Stefano Scabbio, president Southern Europe ManpowerGroup. “Quest’anno è iniziato con buone prospettive per l’occupazione e lo sviluppo economico. Ancora una volta, per aumentare l’occupazione, saranno cruciali l’uso corretto dei fondi del Pnrr e strategie adeguate. Ancora più essenziale di prima sarà la collaborazione tra enti pubblici e privati e la definizione di programmi di formazione, upskilling e reskilling rivolti a persone di tutte le età”.

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