Il Polo del Gusto supera i 100 milioni di fatturato: nel mirino nuove acquisizioni e la quotazione

Polo
Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto
Share

Il Covid-19 e la guerra in Ucraina, con la conseguente crisi energetica e delle materie prime, non sembra aver causato troppi grattacapi al Polo del Gusto, la sub-holding del Gruppo Illy che raggruppa tutti i marchi extra-caffè. Il bilancio relativo all’anno 2021, infatti, per la prima volta ha superato i 100 milioni di fatturato, segnando un + 36% sul 2020, e un +13% sul 2019. E il 2022 è iniziato sulla falsariga dell’anno precedente. “Il 2021 è andato molto bene per tutte le società partecipate direttamente dal Polo del Gusto e per la sub-holding stessa” ha dichiarato il presidente Riccardo Illy.

Fatturato in crescita per tutti i marchi del Polo

Tutti i marchi del Polo hanno chiuso in positivo e in crescita: i dati più importanti riguardano le aziende trainanti del Gruppo, in particolar modo Dammann Frères (storica maison di tè francese) che ha chiuso l’anno con un fatturato di 37,2 milioni di euro, e Domori, che ha chiuso con 26,3 milioni di euro di fatturato. Ampiamente positivo, come su detto dallo stesso Illy, il risultato anche delle altre aziende del Polo: Mastrojanni (produttore di Brunello di Montalcino), la partecipata Agrimontana (frutta lavorata e marmellate), Prestat (il marchio di cioccolato inglese acquisito da Domori nel 2019) e F-GEL (Brand Bonetti). 

Il Polo del Gusto conferma inoltre la sua vocazione internazionale e la capacità di muoversi sul mercato, registrando una percentuale dell’export sulle vendite pari a circa al 60%.

Entrando nel dettaglio, il fatturato aggregato attribuibile a PdG al 31.12.2021 ammonta a 101.321.316 euro, di cui: 

  • Dammann: 37,2 milioni di euro. 
  • Domori: 26,3 milioni di euro. 
  • Mastrojanni 3,6 milioni di euro 
  • Agrimontana: 25,1 milioni di euro 
  • Prestat: 7,3 milioni di euro 
  • F-GEL (Brand Bonetti): 1,9 milioni di euro 

Bilancio positivo, ma attenzione alle ripercussioni della guerra

“Speravamo di continuare il 2022 nello stesso modo, e così è stato, con tutte le società in utile” continua il presidente del Polo. “Tuttavia vogliamo mantenere la massima prudenza, sopratutto in virtù della guerra in Ucraina e delle sue possibili ripercussioni sull’economia Europea”. Uno dei possibili pericoli su cui è necessario riflettere è quello dell’effetto domino scaturito proprio dalla carenza delle materie prime e dal costo dell’energia: “Il conflitto ha causato problemi di approvvigionamento ad esempio con l’olio di semi di girasole, di cui l’Ucraina è primo produttore al mondo; tutti i biscotti passati dall’olio di palma a quello di semi di girasole, dunque, devono riconvertirsi nuovamente e cambiare le proprie etichette; riprodurre le etichette significa rivolgersi all’industria cartaria che è in crisi per il costo del gas e può avere ritardi sulle consegne”, e così via, con possibili rallentamenti e difficoltà su tutta la filiera.

Nel mirino nuove acquisizioni e la quotazione in borsa

Nelle prospettive del Polo, sia a breve che a lungo termine, ci sono l’acquisizione di Pintaudi (di cui deteneva il 25% lo scorso anno), il prestigioso marchio con sede a Trieste specializzato in prodotti da forno, biscotti e fette biscottate. Per quanto riguarda le nuove acquisizioni il gruppo sta pianificando un primo shopping nei succhi di frutta e invece sul tema “vino” (Barolo) è in fase di due diligence. 

E poi rimane l’obiettivo quotazione: “Nei nostri piani c’è sempre l’ingresso di un nuovo socio di lungo periodo per una quota fra il 20 e il 40%” commenta Riccardo Illy. “La quotazione per noi è comunque un punto di arrivo a prescindere dal fatto di avere un partner finanziario o meno. Potrebbe riguardare una delle società operative (pensando soprattutto a Dammann o a Domori), oppure anche della quotazione dell’intero Polo del Gusto”. I tempi, ovviamente, si allungherebbero nel caso di una quotazione della singola azienda; nel caso riguardasse l’intero Polo, la tempistica potrebbe rientrare nell’arco di qualche anno.

Il segreto del Polo del Gusto: materie prime, innovazione e sostenibilità

Superando le difficoltà e avanzando con prudenza, il Polo del Gusto si conferma dunque un eccellenza del food&beverage, in grado di costruire con pazienza crescita e risultati. I suoi marchi si distinguono per la qualità assoluta del prodotto finale e per la spiccata sensibilità nei confronti dell’impatto ambientale. “La nostra è una qualità che definirei ‘aumentata’, superiore a quella che il consumatore si aspetta. Il nostro segreto sta nell’amore per le materie prime, il rispetto per la nostra Terra, l’innovazione dei processi e una grande attenzione alla sostenibilità”.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.