Il design digitale diventa etico: arriva la “bussola” che guida le imprese verso l’innovazione sostenibile

bussola
Da sx, Ilaria Mauric (head of design e partner di Tangible), Nicolò Volpato (ceo di Tangible) e Luca Scarpa (partner e team leader di Tangible)
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Arriva l’Ethical Compass, la ‘bussola’ etica per guidare l’impresa nel progettare l’innovazione sostenibile. L’idea è di Tangible, società di design digitale, da 18 anni sul mercato orientata ad accompagnare le aziende nel fare innovazione dei prodotti e servizi digitali e nelle dinamiche business, persone e tecnologie. L’approccio usato è rivolto a generare impatto positivo per tutte le parti in gioco, società e ambiente inclusi. La bussola si basa sull’indagine condotta in cinque macroaree: accessibilità, sicurezza, inclusione, fiducia e autonomia. 

Il risultato? Un progetto di design etico per chi lo propone sul mercato e per chi userà questo strumento pratico che orienta i processi nel tentativo di immaginare l’impatto che avranno nel futuro. Tangible ha definito un modello per esplorare insieme i futuri possibili e la bussola serve per non perdere la prospettiva di lungo periodo e a mantenere gli obiettivi.

“Come designer spesso navighiamo attraverso mari di incertezza e complessità” afferma Nicolò Volpato, ceo di Tangible. “In questo contesto, le decisioni di progettazione potrebbero avere un impatto sulle persone e sulla società. Ci siamo chiesti cosa possiamo fare per condurre conversazioni all’interno del nostro team e con i nostri clienti su tali implicazioni, in modo che tutti siamo consapevoli delle minacce o dei punti ciechi che potrebbero avere un impatto sui nostri progetti. Come facciamo a vedere le cause nel presente? Come possiamo definire una bussola etica che guidi le decisioni durante il progetto?”.

L’Ethical Compass fa riferimento essenzialmente a cinque macro-aree da esplorare rispondendo a domande chiave e immaginando gli impatti futuri delle decisioni progettuali e tecnologiche che prendiamo oggi. Questo approccio consente a Tangible di innescare conversazioni e ragionamenti, coinvolgendo team di lavoro e clienti, che arricchiscono i progetti e migliorano la lungimiranza delle decisioni. 

Vediamo singolarmente le macroaree basandoci sulle indicazioni di Tangible.

Accessibilità ed ergonomia fisica. Progettare un servizio rimuovendo le barriere d’accesso ed evitando ripercussioni sulla salute delle persone. Domande a cui rispondere: facciamo tutti gli sforzi necessari per rendere il prodotto accessibile? I nostri utenti sono esposti a pericoli fisici e/o emotivi a causa dell’utilizzo del nostro prodotto?

Sicurezza. Il progetto deve rispettare la privacy dell’utente con la richiesta solo dei dati strettamente necessari. Le domande chiave: gli utenti hanno il controllo sui propri dati? La profilazione che facciamo è nell’interesse degli utenti?

Inclusione. Il progetto viene sviluppato nel rispetto dell’identità dell’utente. Le domande che Tangible si pone sono: stiamo prendendo in esame prospettive diverse e utenti diversi? Stiamo involontariamente replicando stereotipi sociali ed escludendo qualcuno?

Fiducia. La trasparenza delle informazioni è importante per essere affidabile. Pertanto, le domande sono: utilizziamo dark pattern, tecniche di persuasione o dinamiche che provocano dipendenza? L’utente è al corrente di cosa sta accadendo in relazione alle proprie interazioni?

Autonomia e autodeterminazione. L’utente deve essere in grado di fare le proprie scelte, ed automatismi e algoritmi devono essere a supporto, non in sostituzione. Le questioni di fondo per essere etici in questo senso sono: gli utenti possono agire sulle scelte effettuate in maniera autonoma e trasparente? Usiamo algoritmi e intelligenza artificiale in un modo che può nuocere all’utente?

“Il design può essere assolutamente etico” afferma Ilaria Mauric, head of design e partner di Tangible. “Sono sempre di più i clienti che apprezzano l’utilizzo del nostro Ethical Compass nello sviluppo progettuale. Per esempio, in Coop Alleanza 3.0 e in Reverse, la bussola viene usata costantemente su ogni nuovo progetto. Per questi clienti, uno dei temi più analizzati e progettati grazie alla bussola è senz’altro quello dell’inclusione, perché entrambi interagiscono con i loro utenti proponendo vari tipi di profilazione su cui, grazie alla bussola, stiamo progressivamente eliminando la raccolta di dati non necessari. Un esempio: un form di profilazione chiedeva di dichiarare il tipo di lavoro e, tra le varie opzioni proposte, abbiamo trovato anche “Imprenditore” e “Casalinga” che oggi sono diventati Imprenditore/Imprenditrice” e “Casalingo/Casalinga” (con facoltà di non rispondere a questa domanda).”

Tangible è una società di design digitale, in termini tecnici di experience design e service design: guida e supporta le aziende nel progettare e nel coordinare tutti i punti di contatto digitali che hanno verso i propri clienti e utenti. Parliamo di progetti che spaziano dal web alle app, passando per i canali e-commerce, le interfacce digitali nei touchscreen, nei negozi, negli aeroporti. “Questi punti di contatto necessitano di progettazione affinché siano in grado da un lato di perseguire gli obiettivi e i risultati di business delle aziende, dall’altro di offrire servizi ed esperienze semplici alle persone che ne sono utenti” spiega Luca Scarpa, partner e team leader di Tangible. “Tangible fa tutto questo guidata dalla consapevolezza dei contesti d’uso sociali ed ambientali, per favorire un’innovazione responsabile e un impatto positivo. Non a caso siamo una Società Benefit”.

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