Insurtech Revolution: formazione specifica per un settore in evoluzione

insurtech, stefano Bison
Stefano Bison, Group head of business development & innovation di Assicurazioni Generali
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Il termine Insurtech è il frutto dell’unione di due parole insurance e technology e descrive l’applicazione della tecnologia al settore assicurativo. Detto così può apparire fin troppo semplice, mentre in realtà rappresenta un settore articolato e con numerose vie di sviluppo.

Insurtech: bolla o realtà? Lo chiediamo provocatoriamente a Stefano Bison, group head of business development & innovation di Assicurazioni Generali: “È una concreta realtà, anche se senza dubbio un po’ di bolla nelle valutazioni c’è. Ad esempio, osservando la performance borsistica delle principali aziende statunitensi Insurtech quotate negli ultimi 12-14 mesi si nota un rendimento nettamente inferiore rispetto a quello dell’indice S&P 500. Anche tra le non quotate le valutazioni sono tutt’ora davvero alte. Nonostante ciò, gli indicatori del settore sono robusti, per cui possiamo considerarlo una solida realtà”.

Il fatto che non si tratti di una bolla è anche testimoniato dall’afflusso di capitali privati con una raccolta pari a 14,4 miliardi di dollari nel 2021, con una crescita annua del 100% ca. Numeri ancora piccoli se paragonati all’intera raccolta del segmento Fintech pari a 210 miliardi di dollari nello stesso periodo.

Vediamo la situazione in Europa e in particolare in Italia. Si rileva un deciso incremento degli investimenti in start up Insurtech in Europa. In Italia questo aumento è decisamente inferiore, ma comunque in progressivo, seppur lento, miglioramento. “Gli investimenti dei venture capital in Italia valgono circa 2,1 miliardi di euro, di cui solo 17 milioni confluiscono sull’Insurtech (in 8 transazioni) – spiega Stefano Bison – Questa arretratezza può essere imputata sostanzialmente a tre motivi: storico-strutturale, con pochi investitori locali ancora interessati al settore, sia finanziari che industriali; manageriale, con pochi imprenditori che sviluppano imprese Insurtech; culturale, con una generalizzata avversione al rischio e paura di fallire che sono disincentivi a nuove iniziative imprenditoriali – figlie della scarsa liquidità del mercato del lavoro rispetto ai Paesi anglosassoni”. 

Parlando di trend recenti, si registra anche un aumentato interesse da parte delle aziende BigTech – così come di altri settori – verso l’Insurtech e, in termini più ampi, il settore assicurativo. Questo accade perché tali aziende sono alla ricerca di soluzioni per meglio servire le loro basi clienti, ampie e fedeli, e di nuove fonti di margine economico, e le assicurazioni presentano ancora margini interessanti rispetto ad altri settori. Si noti che da una ricerca del 2020 il 44% dei consumatori si dice disponibile a comprare prodotti assicurativi da BigTech, oltre 3 volte il dato del 2016!

Altro trend importante riguarda l’applicazione del principio UBI (Usage-Based Insurance), tipico del settore auto con le accezioni PAYD (pay as you drive) o PHYD (pay how you drive), in base al quale il prezzo della polizza dipende dal comportamento di guida del cliente, al settore delle polizze casa o a quello delle polizze vita e salute, con premi che si adattano quindi allo stile di vita dell’assicurato, in logica di “condivisione del valore” tra cliente e impresa.

Un altro trend ancora, da considerare attentamente visto il contesto, è quello delle polizze cyber. “Solo l’1% delle perdite da Cyber attacchi è coperto da polizze – racconta Stefano Bison – A causa del continuo espandersi del problema si assiste a una crescita a doppia cifra dei premi ma anche al contestuale raddoppio della relativa Loss Ratio tra il 2017 e il 2020 (dati US). Il rischio va gestito quindi con estrema attenzione”.

Infine è necessario sottolineare la continua, pervasiva e inesorabile digitalizzazione di tutta la catena del valore. “Trovare e servire il cliente dove lui si trova è un “must” – conclude Stefano Bison – così come digitalizzare i processi e le interazioni proprio nei “momenti della verità”, cioè tipicamente quando accade il sinistro, permettendo al cliente di risolvere velocemente il problema e seguire il sinistro nelle fasi del suo ciclo di vita, garantendo la cd. “peace of mind”, che è il principale motivo che spinga un cliente ad assicurarsi”.

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