Car sharing e mobilità sostenibile: l’azienda che vuole diventare la Netflix delle auto

Alain Visser
Alain Visser, ceo di Lynk & Co
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Un nuovo modo di intendere la mobilità, consapevoli della necessità di cambiare paradigmi del mercato automobilistico fermo a decenni fa. Lynk & Co vuole cambiare le regole dell’esperienza automotive, che impone dalla nascita dell’industry un modello statico basato sull’acquisto di una autovettura all’interno di un concessionario. Questa società realizza soluzioni di mobilità per la generazione connessa, attraverso auto di qualità e pienamente sostenibili. L’azienda propone anche un nuovo modo di utilizzare quelle stesse auto. L’approccio su base associativa infatti rende semplice qualsiasi spostamento. I soci possono accedere a uno dei veicoli su base flessibile, con cadenza mensile, e condividerla con amici, familiari e la comunità di Lynk & Co.

Abbiamo parlato del presente e del futuro dell’azienda con Alain Visser, amministratore delegato della società di proprietà del gruppo Zhejiang Geely Holding, joint venture Volvo fondata nel 2016.

Cos’è Lynk&Co e qual è la vostra proposta per i clienti?
Lynk & Co vuole essere una rivoluzione rispetto al mercato delle automobili che a mio parere è fermo da troppi anni. Vogliamo offrire un nuovo servizio di mobilità che sia anche un’esperienza: ci piace definire il nostro servizio come la “Netflix delle auto”. Si paga infatti una quota mensile di 550 euro, rispetto ai precedenti 500 euro mensili, e chi usufruisce di Lynk & Co avrà tutto incluso, compresa l’assicurazione. Si potrà poi aprire la Lynk & Co 01 allo sharing così più viene condivisa più si riducono i costi. Abbiamo poi dei vantaggi per i nostri soci. Non offriamo quindi solo un servizio ma un’esperienza a tutto tondo

Quali sono le ragioni che vi hanno portato a una variazione sui costi di abbonamento mensile?
L’aumento del prezzo delle materie prime e di alcuni costi associati al servizio che forniamo, come trasporti, assicurazione, aggiornamenti Over The Air, manutenzione e assistenza stradale, ci ha portato a modificare il costo dell’abbonamento mensile. Questa scelta è stata fatta nell’ottica di poter continuare a garantire ai nostri soci, presenti e futuri, un servizio all-inclusive, di qualità e senza grattacapi. I soci che guidano già la Lynk & Co 01 vedranno quest’innalzamento di prezzo a partire dal mese di settembre, mentre gli abbonamenti attivati dal primo di giugno avranno questa nuova tariffa.

Perché avete deciso di essere un servizio di mobilità invece che un brand di automobili?
Per due ragioni. La prima è che lavorando nel mondo delle auto da 35 anni ho notato che sono stati fatti pochi passi avanti. Penso per esempio agli smartphone che hanno fatti più progressi negli ultimi 5 anni rispetto alle automobili negli ultimi 50. Mi riferisco soprattutto al mercato delle automobili che è sempre lo stesso. Bisogna comprendere che i consumatori si stanno evolvendo e si stanno aprendo a nuove modalità di utilizzo. La seconda ragione è che riteniamo che il mercato tradizionale delle automobili non sia sostenibile. Tanti brand dicono di essere sostenibili perché producono auto elettriche. Se le auto sono utilizzate per il 5% del tempo e per il resto rimangono parcheggiate a occupare le strade, anche se sono elettriche, non sono sostenibili. Per questo abbiamo deciso di essere un servizio di mobilità e non un brand tradizionale.

Perché possedere un’auto non ha lo stesso significato che aveva un tempo?
Sicuramente possedere un’auto è da sempre considerato simbolo di prestigio. Parlando con mio figlio che ha 26 anni ho capito però che in questo periodo il consumatore si sta spostando verso l’idea dell’automobile come oggetto funzionale, comunque con tutti i confort, ma non più come status symbol. In Italia esiste ancora però l’idea che un’automobile sia in qualche modo lo specchio del proprio ego.

Quanto conta per Lynk & Co il tema della sostenibilità?
Per noi il tema della sostenibilità è fondamentale. Può sembrare un clichè ma se non avessimo a cuore questo tema non avremmo lo stesso numero di dipendenti e lo stesso numero di soci che abbiamo. Come dicevo in precedenza, noi cerchiamo di realizzare le automobili nella maniera più sostenibile possibile ma pensiamo che a fare la differenza sia soprattutto l’utilizzo che si fa delle auto. Cerchiamo quindi di offrire dei servizi che hanno al centro il tema della sostenibilità.

Ci dica di più del servizio di car sharing che lancerete a breve in Italia.
Attualmente abbiamo il car sharing in 4 dei 7 Paesi dove siamo presenti con Lynk & Co. Nei prossimi mesi lo lanceremo anche in Francia, Spagna e Italia. Si tratta di una soluzione semplice per ridurre i costi. Sarà infatti possibile “condividere” la propria auto attraverso lo smartphone o lo schermo del veicolo. Una volta che il veicolo sarà disponibile, l’utilizzatore, dopo aver inserito il pagamento, riceverà un codice con cui potrà aprire l’auto e quindi utilizzarla.

Quali sono i progetti per il futuro di Lynk & Co?
Attualmente abbiamo circa 115.000 soci e sono dieci volte quanto ci aspettavamo. Per quanto riguarda il futuro vorremmo sicuramente aprire nuovi club nei mercati dove siamo già presenti e il prossimo anno espanderci in altri Paesi. A fine marzo abbiamo aperto il primo Club in Italia, a Roma, nella centralissima via del Corso 265-266 e nel Q3 anche Milano avrà il suo Club.

Come vede il futuro di questo tipo di mercato?
Il mondo si sta spostando dall’avere l’auto a utilizzare l’auto quindi inevitabilmente aumenterà la concorrenza. Quando la concorrenza arriverà però sarà possibile sicuramente copiare le auto e i servizi ma non le esperienze offerte, che restano l’elemento che contraddistingue Lynk & Co.

Cosa offre Lynk & Co che gli altri non offrono?
La combinazione della tariffa mensile tutto incluso, la possibilità di condividere l’auto per ridurre i costi, la possibilità di vivere l’esperienza dei club. Penso che questi tre elementi esistano ma in questo momento nel mercato nessuno ne offre almeno due insieme.

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