Continua il crollo delle criptovalute. Secondo gli investitori la crisi potrebbe durare due anni

mercato criptovalute in Cina
(shutterstock.com)
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

Le criptovalute sono famose per le loro oscillazioni di prezzo. Nella loro breve storia, hanno attraversato più volte “estati torride” seguite da “inverni gelidi e lunghi”. L’ultima importante flessione è iniziata all’inizio del 2018 ed è durata circa due anni e mezzo.

Negli ultimi tre mesi, con l’aumento dell’inflazione e a causa della recessione, il Bitcoin è sceso da un massimo di 48.000 a circa 21.000 dollari. Oggi, alcuni dei principali investitori pensano che ci aspetta un altro periodo prolungato di flessione.

“I prossimi due anni saranno davvero difficili”, afferma Avichal Garg, managing partner di Electrical Capital, un fondo di investimento in criptovalute con oltre 1 miliardo di dollari di asset. Le sue opinioni sulle potenzialità del settore non sono però cambiate. “Stanno entrando nel mercato nuovi sviluppatori di software e investitori di alta qualità. Vediamo i dirigenti Web2 di Facebook e Google che fanno il loro ingresso a un ritmo più veloce”, continua Garg. Ma un fattore rende gli investitori particolarmente nervosi: “È la prima volta che criptovalute e Web3 coesistono in un ambiente macroeconomico dove potrebbe verificarsi una recessione”, afferma Garg. (Bitcoin è stato creato all’inizio del 2009, poco prima della fine della crisi finanziaria.)

“Essere sempre scettici”

Alex Pack, un managing partner di Hack VC, un fondo di criptovaluta da 200 milioni di dollari, è d’accordo. “Uno o due anni è quello che dicono tutti… Ed è quello che stiamo dicendo alle società presenti nel nostro portafoglio: assicuratevi di avere due anni di spazio per attutire il colpo”.

Al di là delle preoccupazioni macroeconomiche e del recente crollo della stablecoin TerraUSD, si sono diffusi grandi dubbi sulla piattaforma di prestito di criptovalute Celsius. Dopo aver recentemente bloccato i prelievi, molti mettono in dubbio la sua solvibilità. “Sii sempre scettico, anche in un mercato rialzista, quando una di queste piattaforme promette tassi di interesse davvero elevati”, afferma Linda Xie, co-responsabile del fondo di criptovalute Scalar Capital. “A volte sembra troppo bello per essere vero. Potrebbero essere in corso dietro le quinte molte attività di leva finanziaria e di operazioni ad alto rischio”.

Più ottimismo rispetto al 2018

Nonostante i molti motivi di apprensione, chi ha investito in criptovalute sembra essere più ottimista di quanto non fosse durante l’ultima recessione durata dal 2018 al 2019. “C’era la preoccupazione tra gli investitori che la cripto come asset class non sarebbe mai tornata ai massimi del 2017”, afferma Pack. Quella paura è svanita nel dicembre 2020, quando il bitcoin ha superato i 20.000 dollari. Pack e Xie pensano che il settore sia in una posizione più forte ora perché ci sono più utenti che hanno investito in criptovalute e più modalità attraverso cui utilizzarle. Ad esempio, gli Nft di arte digitale hanno attratto milioni di acquirenti. Le applicazioni di “finanza decentralizzata”, come i software che consentono alle persone di guadagnare interessi sui depositi, si sono moltiplicate sebbene alcune si siano anche “estinte” in modo spettacolare.

Cosa deve succedere affinché il valore delle criptovalute torni a rialzarsi? Secondo alcuni, prima ha bisogno di riprendersi il mercato azionario. “Avremmo bisogno di vedere le azioni invertire la tendenza prima che il capitale reale si traduca in bitcoin”, afferma Joshua Lim, amministratore delegato e capo dei derivati ​​presso Genesis, brokeraggio di criptovalute. Tarun Chitra, un investitore di asset digitali e ceo della startup di proiezione dei rischi per le criptovalute, ha un’opinione simile: “Mi aspetto che le criptovalute e i capitali di crescita continuino a essere correlati per 12-18 mesi”.

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