Perchè le Comunità energetiche rinnovabili sono destinate a crescere rapidamente nei prossimi anni

Carlo Maria Del Conte
Carlo Maria Del Conte, avvocato
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Articolo tratto dal numero di giugno 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

L’importanza delle Comunità energetiche rinnovabili è destinata ad aumentare notevolmente nei prossimi anni anche in Italia. Il decreto legislativo 199/2001 ha infatti dato attuazione alla direttiva Ue 2018/2001 sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, conosciuta anche come direttiva Red II. Le associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese, costituite per dotarsi di impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energie rinnovabili, hanno così trovato una regolazione anche nel nostro Paese.

Prima dell’approvazione delle nuove norme, in realtà, in Italia era già possibile, per cittadini o gruppi di aziende, fare fronte comune per finanziare l’installazione di un impianto alimentato da fonti rinnovabili. Non era lecito, però, utilizzarlo per fornire energia a più utenze. Il legislatore italiano aveva infatti introdotto una disciplina transitoria, tanto che molti operatori avevano iniziato a valutare con interesse possibili schemi di business nel settore, nonostante il perimetro delle iniziative fosse ancora molto limitato.

In particolare, la potenza degli impianti nell’ambito della Comunità energetiche rinnovabili era limitata a un massimo di 200 KW picco. Ora l’asticella è stata alzata a 1 MW, per permettere di dare vita a comunità più grandi. Di conseguenza, l’interesse degli investitori sta aumentando sempre di più. Lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili è un importante passo avanti in direzione di uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita. Se si pensa poi all’inflazione alimentata anche dalla guerra in Ucraina, pare destinato a svolgere un ruolo centrale nel mercato dei prossimi anni.

Tra i primi a credere nel potenziale delle Comunità Energetiche Rinnovabili è stato in Italia Pavia e Ansaldo, studio legale indipendente che opera nel nostro Paese e all’estero da 60 anni, con sei uffici (Milano, Roma, Torino, Barcellona, Mosca e Tokyo), 22 dipartimenti specializzati, sette sportelli esteri e oltre 130 avvocati e altri professionisti che forniscono consulenza su tutti gli aspetti del diritto commerciale. Il team di Pavia e Ansaldo, guidato dall’avvocato Carlo Maria Del Conte, negli ultimi 30 anni ha accumulato esperienza nel settore energetico, in cui ha assistito grandi aziende italiane e internazionali nei comparti del gas, dell’elettricità e delle energie rinnovabili.

Oggi le Comunità energetiche rinnovabili in Italia sono solo una trentina e sono dovute soprattutto a progetti pilota finanziati da società come Acea, A2A, Hera e Iren. Il loro numero e la loro dimensione, però, sembrano destinati a crescere rapidamente. Anche perché sono in arrivo circa 2,2 miliardi di euro, stanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza per promuoverne lo sviluppo nei comuni sotto i cinquemila abitanti.

“L’interesse del mercato è evidente”, conferma Del Conte. “Siamo stati contattati da diversi operatori per mettere a punto linee di business dedicate e stiamo lavorando per definire nuovi modelli imprenditoriali. A questo proposito è essenziale coinvolgere gli amministratori locali, come aggregatori e promotori delle comunità. Molti nostri clienti si sono già accordati con diverse municipalità, che hanno compreso le potenzialità economiche e sociali delle Comunità energetiche rinnovabili e si sono dimostrate entusiaste di poter cogliere l’opportunità”.

Per Pavia e Ansaldo, così come per tutte le società che hanno iniziato a investire nel comparto, “questo business ha ancora dimensioni ridotte. Per noi, però, è importante esserci, con la garanzia delle nostre competenze, già riconosciuta dal mercato. Dovremo essere pronti quando i numeri del fenomeno diventeranno più interessanti anche dal punto di vista economico e finanziario. È una nuova opportunità, che va colta subito”.

Le Comunità energetiche garantiscono, innanzitutto, vantaggi dal punto di vista ambientale, perché “contribuiscono alla diffusione delle rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico, e dunque agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese”. C’è poi l’impatto economico: “Lo Stato ha previsto per 20 anni incentivi per ogni megawattora condiviso e non si dovranno più sostenere i costi di acquisto di energia”. Infine, c’è il risvolto sociale. “Le Comunità energetiche contribuiranno a combattere la ‘povertà energetica’ – ovvero l’impossibilità per individui o famiglie di usufruire dei servizi essenziali – e rafforzeranno il tessuto sociale delle comunità. Renderanno tutti i membri protagonisti di un processo di transizione energetica diffusa e consapevole”.

I clienti di Pavia e Ansaldo nel settore energetico sono soprattutto operatori industriali, italiani o stranieri, che intendono acquisire impianti di produzione già in esercizio o realizzarne di nuovi, e aziende estere che decidono di entrare nel mercato italiano. Lo studio assiste poi diversi fondi di investimento che vogliono dare vita a joint venture o definire altri accordi di collaborazione con aziende italiane specializzate negli aspetti tecnici e commerciali del business.

“Da anni il nostro team di esperti fornisce consulenza sugli aspetti normativi, ambientali, contrattuali, aziendali e finanziari”, dice Del Conte. “La nostra assistenza copre tutta la filiera, dalle due diligence e dalla definizione dei contratti di acquisto dei diritti sui terreni per i nuovi impianti alla creazione del gruppo di società che gestiscono ogni aspetto del business: proprietà dell’impianto, titolarità delle autorizzazioni, commercializzazione dell’energia. Sino alle attività di negoziazione dei contratti di appalto per la costruzione e la gestione degli impianti, così come dei contratti di vendita dell’energia, i cosiddetti Power purchase agreement”.

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