Questi tre under 30 hanno raccolto 1,8 milioni di euro per la loro edtech che aiuta a superare i test d’ingresso universitari

Futura
a sinistra Andrea Chirolli, al centro Lorenzo Pinto, a destra Francesco Salvatore
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Ottime notizie per Futura. La startup edtech fondata da 3 giovani under 25, Andrea Chirolli (ceo), Francesco Salvatore (cpo) e Lorenzo Pinto (cto) ha chiuso un round di finanziamento da 1,8 milioni di euro. 

Il finanziamento da 1,8 milioni di Futura

È stato guidato da una cordata di fondi di investimento nazionali e internazionali, tra cui il lead investor United VenturesExor SeedsIthaca VenturesLVenture Group e diversi business angel tra cui Luca Ascani (Accel Starter), Matteo De Brabant (founder di Jakala) e Attilio Mazzilli (partner di Orrick). I capitali permetteranno alla startup di continuare il suo progetto di crescita. L’obiettivo è diventare il punto di riferimento nel mercato europeo della test preparation e del tutoring. E quadruplicare il proprio fatturato nel 2022.

“Ogni giorno il nostro team”, dice Andrea Chirolli, ceo di Futura, “si impegna per migliorare l’esperienza di apprendimento a migliaia di studenti. Vediamo Futura come una realtà non limitata al mercato italiano, ma con la possibilità di avere un impatto su larga scala e cambiare il modo in cui il mondo apprende”.

Chi è Futura e cosa fa

Nata nel 2020, Futura sviluppa modelli di intelligenza artificiale per rivoluzionare il processo di studio. Crea percorsi personalizzati che si adattano alla velocità di apprendimento di ogni studente, grazie alle potenzialità offerta dalla sua piattaforma. 

È specializzata nella didattica finalizzata al superamento dei test di ammissione universitaria e nel tutoring, attraverso dei percorsi adattivi. E mette a disposizione dei corsi, curati da docenti selezionati e offerti in abbonamento mensile. In meno di due anni, ha già raggiunto oltre 1.500 studenti, crescendo in media del 20% mese su mese e passando da 3 a 15 membri nel team.

La startup vuole rendere accessibile l’istruzione di qualità abbattendo le barriere socio economiche. E in futuro pensa all’internazionalizzazione, assumendo nuovi talenti e investendo sullo sviluppo di tecnologie per democratizzare l’apprendimento. 

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