Iwg spinge verso il nuovo lavoro: “Bisogna guardare ai risultati, non alle ore passate alla scrivania”

Mauro Mordini Iwg
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Articolo tratto dal numero di luglio 2022 di Forbes Italia. Abbonati

Nel cuore di Milano, accanto a Piazza Duomo, si trova uno degli spazi Signature di Iwg, International Workplace Group: una terrazza che guarda alle guglie della cattedrale e quattro piani con uffici, open space e spazi accoglienti.

Iwg crea spazi di lavoro flessibile da 30 anni. Ha 3.500 uffici nel mondo e 85 in Italia (Napoli, Roma, Cagliari, Firenze, Bologna, Milano, Trieste, Padova, Verona, Torino, Bergamo e Brescia, a marchio Regus, Copernico, Spaces, Signature e Hq), di cui 50 nell’area di Milano. “La nostra strategia non è cambiata con la pandemia”, dice Mauro Mordini, country manager Italia. “L’abbiamo adeguata alla situazione, ma avevamo già notato la tendenza all’uso flessibile dell’ufficio. C’era domanda per un network capace di avvicinare gli spazi di lavoro alle aree residenziali. Il concetto di work-life balance non è nato con la pandemia, che ha solo accelerato questo bisogno”.

Oggi è chiaro che si può lavorare da remoto, a volte con una produttività maggiore. Perciò Iwg ha investito per creare luoghi di lavoro lontano dalle sedi centrali e aiutare i dipendenti a trovare concentrazione e socialità, prendendo solo il buono della vita d’ufficio. La filosofia dell’azienda è riassunta in tre parole: people, planet e profit. La soddisfazione di chi lavora è al centro dei piani strategici; la riduzione delle emissioni, ottenuta creando un ufficio vicino a casa e riducendo quindi gli spostamenti, aiuta il pianeta; l’azienda ha un vantaggio economico, perché riduce i costi. “Un lavoratore sereno lavora meglio”, commenta Mordini. “Serve un cambiamento culturale delle aziende, basato sulla fiducia all’interno del gruppo. Bisogna guardare ai risultati e non alle ore lavorate. Il cambiamento non può avvenire in due mesi, ma va innescato”.

Iwg individua immobili da trasformare in uffici, li disegna in modo da rispondere al bisogno di condivisione dei lavoratori, crea aree ristoro e relax, tavoli per il lavoro in comune e spazi simili a salotti residenziali, migliora parchi e giardini e cerca partner con cui presentarsi sul mercato.

Molte aziende hanno scelto di sottoscrivere membership per permettere ai loro dipendenti di accedere alla rete Iwg: negli ultimi 12 mesi la sottoscrizione di membership in Italia è aumentata del 129%. Inoltre Iwg a maggio ha visto un record di richieste di spazi per eventi e riunioni in presenza: il fatturato è triplicato rispetto allo stesso mese del 2021.

Il futuro dell’azienda va verso l’espansione nelle aree periferiche e suburbane, sempre con uno sguardo al centro città. “Sono entrato in azienda 22 anni fa e avevamo solo sei centri”, racconta Mordini. “Il mercato era di nicchia, era difficile spiegare di che cosa ci occupassimo. Essere conosciuti nei paesi anglosassoni ci ha permesso di crescere con tranquillità, con un fatturato sano. La grossa crescita è arrivata dopo il 2014: siamo passati da 14 a 85 centri e vogliamo arrivare a 500 in cinque anni, in 150 città”.

Essere lungimiranti, dinamici, dettare il cambiamento, rispondere a nuovi bisogni e mantenere legami con l’estero sono le basi del lavoro di Iwg. “Vogliamo presentarci alle multinazionali con un’immagine e un servizio uniformi, in modo che tutti sappiano cosa aspettarsi e siano in grado di orientarsi ovunque scelgano di lavorare”.

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