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Innovation

Dai pokemon agli Nft: come due giovani italiani hanno raccolto 10 milioni per un metaverso di animali digitali

Articolo apparso sul numero di agosto 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

I bambini del Gameboy sono cresciuti ma non hanno dimenticato Pokémon. Anzi, ne hanno conservato l’anima per potenziarla con certificati e monete digitali (Nft e criptovalute). Umberto Canessa Cerchi, 30 anni, e Bartolomeo “Bart” De Vitis, 32, adesso siedono alla consolle del business: sono i founder di Kryptomon, startup fondata ad Amsterdam nel giugno 2021, che dopo 10 mesi ha raccolto 10 milioni di dollari. Altri due talenti imprenditoriali italiani all’estero, pronti a prendere il largo su una delle onde tecnologiche più impetuose del momento. “La blockchain sarà la più grande rivoluzione per il mondo dei videogiochi nei prossimi dieci anni”, dicono all’unisono. E poi c’è il metaverso, la nuova dimensione digitale di cui tutti parlano: “Il metaverso esiste da 20 anni, se giochi online. Qualunque gioco online è un metaverso, ma ancora non c’erano asset digitali”. A quelli hanno pensato loro. Ma andiamo con ordine. 

Umberto Canessa Cerchi

Conosciamo tutti i Pokémon, vero? Quelle creaturine digitali inventante nel 1996 in Giappone, dove tradizionalmente i bimbi allevano insetti. Mostri tascabili, come dice l’origine del nome (Pocket Monster), che hanno ottenuto il tempo, le attenzioni e i soldi di milioni di persone nel mondo, giovani e meno giovani. “Io gioco ancora ai Pokémon”, confessa Umberto, il ceo, ligure di Rapallo, un figlio nato insieme alla startup e l’imprenditoria nel sangue. “Videogioco fino alle tre di notte ma adesso posso dire che lo faccio per lavoro”. Bartolomeo, romano, padre imprenditore e mamma nella diplomazia che l’ha fatto crescere in giro per il mondo, dall’Australia ad Abu Dhabi: “Anche io vado a letto molto tardi, ma gioco meno che in passato”. 

“Ad Amsterdam non c’è l’estate, dura quattro-cinque giorni”, dice ridendo Bartolomeo: “Ho un casa con terrazza, avevo comprato tutto quel che serve per godermi l’estate ma è tutto rimasto nei cartoni. D’estate mi trasferisco in Italia”. Ma come sono finiti in Olanda i ragazzi di Kryptomon? Un po’ per scelta, un po’ per caso. Si conoscono alla Luiss, più precisamente nell’incubatore per gli studenti dell’università romana, dove a 19 anni Umberto crea la sua prima startup: un’app per comprare abiti nei negozi della capitale e farseli arrivare a casa. “Se avessi la lista delle cose da fare e da non fare, ho fatto tutte queste ultime e nessuna di quelle giuste”, ricorda adesso. “È stato il fallimento che ti fa bene. Una grande lezione”. Che non sprecano. Ci riprovano insieme con un’altra startup: un salvadanaio automatico basato su un obiettivo. Vanno molto avanti rispetto alla precedente esperienza, trovano investitori in Olanda e dal 2019 si trasferiscono ad Amsterdam. Faticano, insistono, fanno pivot, come si dice in gergo (cioè cambiano target e modello di business) ma dopo quasi otto anni decidono che è arrivato il momento di prendersi una pausa. Umberto va a lavorare in una società di consulenza a fare venture building per le aziende, mentre Bart fa la stessa cosa ma all’interno dell’area innovazione di una banca. Insomma, tutti e due continuano a fare startup, ma per conto di altri. 

Bartolomeo De Vitis

“Ci mancavano competenze e conoscenze che magari avremmo imparato comunque ma in molto più tempo fuori da un’azienda strutturata”, ricorda Bart. “Lo spirito imprenditoriale si agitava, però, e avevo tentato un paio di business”. Entrambi continuano a videogiocare e all’inizio del 2021 comincia a prendere forma l’idea di Kryptomon. “Io sono entrato nel mondo delle criptovalute nel 2011, quando il bitcoin valeva tre dollari e ho visto una bella evoluzione”, dice Umberto. “Nel 2017 avevo scoperto CryptoKitties, uno dei primi videogiochi con i suoi Nft, che aveva avuto tanto successo ma con qualche problema di funzionamento”. È passato qualche anno, i tempi sono maturi. Ne parla con l’amico Bart, scrive il whitepaper del prodotto e mette insieme il team di Kryptomon: Maurice De Vries, creative director, Berenice Di Matto, growth hacker, che lancia subito la campagna che l’ha fatto diventare virale in Brasile, Thailanadia e Filippine, Claudio Cuccovillo, head of growth, che dopo l’exploit si è occupato della crescita continua della community, Chris Ciszak, cto, il master mind che sta dietro a tutto il sistema blockchain del gioco.

L’anima di Pokémon che c’è dentro Kryptomon piace subito agli investitori, tra cui c’è la società di social gaming Playstudios. È lo stesso meccanismo del Tamagotchi (ricordate l’altro fenomeno a cavallo tra anni Novanta e Duemila?) e funziona da quasi 30 anni. “Noi non abbiamo creato una cosa completamente nuova ma abbiamo ricreato quel meccanismo per adulti che cercano qualcosa di nuovo”. Che è il collegamento con Nft e blockchain e la possibilità di guadagnare soldi, di lanciare sfide…adulte. A proposito, ricordiamo tutti che cosa sono Nft e blockchain? In sintesi: la blockchain è un registro condiviso e immutabile che permette di tenere traccia di transazioni e beni. Gli Nft sono i certificati digitali basati sulla blockchain e servono a definire la proprietà di un prodotto digitale. “Sembrano fatti apposta per i videogiochi, perché risolvono tanti problemi dei videogiocatori”, spiega Umberto. “Spendi un sacco di tempo e soldi per creare un avatar sempre più forte, ma se devi smettere di giocare tutto quel che hai speso non ha più alcun valore, non puoi rivenderlo, se ti beccano ti bannano. Invece ogni Kryptomon è un Nft, una tua proprietà di cui puoi disporre”. 

Ecco la rivoluzione del blockchain gaming: da economia chiusa e senza valore a mercato dove, con gli Nft e i token, viene dato un valore reale ai tuoi Kryptomon. Li curi, investi su di loro, li fai diventare forti e capaci di affrontare le sfide più difficili (comprando il cibo e gli accessori che sono la principale fonte di ricavo della startup) e arriva il giorno in cui puoi decidere di venderli e fare cassa, in dollari. Da inizio 2022 Umberto e Bart si dedicano a tempo pieno a Kryptomon, che per il prossimo anno ha un obiettivo preciso: rendere tutto più semplice, far diventare la blockchain ‘invisibile’ per andare incontro al grande mercato mondiale dei videogiocatori: 2 miliardi di persone. 

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