Professionalità e legame con il territorio: così Tenuta Dodici ha creato una cantina all’avanguardia

Tenuta Dodici
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Articolo tratto dal numero di settembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Circa 13 ettari sulle colline maremmane, lì dove la natura ha creato le condizioni ideali per far nascere grandi vini grazie a elementi quali altitudine ed escursione termica, che consentono di sfruttare appieno il potenziale organolettico della produzione vinicola locale. È qui che, nel 2008, è nata l’azienda Tenuta Dodici.

A Tatti, piccolo borgo medioevale di circa 200 abitanti, sulle Colline Metallifere nella zona di Massa Marittima, dove l’acquisto di un vecchio podere, poi divenuto villa padronale, ha dato inizio a una storia dai profumi maremmani. Una delle tante e affascinanti ‘storie del vino’ del nostro Paese ambientata in una cittadella dell’enoturismo, dove la moderna visione architettonica si sposa con le condizioni ideali e costanti di temperatura e umidità per una vinificazione di qualità.

Il legame con la terra d’origine

 

Una storia giovane anche nei volti, come quello di Stepan Tuvykin, che, lasciata la Russia per studiare a Oxford, si è successivamente spostato all’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, in Piemonte, e poi a Tatti per dare continuità al legame tra il mondo dell’enogastronomia e la sua famiglia, proprietaria in Russia di ristoranti e attività nel settore della grande distribuzione. Il legame con la sua terra d’origine, la Russia, lo si evince dai nomi dei vini prodotti dalla Tenuta Dodici, quasi tutti ispirati alla filmografia del regista Nikita Mikhalkov.

Come Oci Ciornie, pellicola con Marcello Mastroianni, ora nome dell’etichetta di punta dell’azienda, un Merlot in purezza. Lungimiranza e ambizione hanno spinto Stepan a voler portare ancora più in alto l’asticella in termini di qualità dei vini. Così è arrivata la collaborazione con l’enologo Riccardo Cotarella, per una consulenza che consente a Tenuta Dodici di contare su un prezioso supporto in tutte le fasi, dalla coltivazione alla produzione.

Dal Vermentino al Sangiovese

Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Sauvignon Blanc, Viognier: questi i vitigni di questa parte delle colline maremmane, varietà di fama internazionale lavorate in perfetta armonia con alcune delle più interessanti espressioni vinicole del territorio quali la specie autoctona del Ciliegiolo, il Vermentino e il Sangiovese. Edificata nel 2014, la nuova cantina è situata nei pressi di Giuncarico nel comune di Gavorrano, in località Grilli (nella foto destra), zona da sempre legata al vino grazie alla presenza di alcune realtà di riferimento del panorama nazionale e internazionale.

Nella moderna struttura è possibile degustare i vini nel territorio, passeggiare tra i vigneti, scoprire i passaggi di tutta la filiera produttiva, ma anche partecipare a visite guidate personalizzate e acquistare bottiglie direttamente in cantina. La qualità è il filo conduttore della produzione di Tenuta Dodici, e qui il controllo è affidato ad Angelo Migliori, cantiniere di seconda generazione che, forte di una esperienza quarantennale, segue la vita delle vigne lungo l’intera stagione, proponendo soluzioni tradizionali e sperimentali.

Ma i vini di Tenuta Dodici colpiscono anche per la loro personalità. Avviene con il Vermentino (inserito nella classifica dei migliori Vermentino Doc Maremma Toscana) dalla sorprendente freschezza, caratterizzata da toni agrumati e di mela verde, ma anche con il blend di Cabernet Sauvignon e Sangiovese Urga, che conquista con le note di ciliegia e cioccolato. E infine con il Colpo di Sole, un Sauvignon Blanc nel quale miele e fiori recitano un ruolo da protagonista.

Tenuta Dodici, una cantina all’avanguardia

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La produzione sempre più audace ha portato al lancio di vini ancestrali nati dalla coltivazione di vitigni storici, quali Vermentino e Ciliegiolo, utilizzando sempre e solo uve provenienti dai 13 ettari di una proprietà rivalutata grazie alla visione di Konstantin Tuvykin, il padre di Stepan, che quando è giunto in questa zona per la prima volta ha intuito subito il potenziale di un terroir unico nel suo genere.

La passione per i vini di Konstantin ha contagiato quindi Stepan, che dopo gli studi ha deciso di dedicarsi al vino, scoprendo un mondo ricco di fascino e suggestione. La bellezza del territorio ha fatto il resto, permettendo alla famiglia Tuvykin di costruire una cantina all’avanguardia per fare il vino nelle migliori condizioni possibili, affiancando alla passione la conoscenza, la competenza e la professionalità.

La struttura è stata pensata, di conseguenza, per divenire parte integrante del paesaggio, un ulteriore tassello che va ad aggiungersi all’interazione tra il territorio e la professionalità di figure di rilievo. Una filiera produttiva che consente di far nascere grandi vini come l’Oci Ciornie. Sentori di frutti di bosco, spezie e vaniglia dal retrogusto vellutato, che al palato diventano una cosa sola: profumi di Maremma.

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