Chi è il miliardario russo che supporta l’Ucraina e ha rinunciato alla cittadinanza

Yuri Milner
(Photo by Steve Jennings/Getty Images for TechCrunch)
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Il miliardario russo-israeliano Yuri Milner ha dichiarato di aver completato le pratiche per rinunciare alla cittadinanza russa dopo aver lasciato il Paese nel 2014. Milner, russo più ricco della Silicon Valley con un patrimonio stimato di 7,3 miliardi di dollari, è il fondatore della società di investimenti DST Global. Tra le società in cui ha investito ci sono Spotify, Airbnb, Alibaba, Jd.com e Xiaomi.

“La mia famiglia e io abbiamo lasciato la Russia per sempre nel 2014, dopo l’annessione russa della Crimea”, ha dichiarato Milner in un tweet. “E quest’estate abbiamo ufficialmente completato il processo di rinuncia alla nostra cittadinanza russa”.

Milner è cittadino israeliano e non visita la Russia dal 2014. Yuri Milner, che ha accumulato circa 7,3 miliardi di dollari grazie a investimenti tempestivi (tra l’altro ha investito in Facebook e Twitter agli esordi), ha ottenuto la cittadinanza israeliana nel 1999. Nato da un padre ucraino e madre russa, entrambi ebrei, Milner ha voluto il passaporto soprattutto per la sua “discendenza ebraica e per un forte legame personale con la cultura ebraica”, ha affermato il suo portavoce Leonid Solovyev. Il miliardario si è trasferito nel 2005 con la sua famiglia in Israele, dove sono nate le sue prime due figlie. Milner ora vive nella zona della Baia di San Francisco.

Milner inoltre non ha beni in Russia, il 97% della sua ricchezza personale è stata creata fuori dal Paese e “Yuri non ha mai incontrato Vladimir Putin, né individualmente né in gruppo”, secondo il sito web del suo fondo di investimento DST Global.

Il sostegno all’Ucraina

L’investitore tecnologico miliardario di origine russa Yuri Milner ad aprile si è impegnato a stanziare 100 milioni di dollari per i rifugiati ucraini colpiti dalla guerra. L’iniziativa “Tech for Refugees” ha previsto una partnership tra la Breakthrough Prize Foundation, un gruppo no-profit co-fondato da Milner e da sua moglie Julia nel 2012, e importanti aziende tecnologiche, tra cui il gigante delle case vacanza Airbnb, la società di spedizioni Flexport e il servizio di streaming audio Spotify.

“Siamo rimasti sconvolti dalla straziante sofferenza del popolo ucraino”, hanno dichiarato i Milner in un comunicato. “Crediamo che questa iniziativa, in collaborazione con alcune delle aziende e organizzazioni tecnologiche più creative del mondo, possa fornire un’assistenza concreta alle persone che vivono in tumulto al di fuori della loro patria”.

In particolare, il fondo di investimento di Milner, DST Global, fonte del suo patrimonio, ha già sostenuto in precedenza tutte e tre le aziende con cui sta collaborando per questa iniziativa. Ha partecipato al round di serie B di Airbnb nel 2011 e ha investito anche in Flexport e Spotify.

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