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Classifiche 9 Aprile, 2020 @ 11:20

La carica degli ex billionaire: l’effetto Covid colpisce anche i ceo di WeWork e Canada Goose

di Forbes.it

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Adam Neumann ha co-fondato WeWork nel 2010. (Photo by Noam Galai/Getty Images for TechCrunch)

Articolo di Deniz Çam apparso su f

L’emergenza coronavirus ha cancellato quasi tutti i guadagni in borsa dei miliardari nell’ultimo anno. E ha anche modificato la loro posizione nelle classifiche. Complessivamente, 267 nomi della lista dell’anno scorso su un totale di 2.153 persone sono scesi sotto la soglia di 1 miliardo di dollari quest’anno. Forbes ha calcolato i patrimoni netti sulla base dei prezzi delle azioni e dei tassi di cambio a partire dal 18 marzo (inizialmente l’elenco era basato sui prezzi a partire dal 6 marzo). Tra il 6 marzo e il 18 marzo, 226 persone hanno perso posizioni mentre i mercati sono crollati ulteriormente.

Per alcune di queste realtà, tuttavia, i problemi erano emersi anche prima del Covid-19. Prendiamo, ad esempio, Do Won e Jin Sook Chang. La loro catena di abbigliamento fast fashion, Forever 21, era già caduta in disgrazia. Le vendite erano diminuite significativamente nei vari store, portando la società al fallimento a settembre 2019. La coppia ha concordato a febbraio di vendere la società per 81 milioni di dollari a un gruppo che comprende gli operatori del centro commerciale Simon Property Group e Brookfield Properties.

Il loro è stato un sorprendente colpo di fortuna. Il duo è emigrato dalla Corea del Sud a Los Angeles nel 1981 con poco più di un’istruzione superiore. “Sono arrivato con nulla in mano”, aveva raccontato Chang a Forbes nel 2016, poco dopo che il patrimonio netto della coppia aveva raggiunto i 5,9 miliardi. “Avrò sempre riconoscenza verso l’America per le opportunità che mi ha offerto”. Oggi, Forbes stima che il loro patrimonio valga meno di 100 milioni di dollari.

Dani Reiss è un altro ex miliardario il cui impero del commercio al dettaglio è stato danneggiato ancor prima della pandemia. Le azioni della società di capispalla Canada Goose, di cui Reiss è ceo, hanno iniziato a crollare a fine febbraio 2019 e sono diminuite del 72% nell’ultimo anno. La società ha deluso le aspettative degli analisti per tutto il 2019 e ha avuto poi un’impennata dopo mesi di turbolenze a Hong Kong, un mercato importante per il marchio di abbigliamento noto per i suoi parka da oltre 900 dollari. Il nonno di Reiss, fuggito in Europa dopo l’Olocausto, ha lanciato Metro Sportswear nel 1957; Reiss è diventato amministratore delegato nel 2001 e ha ribattezzato la compagnia con il nome di Canada Goose.

In India, Anil Ambani, che era la sesta persona più ricca del mondo nel 2008 per un valore di 42 miliardi di dollari, ha perso posizioni nella classifica. Lui e suo fratello Mukesh hanno ereditato la loro fortuna dal padre defunto nel 2002. Tre anni dopo, i fratelli hanno diviso i beni.

L’ex amministratore delegato di WeWork, Adam Neumann, ha subito una caduta pubblica. I piani della società di quotarsi lo scorso autunno sono andati male quando in agosto i suoi documenti depositati alla SEC hanno fatto emergere dubbi sulla sua liquidità. Gli investitori erano anche preoccupati per l’indole festaiola di Neumann e altri suoi comportamenti. La valutazione della società è crollata da 47 miliardi a meno di 8 miliardi quando il suo principale investitore, Softbank, ha iniettato 5 miliardi di dollari per mantenere a galla l’attività, e ha promesso 3 miliardi per avvicinare nuovi azionisti. La società è stata costretta a vendere parti della sua attività con enormi perdite, compresa la sua partecipazione nella società di spazi per uffici in condivisione pensati per le donne, Wing, e oltre 2.400 persone hanno perso il lavoro. Quanto a Neumann, ha perso la sua possibilità di incassare 1 miliardo quando SoftBank si è ritirata dall’acquisizione a marzo. Forbes stima la sua fortuna pari a 750 milioni di dollari.

Altri 21 nomi della lista dello scorso anno sono deceduti, tra cui David Koch, morto ad agosto all’età di 79 anni. Con suo fratello Charles, possedeva la seconda più grande azienda privata americana, Koch Industries, il conglomerato da 110 miliardi di dollari (vendite stimate) che produceva tutto, dai tovaglioli di carta Brawny all’asfalto. Eminente filantropo, Forbes ha stimato 1,3 miliardi di dollari di donazioni per cause benefiche, tra cui 207 milioni di dollari al Memorial Sloan–Kettering Cancer Center. Un tempo candidato alla presidenza, lui e suo fratello Charles hanno anche versato milioni in un movimento libertario di destra.

Classifiche 24 Dicembre, 2019 @ 9:56

I miliardari che nel 2019 sono diventati un po’ meno ricchi

di Forbes.it

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L’ex ceo, non ché fondatore di Uber, Travis Kalanick, uno dei miliardari che hanno perso di più nel 2019 (Justin Sullivan/Getty Images)

Jeff Bezos, il miliardario che aveva guadagnato di più l’anno scorso, è stato uno dei più grandi perdenti del 2019. Il motivo principale è stato il divorzio da oltre 30 miliardi di dollari con quella che era sua moglie da 25 anni, MacKenzie Bezos. La sua fortuna è diminuita “solo” di circa $ 13 miliardi, poiché le azioni di Amazon sono aumentate del 18%, contrastando i costi del divorzio.

Bezos non è stato però il miliardario più impattato dallo scorrere del 2019. Il magnate della tecnologia indiana Azim Premji, che è presidente della società IT Wipro da $ 8,4 miliardi (entrate nel 2018), ha annunciato a marzo di aver donato oltre il 60% della sua partecipazione in Wipro nel corso degli anni. “A chi è stato dato molto, sarà dato ancora tanto”, ha detto a Forbes in quell’occasione.

Forbes.com ha raccolto i nomi di coloro tra i miliardi che più hanno visto ridimensionarsi il loro patrimonio. Per redigere l’articolo Forbes ha esaminato la variazione del patrimonio netto di oltre 2.200 miliardari tra il 28 dicembre 2018 e il 13 dicembre 2019. Abbiamo calcolato i maggiori vincitori e vinti in termini di dollari assoluti e abbiamo preso in considerazione solo i miliardari che possiedono azioni di società quotate in borsa.

1. Azim Premji

– $ 14,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 7,2 miliardi

A metà marzo, il magnate della tecnologia indiana Premji ha annunciato di aver spostato una quota di $ 7,5 miliardi dalla  società di outsourcing IT, Wipro Limited, alla sua fondazione di beneficenza. Questa mossa ha portato le donazioni totali effettuate nel corso della vita a $ 21 miliardi, secondo quanto dichiarato dalla fondazione. Alla morte di suo padre, Premji lasciò Stanford nel 1966 per rilevare l’azienda di olio da cucina della sua famiglia. Ha spostato il business in software e ha ampliato il business di Wipro fino a $ 8,5 miliardi (entrate del 2019). Alla fine si è laureato a Stanford nel 2000.

Jeff Bezos

– $ 13,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 109,7 miliardi

Jeff Bezos e sua moglie, MacKenzie, hanno annunciato a gennaio 2019 che stavano divorziando dopo 25 anni di matrimonio. Come parte dell’accordo sul divorzio, il fondatore e CEO di Amazon Bezos ha trasferito il 25% della sua partecipazione nella società a MacKenzie, che ora possiede circa il 4% del colosso dell’e-commerce. Dopo che il trasferimento è stato finalizzato a luglio, Forbes ha calcolato che il patrimonio netto di Bezos è diminuito di $ 36,8 miliardi. Da allora le azioni di Amazon sono aumentate, annullando gran parte del calo.

3. Subhash Chandra

– $ 3,4 miliardi

Patrimonio netto: $ 660 milioni

Il presidente del conglomerato dei media indiano Essel Group, Chandra ha avuto un 2019 complicato. A gennaio, alcune notizie sostenevano che Essel era collegata a una società indagata dall’Ufficio per le indagini sulle frodi gravi in ​​India per transazioni sospette; secondo quanto riferito, Essel ha negato le accuse. Dall’inizio di gennaio, il prezzo delle azioni di Zee Entertainment Enterprises, una delle società di media di Essel, è crollato del 41%. Un’altra società del gruppo Essel, Dish TV India, ha avuto problemi e il suo prezzo delle azioni è sceso del 65% nello stesso periodo di tempo. Il gruppo, che ha ceduto parte delle sue attività per rimborsare i finanziatori, ha venduto una quota dell’11% di Zee Entertainment Enterprises a Invesco Oppenheimer Developing Markets Fund a luglio per oltre $ 600 milioni.

4. Travis Kalanick

– $ 3,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 2,8 miliardi

Uber, una delle Ipo più attese quest’anno, ha fatto flop in borsa. Le azioni sono diminuite di oltre il 30% dalla sua quotazione a maggio. Ciò ha ridotto il patrimonio netto dell’ex ceo Travis Kalanick, che possedeva circa l’8,6% della società all’Ipo. Inoltre, Kalanick ha venduto quasi il 90% delle sue azioni Uber da quando il blocco è scaduto all’inizio di novembre. Ogni volta che vende – ha ceduto più di $ 2 miliardi di azioni – deve pagare delle tassi statali e federali sulle plusvalenze, un altro colpo al suo patrimonio. Kalanick, che ha co-fondato Uber nel 2009, si è dimesso da CEO nel giugno 2017 dopo una serie di scandali, ma rimane un membro del consiglio di amministrazione.

5. Yan Zhi

– $ 3 miliardi

Patrimonio netto: $ 2,1 miliardi

Ad agosto, il gruppo Zall Smart Commerce di Yan Zhi ha registrato una riduzione del 74% degli utili per l’anno fiscale conclusosi a giugno 2019. In una lettera agli investitori di settembre, il copresidente Yan ha riconosciuto le sfide che il gruppo ha dovuto affrontare, parlando “un periodo caratterizzato da complesse condizioni economiche internazionali e da una crescente pressione al ribasso sull’economia domestica”. La società è nata nel 1996 come sviluppatore di centri commerciali, per poi dedicarsi al commercio elettronico, al commercio all’ingrosso, alla logistica e al deposito.

Classifiche 12 Novembre, 2019 @ 8:20

Pessina vola al 3° posto nella classifica dei miliardari italiani, mega deal in vista?

di Forbes.it

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Stefano Pessina (Imagoeconomica)

La classifica degli italiani più ricchi potrebbe presto cambiare volto. Come testimoniato dalle variazioni raccolte in tempo reale dalla piattaforma Forbes che monitora in real time la variazione del patrimonio degli uomini più ricchi al mondo.

Uno dei best performer della giornata di ieri è infatti l’italiano Stefano Pessina, patron del gruppo Walgreens Boots Alliance, attivo nella distribuzione di prodotti farmaceutici.
In un solo giorno, secondo Forbes, il patrimonio di Pessina è cresciuto di 436 milioni di dollari. L’incremento è totalmente da attribuire all’exploit di Borsa del titolo Walgreens (di cui Pessina è il maggiore azionista con una quota del 16%), ieri al centro di forti indiscrezioni di mercato, tanto da chiudere in rialzo sulla Borsa di New York di oltre 5 punti percentuali a 62,25 dollari.
Il titolo è volato in scia ai rumor rilanciati dall’agenzia Bloomberg secondo cui il fondo di private equity Kkr sarebbe pronto a mettere sul piatto complessivamente 70 miliardi di dollari per assicurarsi il controllo del gruppo.

Attualmente Pessina è accreditato da Forbes di un patrimonio pari a 11,2 miliardi di dollari. Con l’incremento di ieri Pessina supera nella classifica in tempo reale degli uomini più ricchi d’Italia Giorgio Armani, che scende in quarta posizione (ai primi due posti rimangono nell’ordine Leonardo Del Vecchio e Giovanni Ferrero). Nella classifica dei Billionaires 2019 Pessina si piazza invece alla posizione 107 a livello mondiale.