Così questa azienda padovana sta rendendo sostenibile il mondo della cosmetica

Afsoon Neginy, chief operating officer business & sustainability director di
Share

Articolo tratto dal numero di ottobre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Salute e bellezza fanno rima con sostenibilità in Agf88 Holding. La società padovana attiva nel settore della cosmetica professionale lotta infatti contro lo spreco, in tutte le sue forme. È un’impresa certificata – nella sua natura benefit, nel bilancio sociale, nella relazione di impatto – e attenta agli aspetti sociali, culturali e del territorio.

Il suo impegno sostenibile è volto a generare utili, soprattutto quelli che servono a salvare il mondo. “La relazione d’impatto”, dice Afsoon Neginy, chief operating officer business & sustainability director, “si affianca al Bilancio di sostenibilità della capogruppo Pettenon Cosmetics, che analizza e raccoglie dati oggettivi sull’impatto che generiamo in termini ambientali e sociali. Questa azione di monitoraggio ci consente di stimolare la responsabilità di tutti gli stakeholder e di identificare le azioni da implementare, in un’ottica di miglioramento continuo. Un’azione corale dell’ecosistema Pettenon Cosmetics”. 

La valutazione, affidata allo standard di rendicontazione del Global Reporting Initiative, è rigorosa. Ma quali sono i punti chiave del bilancio sociale e il collegamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu per il 2030?

Ricerca e innovazione, innanzitutto. Le formule dei nostri prodotti sono ottenute attraverso tecniche innovative per ridurre i consumi e gli sprechi di risorse. L’impegno costante nella ricerca ci ha consentito di sviluppare un’ampia gamma di prodotti professionali dalle performance elevate e con una crescente attenzione alla naturalità e biodegradabilità, grazie all’applicazione di rigorosi standard internazionali. Inoltre, usiamo materiali e packaging sostenibili e privilegiamo l’utilizzo di carta e plastica riciclata e riciclabile. 

In che modo il vostro impegno in materia di innovazione e sostenibilità si traduce nella scelta dei materiali utilizzati per gli imballaggi?

Minimizziamo l’utilizzo dei materiali di maggiore impatto e privilegiamo l’utilizzo di materiali alternativi come la plastica riciclata e riciclabile e carta riciclata o certificata Fsc. Inoltre, dove possibile, i nuovi imballaggi devono avere una percentuale minima di materiali riciclati pari al 50%. Infine, grazie all’autoproduzione, siamo in grado di recuperare e riciclare il 100% dei flaconi obsoleti (circa otto tonnellate all’anno) e di attivare un programma di riduzione della grammatura del packaging. Il risultato? Una riduzione annua del consumo di plastica del 23%, pari a 2.600 kg di plastica.

Siete sensibili anche in ambito energetico, con la produzione di 200mila kWh annui di energia pulita grazie ai 3.600 metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati.

Ci muoviamo con metodi sempre più innovativi e sofisticati per conoscere il nostro impatto a tutti i livelli e in tutte le aree. Stiamo misurando l’impronta ambientale dell’organizzazione con la metodologia life cycle assessment (lca) perché vogliamo raggiungere la carbon neutrality dello stabilimento. Per questo stiamo definendo strategie e politiche aziendali in materia di gestione sostenibile anche dei fornitori.

Per quanto riguarda la sostenibilità sociale come state affrontando il tema della diversità di genere della multiculturalità e, più in generale, quello della valorizzazione del capitale umano?

Sosteniamo la leadership femminile: le donne ricoprono il 51% delle posizioni manageriali. Abbiamo anche una politica di formazione: nel 2021 abbiamo erogato circa settemila ore, con una media di 18 ore per dipendente, con un incremento del 34% rispetto all’anno precedente. A questa azione si aggiungono due importanti progetti: l’Innovation Days, una serie di corsi per supportare lo sviluppo di conoscenze e competenze relative alle tematiche critiche, come la sostenibilità, la crescita personale e professionale dei singoli individui e la comprensione dell’attuale contesto sociale ed economico; e il Growing Together, un progetto dedicato ai distributori che ha lo scopo di promuovere l’imprenditorialità del territorio tramite la diffusione di conoscenze e informazioni legate al mondo del business. 

L’attenzione al territorio è un altro elemento chiave dalla strategia di Pettenon Cosmetics. Ancora una volta suffragato da fatti concreti: investimenti di oltre 250mila euro in progetti e associazioni.

Abbiamo dato un concreto supporto a Gruppo Polis, cooperative sociali padovane che operano da oltre 25 anni a favore delle persone in difficoltà, alla Fondazione città della speranza onlus; a I Bambini delle Fate, che finanzia progetti sociali a supporto di ragazzi con autismo e disabilità. Crediamo molto anche nell’attività di CROSSabili, un’associazione no profit che offre alle persone con disabilità una serie di attività finalizzate all’inclusione, alla condivisione, al divertimento, all’autonomia e allo sport.

Da dove arriva questa impronta fortemente sostenibile, legata al rispetto delle regole e al rigore dei numeri?

Sono partita dall’Iran subito dopo la rivoluzione della fine degli anni Settanta. Mi porto dietro una cultura della generosità che è insita nel nostro patrimonio ma ho capito, girando il mondo, che lo spreco è una minaccia globale in tutti i campi. Si può rimanere ancorati ai propri ideali, ma, se si vuole guardare al futuro, le imprese devono cambiare modello di business e diventare l’anello di congiunzione fra mercato e sostenibilità. La guerra e la crisi energetica sono un altro segnale tragico che ci apre gli occhi: la sostenibilità è un impegno per tutti e di tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.