Come il gigante cinese degli elettrodomestici Haier vuole conquistare anche l’Europa

Emiliano Garofalo
Emiliano Garofalo
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Articolo tratto dal numero di novembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Ricerca e sviluppo in primo piano, per un’azienda che è già proiettata nel futuro e corre veloce verso l’innovazione. Haier non è solamente il numero uno al mondo nel mercato degli elettrodomestici da 13 anni, ma anche una multinazionale che non si accontenta dei risultati ottenuti e vuole migliorarsi continuamente, puntando sui processi di connessione a internet, sull’internet of things e sulla robotica. Non migliorie fini a se stesse, ma novità che consentano un utilizzo quotidiano più semplice e diretto e che trovino la soluzione di eventuali problemi nei tempi più rapidi possibili.

Seguendo questa strada Haier si muove in un mercato oggi abbastanza saturo – tanto che, nelle famiglie, ormai si parla di elettrodomestici in sostituzione e molto raramente di nuovi ingressi – e in una situazione economica complicata. Nonostante queste premesse, la multinazionale è in continua crescita, come confermano i numeri relativi all’Italia, con il superamento della soglia di 400 milioni di euro di fatturato, in crescita del 10% rispetto allo scorso anno, un totale di 130 persone impiegate e una crescita delle vendite dai frigoriferi alle lavatrici e per tutti gli elettrodomestici da incasso.

“Siamo i numeri uno in tutti i continenti eccetto l’Europa, dove siamo in quinta posizione, ma intendiamo raggiungere il vertice nel prossimo quinquennio”, dice Emiliano Garofalo, country manager di Haier Italia.  Un traguardo che potrebbe arrivare con l’Italia come mercato trainante, dopo l’acquisizione del marchio Candy nel 2019. “Il nostro Paese è la locomotiva dello sviluppo continentale, anche se siamo ben posizionati anche in Francia, in Gran Bretagna e in Russia”.

Quali sono gli obiettivi a breve-medio termine, oltre a migliorare le posizioni complessive in termini di vendite?
Vogliamo continuare ad affermare il nostro brand. L’acquisizione di Candy, che ha una storicità altissima, ci ha consentito di fare un grosso passo in avanti. Vogliamo proseguire su questa strada e continuare a puntare sulla qualità del prodotto. Il brand Haier si posiziona nella parte alta del mercato e per i prossimi anni abbiamo previsto forti investimenti anche per questa fascia degli elettrodomestici che, siamo sicuri, darà risultati importanti. Mentre nella fascia core del mercato si posiziona il brand Hoover.

Nella vostra offerta prende sempre più corpo una proposta di prodotti a basso consumo. Quanto è importante oggi investire in questo settore e quanto è richiesto dalla clientela finale?
Tutto il gruppo Haier è orientato alla realizzazione di prodotti a basso o bassissimo consumo energetico. Per fare un esempio, abbiamo tantissime lavatrici di classe A. Fra l’altro, di recente l’ente europeo di certificazione ha rivisto i metodi di valutazione, rendendoli ancora più stringenti, e noi siamo riusciti a superare tutti i test fatti. Ne consegue che circa l’80% delle nostre lavatrici già oggi si trova in classe A: un primato assoluto di cui andiamo orgogliosi. Anche i concorrenti hanno alcuni elettrodomestici a basso consumo energetico, ma nel complesso i nostri numeri sono di gran lunga superiori a tutti gli altri marchi.

Sembra di capire che puntate anche sulla sostenibilità.
Assolutamente sì. Abbiamo sviluppato idee e processi per aumentare l’efficienza, consentendo anche di ridurre praticamente a zero gli sprechi. Un esempio: sfruttando la tecnologia, alcune nostre lavatrici riescono a dosare in modo automatico e con assoluta precisione il detersivo da usare per ogni lavaggio. Questo consente di non sprecarne nemmeno una goccia. E consideriamo che la lavatrice è l’elettrodomestico più utilizzato dalle famiglie italiane.

Come sta rispondendo il mercato?
Molto bene: i numeri confermano che i nostri prodotti di classe A sono quelli più venduti. Stiamo parlando di elettrodomestici connessi, che possono dialogare con il consumatore finale e dimostrano come una delle principali funzioni richieste sia proprio quella del risparmio energetico.

Nel vostro gruppo avete anche un codice etico. Quanto è importante per il successo del marchio?
Tantissimo, perché accompagna tutti i nostri processi. A partire dalla produzione, che può contare su siti 4.0, dunque all’avanguardia, chiamati a sottostare a parametri molto rigidi. È una delle novità che sviluppiamo in Italia, ma anche in tutta Europa, come confermano le ultime due installazioni in Romania e Turchia.

In cosa vi differenziate dai vostri concorrenti? Perché oggi un utente dovrebbe acquistare un prodotto Haier piuttosto che quello di un’altra marca?
La base del nostro sviluppo è la vicinanza al consumatore: per noi la connectivity è un elemento fondante. Puntiamo ad anticipare i bisogni dell’utente finale, dando la possibilità di dialogare anche a voce con l’elettrodomestico. Per esempio, è possibile chiedere direttamente informazioni alla lavatrice invece di leggere il libretto delle istruzioni, oppure interrogare la lavastoviglie per capire se, per lavare un determinato accessorio, è meglio utilizzare il cestello superiore o quello inferiore.

Dove vi vedete fra 10-15 anni? Quale potrebbe essere l’arma in più da sfruttare sul mercato?
Bisogna utilizzare, possibilmente implementandola, la tecnologia che già usiamo quotidianamente. Basti pensare allo smartphone, che è un oggetto a portata di tutti. Per esempio, pensiamo al riconoscimento facciale utilizzato per sbloccare il cellulare. Allo stesso modo possiamo riconoscere il tipo di bucato da lavare senza l’intervento umano. Fra 15 anni forse l’elettrodomestico saprà fare tutto da solo e la robotica entrerà in modo ancora più prepotente nella nostra vita. Haier è già proiettata nel futuro, abbiamo due-tre prodotti super tecnologici che ci permettono fin d’ora di anticipare cosa succederà nei prossimi anni. 

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