Pagamenti in crypto nei negozi e nell’e-commerce: così Mondo Convenienza vuole attirare i giovani

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Articolo tratto dal numero di novembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

“Spesso nelle grandi aziende, soprattutto italiane, si passano anni a porsi domande e fare programmi. Noi abbiamo scelto un approccio pragmatico, concreto: quello di sperimentare e innovare”. Dario Carosi, chief innovation officer di Mondo Convenienza, riassume così la strategia che ha spinto il gruppo dell’arredamento a introdurre i pagamenti in criptovalute. Sia nei negozi fisici, sia sul canale e-commerce.

L’innovazione tecnologica al centro di Mondo Convenienza

“In questo ambito, siamo pionieri nella grande distribuzione organizzata europea. Proseguiamo in un percorso di rinnovamento ed evoluzione che mette al centro l’innovazione tecnologica”. Chi fa acquisti nei punti vendita Mondo Convenienza riceverà un qrcode con cui potrà pagare dal proprio portafoglio crittografico. Chi acquista online, invece, accede a una piattaforma esterna, dove conclude l’operazione con il classico carrello d’acquisto.

Il partner operativo, Chainside, garantisce il supporto tecnologico e fa da consulente per il mondo blockchain e criptovalute. “L’obiettivo”, spiega Carosi, “è quello di trasformare una tendenza del mercato in una soluzione per clienti attenti alle nuove tecnologie e alle nuove modalità di pagamento. Un tempo ci rivolgevamo, come si diceva in gergo, alla signora Maria: una donna sposata, sopra i 50 anni, con figli. I canali digitali e l’e-commerce hanno allargato la nostra fascia di riferimento, che oggi è tra i 35 e i 70 anni. Introdurre i pagamenti in criptovalute ci permetterà di intercettare anche millennial e generazione Z”.

La crescita delle criptovalute

A spingere l’azienda ad accelerare sul progetto è stata anche la crescita dell’uso delle monete digitali nell’ultimo anno. Secondo Chainalysis, nel 2021 il volume di transazioni in criptovalute è aumentato del 500% sul 2020 ed è arrivato a 15.800 miliardi di dollari. Carosi indica come motore del progetto la digital factory interna, inaugurata da Mondo Convenienza nel 2017: un centro dedicato all’innovazione in cui lavorano 50 persone, in gran parte con meno di 40 anni.

“Fin dal mio ingresso ho sentito la responsabilità di portare valore a una multinazionale italiana che è già leader nel suo settore. L’innovazione affianca l’evoluzione naturale di Mondo Convenienza. Come membro di una nuova generazione, ho anche il compito di trainare ed educare la generazione precedente nell’era del digitale. Si tratta di accompagnare in un percorso di cambiamento culturale all’insegna di flessibilità, velocità ed efficienza organizzativa”.

È stato questo approccio, secondo Carosi, a permettere all’azienda di raggiungere “un obiettivo che è stato a lungo un’ossessione”: diventare omnicanale. “Questo non significa solo avere un e-commerce, ma anche, per esempio, essere disponibili in ogni momento e ovunque. Vuol dire permettere al cliente di non parlare ora con il cassiere, ora con il punto informazioni, ora con l’assistenza,
ma di concludere l’acquisto parlando sempre con la stessa persona. Il digitale è, in definitiva, ciò che permette di creare una customer experience di alto livello. I pagamenti in criptovalute sono parte integrante di questo percorso”.

Il metaverso nel futuro di Mondo Convenienza

Il modo di comprare, del resto, è cambiato nel tempo. “Il cliente non entra più in negozio dicendo: ‘Cerco una cucina’. Arriva con il telefono in mano e dice: ‘Voglio questo e lo voglio di questo colore’. È come nel mondo dell’auto: nessuno va più dal concessionario per scegliere la macchina, ma per toccare la carrozzeria, sentire la pelle dei sedili, provare l’autoradio. Per vivere un’esperienza. Nei nostri punti vendita è la stessa cosa”.

Il digitale, insomma, non rimpiazza il negozio fisico, ma “permette di ottenere quello che chiamiamo ‘effetto wow’: sorprendere il cliente, che non si aspetterebbe un servizio di questo genere da chi vende prodotti per il mass market a prezzi competitivi”. Dopo le criptovalute, nel futuro di Mondo Convenienza, secondo Carosi,c’è anche il metaverso. “È ancora uno scenario lontano e non credo a chi sostiene di poter prevedere con precisione che cosa succederà. Una delle poche cose che sappiamo, però, è che i pagamenti in criptovaluta saranno la norma”.

Per la società di ricerca Gartner, entro il 2026 un quarto delle persone passerà almeno un’ora al giorno nell’universo virtuale. Per allora, il 30% delle aziende avrà sviluppato prodotti o servizi per il metaverso. “Eppure in Italia non ci sono ancora le risorse e i mezzi necessari. Penso, per esempio, al 5G, che non è disponibile ovunque. Vogliamo essere i primi a partire, anche a costo di rischiare. Quando il treno passerà, staremo già correndo e saremo pronti a saltarci su”.

Tra innovazione e tradizione

La tecnologia può dunque essere strategica anche in un settore tradizionale come quello dell’arredamento per la casa. E anche in un’azienda nata più di 30 anni fa a Civitavecchia, fondata dal padre di Dario Carosi, Giovan Battista, che oggi ha 50 punti vendita e ha chiuso il 2021 con un fatturato di 1,2 miliardi di euro. “Per assurdo, quando un’impresa va bene può diventare più difficile dedicare risorse all’innovazione”, commenta Dario Carosi.

“In una situazione di difficoltà, il cambiamento è quasi obbligato. Quando si ha successo, si ha la tentazione di insistere con ciò che ha sempre funzionato”. Soprattutto nelle aziende familiari tipiche del tessuto economico italiano, spesso ancorate alla tradizione. Il segreto, secondo Carosi, è trovare il compromesso tra innovazione e conservazione dell’identità. “Quando si raggiunge quell’equilibrio, la conduzione familiare diventa un vantaggio. Siamo flessibili, la catena di comando è corta. Abbiamo molti progetti in cantiere e guardiamo con ottimismo a un futuro di crescita ed espansione”.

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