L’immobiliare vola a Milano: Montenapoleone è la via più costosa d’Europa e la terza del mondo

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Per molti era una bolla pronta a esplodere con la pandemia e con gli effetti del ‘south working’, per altri era una chiara dimostrazione della forza ‘gravitazionale’ espressa dalla grandi città. In particolare di Milano. Divenuta, ormai, il punto di riferimento dei sogni universitari e lavorativi degli italiani (e non solo), nonostante respinga a sé il ceto medio e quello più povero a causa di un mercato immobiliare in continua ascesa che rende gli affitti e gli acquisti degli immobili delle pepite d’oro. In Europa e nel mondo.

Infatti, secondo il report Main Streets Across the World 2022‘, che analizza le principali zone commerciali di 92 città in tutto il mondo, la famosa via Montenapoleone di Milano si è guadagnata il titolo di via commerciale più costosa in Europa e la terza in assoluto a livello mondiale, con un balzo di due posizioni rispetto all’ultima ricerca del 2019, stilata prima dell’arrivo della pandemia.

I costi degli affitti in via Montenapoleone

Nel dettaglio, con un canone medio annuale di 14.547 euro al mq, via Montenapoleone si piazza davanti a New Bond Street a Londra e Avenue des Champs Élysées a Parigi, rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica globale delle vie più costose al mondo. Davanti, invece, troviamo, Tsim Sha Tsui di Hong Kong (con canoni medi annuali di 15.134 euro) e la Fifth Avenue di New York (con canoni medi annuali di 21.076 euro), che guadagna così la vetta in classifica.

È interessante notare che proprio la Fifth Avenue di New York e via Montenapoleone sono le uniche due zone commerciali, presenti nella top ten, a far registrare una crescita del prezzo dei canoni rispetto al periodo pre-pandemico. Si tratta rispettivamente di un aumento del 14% e del 9%. Maglia nera invece per Tsim Sha Tsui di Hong Kong che, oltre a perdere lo scettro mondiale, fa registrare il peggior calo in assoluto: -41%. Male anche Pitt Street Mall a Sidney (-24%), e Myeongdong a Seul (-23%).

Il mercato

Come evidenzia la ricerca, ‘gli affitti nelle principali zone commerciali globali sono diminuiti in media del 13% durante il periodo più duro della pandemia, ma sono rimbalzati di solo il 6% rispetto ai livelli pre-pandemia”. L’America, grazie soprattutto agli Stati Uniti, è stato il continente più resiliente: ora, infatti, gli affitti sono aumentati in media del 15% rispetto ai livelli pre-pandemia. In Asia e nel Pacifico invece, sono calati in media del 17%, a causa della chiusura delle frontiere internazionali, che hanno frenato il turismo nelle località privilegiate. 

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Fonte: Cushman & Wakefield

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