Stati Generali dell’Export, presentato a Roma il Libro Bianco della quarta edizione

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Marcello Minenna, direttore dell’agenzia dei Monopoli (a sinistra), e Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export
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Gli Stati Generali dell’Export, andati in scena al teatro Rasi di Ravenna nelle giornate del 23 e 24 settembre, hanno messo in evidenza quanto oggi, più che mai, l’export sia un asset fondamentale per l’economia italiana. Basti pensare che, secondo stime di Sace, nel 2022 crescerà del 10,3% e che nel 2023 l’andamento continuerà ad essere positivo, registrando un aumento del 5% e un valore di 600 miliardi di euro. La presentazione del White Paper stilato dal Forum italiano dell’export presso la sede dell’Agenzia dogane e monopoli (Adm) è stata un’occasione per raccontare i risultati emersi durante la quarta edizione degli Stati Generali e per puntualizzare quanto affrontato durante la due giorni di Ravenna.

Presenti alla conferenza, oltre ai tre speaker, il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Roberto Rustichelli, il ministro dell’economia presso la Repubblica di San Marino Fabio Righi, il Direttore Generale Agromafie di Confederazione Nazionale Coldiretti Massimo Ferraro e molti altri.

Dogane, logistica e una riflessione sui rapporti internazionali

Ad aprire la conferenza Marcello Minenna, direttore dell’agenzia dei Monopoli, che ha parlato dell’importanza di avere delle dogane efficienti e all’avanguardia. “Il ricorso all’utilizzo della tecnologia e degli strumenti digitali risulta fondamentale, oltre che strategico, per definire un ambiente che favorisca l’export e che si doti di procedure sempre più semplici, rapide e uniformi. La digitalizzazione, insieme ad una vigilanza attenta, sono degli aspetti importanti per facilitare i flussi del commercio internazionale”.

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Da sinistra, Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export, Marcello Minenna, direttore dell’agenzia dei Monopoli, e Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Un tema ancora più importante, per un settore che fa un terzo del Pil. E che merita delle riflessioni anche dal punto di vista dei rapporti internazionali. “Non prendiamo troppo sul serio il conflitto tra Russia e Ucraina”, afferma Stefano Pontecorvo, ambasciatore d’Italia in Pakistan. “Etica o realismo? Questo sarà il vero dilemma geopolitico che noi, come Italia e come Unione Europea, ci ritroveremo ad affrontare nei prossimi anni. Un dilemma a cui è difficilissimo dare una risposta, e che diventa ancora più incombente in vista del caro energia e della complicazione di alcune rotte commerciali”.

Il Forum Italiano dell’export come “antenna a servizio delle imprese” 

A chiudere la conferenza Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export. “Logistica e dogane: l’export non esiste senza queste due colonne. Una dogana amica è una dogana veloce, interconnessa, in grado di abilitare i flussi in entrata e in uscita delle merci. Noi, come Forum Italiano dell’Export, vogliamo essere un’antenna, in grado di lavorare in sinergia con l’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e di farlo a servizio delle aziende e del made in Italy”. 

Zurino fa un cenno anche a due zone del mondo che andrebbero valorizzate. Il Vietnam, con il quale il governo Conte ha espresso la volontà di rafforzare ed implementare gli accordi bilaterali stipulati nel 2016, al fine di rendere più vigoroso il partenariato economico. E l’Indonesia, 60esimo mercato di destinazione per l’export italiano e il 12esimo mercato di destinazione dell’export italiano in Asia-Pacifico. “Ha un potenziale enorme”, commenta Zurino, “e potrebbe essere fatta la medesima operazione di accordo bilaterale tra Paesi per permettere la crescita del made in Italy”. 

Le proposte emerse dalla quarta edizione degli Stati Generali dell’Export

In chiusura il presidente del Forum Italiano dell’Export ha elencato le proposte emerse dalla quarta edizione degli Stati Generali. I punti emersi sono i seguenti:

  • Tutelare il settore agroalimentare, partendo da una maggiore educazione alimentare in Italia e nel mondo intervenendo sui rincari dell’energia a famiglie e imprese.
  • Fare investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa, migliorando la competitività del Pese, in particolare del Sud.
  • Puntare su nuove rotte commerciali, al fine di diffondere il made in Italy nelle economie emergenti.
  • Presentare un piano strategico al Ministero dell’impresa e del made in Italy, per far fronte alle difficoltà legate al caro energia.
  • Considerare in che modo il caro energetico influenzerà l’export italiano nel 2023.
  • Valorizzare l’industria farmaceutica italiana, con un maggiore controllo sui brevetti.
  • Puntare sui giovani e la loro formazione multidisciplinare, promotori di best practices all’interno delle aziende.
  • Affiancare consulenti ad hoc alle agenzie quali Ita-Ice nel supporto delle aziende italiane all’estero. 

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