Strumenti aggiornati e nuove partnership: così Miltenyi Biotec si impegna a trovare terapie per le malattie oncologiche

Annalisa-Adani
Annalisa Adani, general manager di Miltenyi Biotec Italia
Share

Articolo tratto dal numero di novembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Migliorare la vita dei pazienti attraverso terapie innovative è la mission di  Miltenyi Biotec che apre le porte al futuro della ricerca e della clinica. È in prima linea nelle scienze della vita, per accelerare la ricerca e l’innovazione e rendere possibile la cell and gene therapy. Ha il suo quartier generale in Germania, a Bergisch Gladbach, vicino a Colonia, mentre la filiale italiana, aperta nel 1998 e guidata dalla general manager Annalisa Adani, ha sede a Bologna.

Un’azienda con respiro globale che vanta 29 filiali nel mondo e oltre 4mila dipendenti. Persone e scienziati che, con il loro continuo impegno nella ricerca di tecnologie per il life science, hanno sviluppato protocolli per la produzione di terapie che ogni anno curano oltre 2mila pazienti.

Espandere le frontiere della terapia genica e cellulare è, per Miltenyi Biotec, il punto di svolta per contribuire allo sviluppo del Paese. La parola d’ordine è innovazione. Un esempio concreto è aver reso possibile la produzione di terapie Car-T.

Un processo a cui si stanno affidando molti clinici nel mondo. Attenzione alle persone non solo con terapie al servizio dei clinici, e quindi del paziente, ma anche attraverso il learning, la diversity e la social responsibility. Ne abbiamo parlato proprio con Adani, che ha spiegato quali sono le linee di sviluppo e le sfide che attendono l’azienda nel prossimo futuro.

Tra i vostri punti cardine ci sono l’innovazione e la creatività: in quali ambiti si sta concentrando la vostra ricerca in questi anni e in che direzione vanno gli sforzi dell’azienda?

In Miltenyi Biotec, con le nostre tecnologie, aiutiamo ricercatori e clinici di tutto il mondo a innovare in ricerca, ma non solo. Siamo stati pionieri con il manufacturing delle cell therapy. La nostra missione è Make cancer history. Da oltre 30 anni ci impegniamo per trovare nuove opportunità terapeutiche per malattie oncologiche ed ematologiche che non hanno ancora una risposta clinica soddisfacente. Ad esempio, per i tumori del sangue, negli anni il numero di persone che sopravvive dopo la diagnosi è in aumento. Vogliamo contribuire ad aumentare questo numero rispondendo con le terapie cellulari. Perseguiamo questa strada innovativa nelle nostre cell factory, sviluppando protocolli per la manipolazione cellulare e la produzione di advanced medicinal products (atmp). A oggi abbiamo tre officine farmaceutiche nel mondo per il manufacturing di atmp: in Europa a Bergisch Gladbach, nel Nord America, a San Jose, e in Asia, a Shanghai.

Corporate-Campus-Miltenyi-Biotec

Che tipo di mercato è quello italiano?

È in continuo cambiamento perché abbiamo a disposizione strumenti sempre più precisi per ottenere risultati validi e professionisti sempre più competenti. Inoltre, negli ultimi anni, è aumentata la sensibilità verso la salute e, dunque, verso la ricerca, fondamentale per trovare soluzioni nuove.

Che strategie di prodotto e finanziarie avete per il futuro?

Come Miltenyi Biotec siamo attenti alle esigenze dei nostri stakeholder e lavoriamo proponendo un portfolio con più di 18mila prodotti. Per il prossimo anno, abbiamo in pipeline strumenti aggiornati e protocolli nuovi a supporto dello studio dei tumori solidi. In ultimo, stiamo incentivando partnership di valore non solo a livello nazionale, ma anche tra i nostri stakeholder italiani e i nostri ricercatori in Germania. Questo vale per la ricerca di base, la ricerca traslazionale e le applicazioni cliniche.

Come si inseriscono nelle vostre attività le partnership pubblico-privato?

La collaborazione con i laboratori di ricerca è un punto cruciale per tradurre i risultati ottenuti in laboratorio in terapie efficaci per il paziente e, quindi, traslare dalla ricerca alla clinica. Più precisamente, è importante costruire partnership efficaci tra pubblico e privato, tra istituzioni e aziende. Per ottenere risultati eccellenti e contribuire allo sviluppo del Paese, è fondamentale credere e incentivare i talenti e chi, ogni giorno, si impegna per migliorare il sistema Paese. Non può mancare un dialogo attivo da entrambe le parti e tanta collaborazione. Come ho accennato prima, le nostre conoscenze sono a disposizione dei nostri stakeholder per creare programmi ad hoc a seconda delle esigenze. Siamo attenti anche alla formazione: abbiamo sviluppato una piattaforma di e-learning, la Miltenyi University, a cui possono accedere tutti i professionisti del settore healthcare impegnati nello studio di patologie onco-ematologiche o neurologiche e consultare contenuti tecnico-scientifici.

Le aziende oggi vanno tutte verso la gender diversity, il green, sostenibilità e social responsibility: voi come vi posizionati su questi temi?

Per noi innovare significa anche preoccuparsi della sostenibilità ambientale, trovare nuovi percorsi per ridurre l’impatto ambientale e preoccuparsi del benessere delle persone, sviluppando contesti inclusivi. Prendersi cura del proprio pianeta e delle interazioni tra le persone, del resto, significa prendersi cura della propria salute fisica e mentale. Vogliamo promuovere il più possibile un mondo plastic free ottimizzando il sistema di consegna con l’utilizzo di materiali biocompatibili. Inoltre, abbiamo a cuore i nostri dipendenti e facciamo in modo che si lavori in un contesto sereno e collaborativo, promuovendo il lavoro di team e la condivisione con un approccio diversity oriented. L’inclusione può solo arricchire e aiutare l’azienda a innovarsi costantemente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.