Andrea Guerra è il nuovo ad di Prada. Miuccia rimane al timone creativo con Bertelli presidente

Andrea Guerra (courtesy of Prada)
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La notizia era trapelata già una settimana fa, ma ora Prada ne ha dato ufficiale conferma: al consiglio di amministrazione di Prada in programma per il 26 gennaio 2023, Andrea Guerra verrà proposto nel ruolo di amministratore delegato del gruppo.

Prada annuncia la nomina di Andrea Guerra

Come si legge dalla nota, Miuccia Prada manterrà l’incarico di direttore creativo di Miu Miu e Prada (quest’ultimo insieme a Raf Simons) e di consigliere di amministrazione. In occasione dell’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio 2022, Patrizio Bertelli verrà proposto invece nel ruolo di presidente del consiglio di amministrazione, mentre Paolo Zannoni in quello di vicepresidente esecutivo e presidente di Prada Holding.

“È un passaggio fondamentale che abbiamo deciso di intraprendere, nel pieno della nostra attività, per poter contribuire maggiormente all’evoluzione del gruppo Prada e per facilitare la transizione generazionale, avviando Lorenzo Bertelli ad assumere la leadership. Ringraziamo Andrea Guerra di aver accettato con l’obiettivo di una crescita sostenuta e sostenibile. Con la sua lunga esperienza professionale, ha dimostrato capacità imprenditoriali in società caratterizzate dalla presenza di riferimento della famiglia dei fondatori, integrando la loro cultura con l’evoluzione dell’impresa sui mercati internazionali”, hanno detto Miuccia Prada e Patrizio Bertelli.

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Chi è Andrea Guerra, il nuovo ceo di Prada

Laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, la carriera di Guerra inizia nella catena alberghiera Marriott Italia. Nel 1994 passa in Merloni Elettrodomestici, dove verrà poi nominato amministratore delegato nel 2000 diventando il più giovane amministratore delegato di una società quotata. Nel 2004 passa a Luxottica e con la sua gestione, che durerà fino al 2014, il fatturato aziendale viene quasi triplicato passando dai 2,8 miliardi del 2003 agli oltre 7 miliardi del 2013. L’uscita di Guerra era avvenuta con un pacchetto di 45 milioni di euro dopo che Leonardo del Vecchio era tornato in prima linea nella gestione del gruppo di occhialeria da lui fondato.

Nel vasto curriculum di Guerra c’è anche il Fondo Strategico Italiano, che lo vede come membro del comitato strategico, Amplifon (fa parte del cda), e il quotidiano Linkiesta, di cui è azionista. Membro del cda dell’Università Bocconi,  in passato il manager è stato consigliere di Parmalat, Banca Nazionale del Lavoro e DeA Capital.

Risale invece alla fine del 2016 l’assunzione del ruolo di presidente esecutivo di Eataly su richiesta di Oscar Farinetti; nel gennaio 2020 Guerra lascia l’azienda mantenendo l’incarico per un periodo transitorio. Dal 2020 al 2022 è ceo di Lvmh Hospitality Excellence, che comprende gli Hôtels Cheval Blanc e Belmond Hotels & Trains.

I numeri di Prada

Il gruppo possiede i marchi Prada, Miu Miu, Church’s, Car Shoe, Marchesi 1824 e Luna Rossa. Le collezioni di abbigliamento, pelletteria e calzature – disegnate, prodotte e distribuite dal gruppo – sono disponibili in oltre 70 Paesi attraverso una rete di 627 negozi (al 30 giugno 2022), il canale e-commerce diretto, nonché selezionati e-tailer e department store in tutto il mondo. L’azienda, che opera anche nel settore dell’occhialeria e dei profumi attraverso accordi di licenza, conta 23 stabilimenti e oltre 13mila dipendenti nel mondo.

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