Una miscela rigorosa di vetro e struttura: l’architettura di Stefano Belingardi Clusoni, il nuovo protagonista dello skyline di Milano

Stefano Belingardi
L’architetto Stefano Belingardi
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Milano è destinata a diventare una città verticale? È una domanda che molti cittadini del capoluogo lombardo si stanno facendo da diversi anni. “L’architettura verticale può nascere per svariati motivi, dal tema della densità, dalla volontà di coniugare spazi aperti e la consumazione di meno suolo o dal bisogno di un simbolo, un punto di riferimento, un’ambizione”, risponde Stefano Belingardi Clusoni, giovane architetto milanese, titolare e fondatore dello studio Be.St. “La cosa importante è il pensiero di come un edificio alto tocchi il suolo e che reazione questo possa generare a terra e sulla città. Perciò c’è molta attenzione da parte del comune sul tema della città alta”.

Negli ultimi anni Belingardi è diventato uno dei protagonisti dello sviluppo urbano di Milano. Il suo studio ha vinto numerosi concorsi, che gli hanno permesso di mettere le mani su alcuni dei più rappresentativi quartieri della città, da Isola a Corvetto, zona dove sorge la Fondazione Prada. “Se devo scegliere un progetto a cui sono particolarmente legato, dico l’edificio di Satispay, in piazza Fidia”.

Primo

Primo, il quartier generale di Satispay in Piazza Fidia

Denominato Primo, il nuovo quartier generale di Satispay conta nove piani di uffici, spazi ristorante e caffetteria, sleeping area, una sala conferenze e circa mille metri quadri di spazi verdi, incluse le terrazze presenti su ogni piano. Il progetto, commissionato dopo una gara dal fondo privato francese Ardian, ricopre nel complesso una superficie di 8.500 metri quadrati ed è stato pensato e sviluppato con un approccio di massima sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. ‘Primo’ domina il quartiere Isola e dall’ultimo piano, attraverso le gigantesche vetrate, offre una vista spettacolare di tutta la città.

L’edificio ha subito conquistato Satispay. “Lo spazio rappresenta la nostra essenza: ambiziosa, dinamica e allo stesso tempo responsabile e smart”, ha commentato Alberto Dalmasso, ceo e co-fondatore della società di pagamenti digitali, dopo l’annuncio della scelta del nuovo quartier generale. “Primo sarà un simbolo del nostro impegno e spero che anche per la città e per i suoi tanti giovani talenti possa diventare un simbolo di futuro positivo, costruito come piace a noi”. Satispay ha contribuito a dare un’identità forte al progetto di Belingardi. “Il brand è centrato perchè è giovane e proiettato nel futuro”, spiega l’architetto. “Se ne fosse entrato un altro, l’edificio non avrebbe avuto lo stesso impatto”.

Il nome Primo è significativo non solo per l’edificio in sé (si trova al civico 1 di Piazza Fidia e, visto dall’alto, ha la forma di un 1) ma anche per Belingardi stesso. “È stato un progetto speciale per me perché è stato il primo, appunto, in cui sono riuscito a esprimere appieno il mio pensiero architettonico”. Una visione che prevede una miscela rigorosa di vetro e struttura, il contrasto tra pieno e vuoto, che, secondo Belingardi, “ha molto più carattere rispetto a un edificio interamente in cristallo”.

Una nuova porta per la città

Un rendering di Thetris, la torre che sorgerà nel quartiere Famagosta di Milano

In questa direzione va anche il prossimo progetto dell’architetto milanese: Thetris, la torre di 40mila metri quadrati che sorgerà nel quartiere Famagosta. Commissionata da Carfin 92, società dedicata al settore del real estate, sarà la punta di diamante del progetto di riqualificazione della zona sud di Milano. “Ci sono svariati modi di pensare l’edificio alto. In questo caso la volontà del Comune di Milano è stata quella di creare una torre urbana, che rispetti il rapporto fra contesto naturale e costruito e che possa diventare un simbolo all’ingresso sud della città”. Thetris sarà infatti allo stesso tempo il primo e l’ultimo edificio della città.

Il nome Thetris restituisce perfettamente l’idea che sta alla base del grattacielo. Non solo infatti da un lato le vetrate andranno a comporre un gigantesco tetris, ma la torre sarà divisa in tre blocchi, destinati ad altrettanti inquilini. Secondo il progetto di Carfin 92, l’edificio, di oltre 100 metri d’altezza, sarà composto interamente da uffici, mentre lo spazio sottostante verrà dedicato ad attività di retail e hospitality. La fine dei lavori è prevista per il 2024.

Da Milano a Berlino

Nel frattempo, Belingardi e lo studio Be.St si dedicheranno ad altri progetti. Tra questi c’è l’apertura di un ufficio a Berlino. “Ci ho vissuto un anno e mi è rimasta nel cuore. Lì ho realizzato il mio primo progetto e vorrei tornarci”.

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