Oracle è pronta a investire 1,5 miliardi di dollari per un data center in Arabia Saudita

Larry Ellison, fondatore e cto di Oracle (Justin Sullivan/Getty Images)
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Come riporta Reuters, citando delle fonti interne, Oracle ha in programma di investire 1,5 miliardi di dollari in Arabia Saudita nei prossimi anni, per rafforzare la sua presenza nello stato arabo e aprire un data center a Riyadh.

L’aumento della domanda di tecnologie cloud ha spinto aziende tecnologiche come Oracle, Microsoft, Amazon e Google a creare data center in tutto il mondo per accelerare il trasferimento dei dati. I funzionari sauditi hanno fatto pressione sulle aziende internazionali affinché investissero nel regno e trasferissero le loro sedi regionali a Riyadh per beneficiare dei contratti governativi.

Il progetto Neom

“Stiamo ultimando i piani per l’apertura del data center di Riyadh. Stiamo ancora lavorando con i nostri fornitori prima di poter annunciare la data effettiva”, ha dichiarato Nick Redshaw, vicepresidente senior di Oracle. Redshaw ha dichiarato che l’investimento sarà realizzato nell’arco di diversi anni. Ha aggiunto che Oracle espanderà anche la capacità del suo data center di Gedda, aperto nel 2020.

Oracle si è anche aggiudicata contratti per il progetto Neom, il fiore all’occhiello del principe ereditario, una megalopoli futuristica che il principe ereditario sta costruendo sulla costa del Mar Rosso, per un valore di 500 miliardi di dollari.

I piani in Italia di Oracle

Anche in Italia Oracle vuole continuare a crescere. La multinazionale statunitense infatti, nei mesi scorsi ha chiuso un accordo con Bper Banca, terzo gruppo bancario italiano quotato in Borsa. Si tratta di una collaborazione che punta a migliorare il modello di business in un’ottica digitale e omnicanale.

“La nostra cloud region di Milano”, ha spiegato Andrea Sinopoli, cloud tech vp e country leader di Oracle Italia, “è già alimentata al 100% da energie rinnovabili, in linea con il piano industriale di Bper Banca che prevede una riduzione della propria impronta di Co2 nell’It di almeno il 15%. Siamo orgogliosi di dare un contributo anche a questo importante aspetto di sostenibilità energetica e ambientale del nostro cliente”.

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