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Business 6 Dicembre, 2019 @ 11:02

Saudi Aramco varrà più di Apple e Microsoft

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Riyadh
Riyadh, Arabia Saudita (Shutterstock)

Articolo di Sergei Klebnikov, tratto da Forbes.com

La compagnia petrolifera statale saudita Suadi Aramco, procede verso la più grande quotazione al mondo, fissando il prezzo finale di quotazione dei titoli al massimo della forchetta indicativa con una valutazione pari a 1,7 trilioni di dollari, sorpassando colossi come Apple e Microsoft per il titolo di più grande società al mondo. Fonti lo hanno riferito giovedì alla Reuters.

– Aramco avrebbe fissato il prezzo dell’Ipo a 8,53 dollari per azione, il massimo della forchetta di prezzo del collocamento, che consentirà di raccogliere 25,6 miliardi di dollari con l’offerta pubblica più grande di sempre a livello mondiale, oscurando il precedente record da 25 miliardi della quotazione del colosso dell’e-commerce Alibaba.

– La più grande e redditizia compagnia al mondo, Aramco dovrebbe quotarsi sulla borsa locale dell’Arabia Saudita, Tawadul, a fine mese.

– Il prezzo delle azioni darebbe ad Aramco un valore di mercato pari a 1,7 trilioni di dollari, una valutazione inferiore all’obiettivo inizialmente previsto dal principe ereditario Mohammed bin Salman, ma comunque più che sufficiente per sorpassare società del calibro di Apple e Microsoft, che valgono rispettivamente 1,17 e 1,14 trilioni di dollari.

– L’Arabia Saudita avrebbe venduto una quota pari all’1,5% delle azioni, facendo affidamento prevalentemente su investitori domestici e locali dopo lo scarso interesse dall’estero, alla luce del fatto che diversi grandi investitori si sarebbero dimostrati scettici relativamente alla valutazione della compagnia petrolifera.

– Fonti hanno altresì riferito alla Reuters che Aramco potrebbe esercitare l’opzione greenshoe al 15% per consentire alla società di vendere ulteriori quote ed estendere così il valore della quotazione fino a un massimo di 29,4 miliardi di dollari.

– Aramco non ha commentato ufficialmente i prezzi dell’Ipo, ma sono attese a breve dichiarazioni ufficiali, secondo quanto riferito dalla Reuters.

Key background: L’intenzione di quotare Aramco era stata annunciata una prima volta nel 2016 come parte del piano di riforme economiche denominato Vision 2030 che mira a ridurre la dipendenza del Paese dal petrolio. Ma l’Ipo è stata posticipata già due volte a motivo di qualche preoccupazione circa la valutazione, l’informativa finanziaria e rischi legati alla sicurezza. Il presidente di Saudi Aramco Yasser al-Rumayyan ha detto alla CNBC che l’Ipo è una scommessa certa per gli investitori, nonostante le ulteriori preoccupazioni conseguenti l’attacco di droni e missili dello scorso 14 settembre agli impianti di Aramco, che hanno richiesto settimane affinché il governo saudita potesse riprendere la produzione.

Lifestyle 28 Ottobre, 2019 @ 10:00

Il tesoro di Alula ora può essere scoperto

di Alessandro Turci

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Qasr el Farid (Foto dell’autore)

C’è terra vergine. Nessuno ci credeva più. 

Il tesoro archeologico dell’Arabia Saudita, non potendoci andare, si era preferito dimenticarlo o lasciarlo ai sogni di una fantasia romantica ispirata alle pagine di Lawrence d’Arabia. Eppure parliamo di un’area di bellezza sbalorditiva, grande come il Belgio e abitata appena da 60mila anime. 

E’ Alula, la Petra saudita. Una Petra ben più vasta, ma totalmente irraggiungibile prima dell’annuncio della storica apertura di Riyad al turismo.

La notizia è stata celebrata in questi giorni in Francia dalla Royal Commission of Alula, in missione a Parigi per la prima mondiale dell’omonima mostra-evento.

L’alba ad Alula (foto dell’autore)

Il nome epico di Alula fa brillare gli occhi a molti. Si aprono al mondo 7.000 anni di storia, la cultura preislamica e quella nabatea, e ancora le carovane dei pellegrini diretti alla Mecca. Eldorado mitico per viaggiatori colti che ameranno ripercorrere il deserto tra Damasco e Medina sulle tracce dell’antica ferrovia; o per quelli facoltosi (molto) che vorranno godere di ospitalità alberghiera all’insegna del lusso assoluto, fino agli investitori di gran calibro. Si parla di 40 alberghi, che sorgeranno nell’area nei prossimi due anni, e i brand sono quelli del prestigio internazionale.

L’Arabia Saudita ha idee chiare: lo sviluppo dell’area sarà sostenibile. La presentazione del progetto ha coinciso con l’inaugurazione della mostra all’Institut du Monde Arabe, auspice il Presidente Jack Lang e i rispettivi ministri della Cultura. Gli ampi mezzi finanziari del Golfo si sono sposati alla perfezione con l’allure parigina e un parterre sceltissimo. Con l’occasione la Royal Commission saudita ha anche presentato il Manifesto Culturale di Alula.

(Foto dell’autore)

In carta pregiatissima (stampata a rilievo per rendere omaggio alle incisioni rupestri) vi si legge come, per la tutela del più grande museo all’aperto del mondo, sviluppo e sostenibilità ambientale sono ormai considerati inscindibili. Il coinvolgimento delle popolazioni locali un punto fermo. La parità di genere, nei profili occupazionali che si apriranno, garantita in maniera solenne. L’appello, infine, ai “cultural pioneers of our time” è accorato e mette ali agli intrepidi.

Il gap culturale è un finto problema. L’esclusività della meta e gli standard di accoglienza sono troppo esclusivi per interrogarsi su alcolici e bikini. E’ questione di rispetto: se le condotte locali non li contemplano, rinunciare non costituisce un sacrificio ma semplicemente una questione di stile e consapevolezza. Anche perché, a ben guardare, Riyad sta cercando di capire l’Occidente più di quanto l’Occidente non faccia nei suoi confronti.

L’opportunità – culturale ed economica – offerta da Alula lo dimostra. Esclusiva, inaspettata e prodigiosa.