“Dopo i social e le cripto, l’intelligenza artificiale è l’ennesima distrazione”

Share

Maria Rosaria Taddeo, senior researcher fellow dell’Oxford Internet Institute, torna a Milano per parlare di intelligenza artificiale, con un intervento al LutechTalks intitolato L’impatto e l’accelerazione dell’Ai nella nostra vita tra scienza, etica e tecnologia.

“La verità è che l’Ai non è intelligente per niente”, ha detto Taddeo. “L’intelligenza artificiale è un motore sintattico: associa simboli con una serie di regole che gli esseri umani, cioè uomini e donne, in fase di progettazione hanno stabilito. Parlando di intelligenze in grado di generare immagini, prendiamo quella magnifica applicazione creata da OpenAi che si chiama Dall-E 2: al suo interno detiene 650 milioni di immagini collegate ad altrettante didascalie. Quindi questa tecnologia riconosce l’associazione tra immagine e didascalie e genera delle immagini. Ma non è in grado di generare arte come possono fare gli umani”.

LEGGI ANCHE: “Il ceo di OpenAI Sam Altman parla a Forbes di ChatGPT e di come l’Ia può “superare il capitalismo””

 Il quadro firmato venduto a 400mila dollari 

E quando le parliamo del ritratto di Edmond Belamy, realizzato dall’Ai nel 20128 attraverso una tecnologia detta Gan e venduto da Christie’s per 432.500 dollari, Taddeo ha risposto: “D’accordo, ma l’Ai non esprime creatività perché non ha spinta ermeneutica, spiego: quando noi produciamo un pezzo di linguaggio, scriviamo una poesia, facciamo un disegno, l’obiettivo è comunicare con un altro la nostra comprensione del mondo ed insieme interpretare il mondo. Non esiste una mail, un testo, un quadro prodotto dagli esseri umani che non sia nella direzione di comprendere il mondo. Questo desiderio di capire dove siamo, cosa facciamo, dove andiamo che ci spinge a progettare il futuro. L’Ai non ha questa spinta, è un motore sintattico e non un motore semantico”.

La crescita di ChatGpt

Sul palco di LutechTalk, che si è svolto nello spazio milanese Meet sostenuto da Fondazione Cariplo, è intervenuto anche Marco Trombetti, fondatore e ceo di Translated e Pi Campus, che ha chiuso un importante contratto nel mercato delle traduzioni via bot: 100 milioni di dollari con Airbnb.

Trombetti invita le aziende a investire in ChatGpt che, secondo lui, farà progressi straordinari in tutti i settori. “Anche le ricerche su Airbnb sono alla vigilia di una rivoluzione: la piattaforma introdurrà dei sistemi di Ai che permetteranno all’utente di cercare -con la voce- una casa in riva al mare, in quella fascia di prezzo, delle dimensioni desiderate”, ha dichiarato.

E parlando degli errori che questi sistemi commettono, Trombetti ha spiegato : “Il vero problema è che usiamo ancora strumenti molto ‘inaccurati’ di cui non possiamo fidarci. È come aver messo le capacità di un premio Nobel in mano ad un imbecille. Questi sistemi scrivono cose altamente plausibili ma nessuno ci garantisce che siamo vere”. Anche sull’impatto ambientale, l’imprenditore è diffidente: “Queste intelligenze basate sulla conversazione come ChatGpt hanno un disastroso impatto ambientale. Se dovessimo rimpiazzare le attuali funzioni di Google Translate con ChatGpt, dovremmo utilizzare un’energia cento volte superiore. Ma sia Facebook che DeepMind sono già pronti con modelli di chat a bassissimo consumo”.

Il tema della distrazione 

A Taddeo, che insegna a Oxford piace insistere sul concetto di “distrazione”. Quando nasce qualcosa di tecnologicamente nuovo esplode l’entusiasmo collettivo: è successo coi social media, poi con le cryptovalute e oggi l’Ai. Così gli utenti si distraggono e arrivano grandi problemi come la violazione della privacy o la disparita di miliardi di dollari in crypto.

“Tutto quello che facciamo nella vita digitale genera dati. Nel 2022 ci siamo scambiati 333 miliardi di mail, la cosa impressionante è che entro il 2025 produrremo 463 exabyte di dati al giorno, se fossero ancora i DVD sarebbero 200 milioni di DVD in una sola giornata”.

Maria Rosaria Taddeo insiste sugli “elementi di distrazione” che sono sempre pericolosi. “Quando abbiamo scoperto i social media”, spiega, “Facebook altri siamo stati rapiti dalla scoperta ma ci siamo distratti. Non abbiamo pensato alla privacy che poteva essere violata, alla eco chamber con cui i social media ci mostrano solo informazioni che rinforzano la nostra idea. E non ci siamo accorti del potere distorto di Cambridge Analytica che ha messo a rischio le nostre democrazie. Passano dieci anni da quella distrazione ed ecco arrivare le crypto valute. Grande entusiasmo: le crypto rompono la burocrazia, creano una democrazia diretta. Ci siamo distratti ancora ed ecco che qualche grosso operatore del settore sparisce con i nostri investimenti creando uno scandalo finanziario di portata mondiale. E dopo i social e le cripto ecco la terza ondata di distrazione: l’intelligenza artificiale che ci appare come qualcosa in grado di fare le cose che fanno gli esseri umani. Ma questo è falso per le ragioni che abbiamo appena spiegato”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.