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Responsibility

Come costruire un metaverso sicuro e inclusivo. Lo studio che ha coinvolto il Politecnico di Milano

Articolo tratto dal numero di marzo 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Anche nel metaverso c’è il tema della responsabilità, della sicurezza, dell’inclusione, dei diritti civili, del lavoro e della privacy. Le tecnologie che abiliteranno i nuovi mondi dovranno essere sicure per garantire le persone che le utilizzeranno.

Ma non è ancora chiaro quale entità e come li regolerà ed è quindi necessaria collaborazione e cooperazione. Il metaverso porterà alla creazione di beni, competenze e professioni inedite, con un impatto economico rilevante sugli scenari globali. Ma gli elementi fondanti e i fattori di successo, così come le implicazioni concrete sull’economia e sulla società, sono ancora da comprendere.

Ecco perché la mega ricerca europea finanziata dal Fondo per i programmi e la ricerca Xr di Meta si pone l’obiettivo di individuare le linee guida sulle quali costruire il metaverso in modo responsabile.

E in campo sono state chiamate prestigiose università di sette Paesi europei. In Italia il Politecnico di Milano con un’équipe guidata da Giuliano Noci, direttore scientifico insieme a Lucio Lamberti.

Qual è lo scopo scientifico, ma anche pratico, di questa mega ricerca?

Il metaverso, grazie al suo carattere di immersività e spazialità, rivoluzionerà il modo in cui le persone interagiscono con i contenuti e tra loro, in virtù della riduzione dei carichi cognitivi legati ai processi di apprendimento e della possibilità di rendere più coinvolgente qualsiasi esperienza mediale. Ed è proprio in questa prospettiva l’importanza di realizzare uno studio sistematico sui suoi effetti per qualificare opportunità e minacce per i sistemi industriali e sociali. In particolare, la comunità scientifica può svolgere un ruolo significativo nell’individuazione dei campi di applicazione e del loro impatto sull’economia italiana ed europea.

Le sette università si sono divise i compiti. In quale ambito si muoverà il Politecnico?

Il nostro compito è quello di identificare e qualificare l’impatto dei contenuti immersivi dal punto di vista economico e sociale. In altre parole: in che misura il metaverso potrà contribuire a migliorare profittabilità delle imprese? In che misura potrà migliorare la qualità della vita stessa delle persone?

Poi ci sono le analisi sulle grandi ‘rivoluzioni’ promesse dal metaverso: nella didattica per esempio.

Il tema dei percorsi di apprendimento associati alla didattica è certamente uno dei primi che emergono come ambito di potenziale impatto dei contenuti immersivi. È evidente infatti che se l’arrivo di Internet ha rappresentato l’accesso a contenuti testuali, il web 2.0 ha abilitato l’accesso a contenuti multimediali in cui il video ha giocato un ruolo importante. Questa terza evoluzione, caratterizzata da contenuti immersivi e dalla tridimensionalità, semplificherà il processo di apprendimento delle persone. Ed è proprio in questa chiave che il mondo dell’istruzione, a partire dalle scuole primarie fino ad arrivare al mondo universitario, ne potrà trarre un grande beneficio.

Cambierà la qualità e la profondità dell’interazione fra le persone. Queste persone potranno essere anche tanto altro: ChatGpt o Microsoft Sparrow per cominciare…

Le caratteristiche di immersività e spazialità attribuiscono un significato meno artificiale all’interazione perché si sviluppa un senso di presenza. Nel contempo è evidente che le interazioni avvengono tra soggetti virtuali, i cosiddetti avatar. E questo apre una serie di riflessioni, ad esempio dal punto di vista regolamentare, su come disciplinare gli scambi di opinione e le azioni che avvengono nel metaverso. Credo che la politica debba muoversi rapidamente per evitare che la tecnologia proponga, in tempi brevissimi, nuovi scenari dal punto di vista dei meccanismi, mentre la regolamentazione rimanga sostanzialmente al palo.

L’esperienza immersiva promette forme inesplorate di relazione di impresa che forse non sono immaginabili oggi?

È una grande opportunità perché l’e-commerce immersivo aumenta la probabilità di vendita dei prodotti, ma anche di assistenza e di manutenzione. Potrebbero nascere nuove realtà d’impresa grazie agli avatar e alla creazione di spazi virtuali. Ci stiamo avviando a interazioni innovative tra soggetti, e quindi a generare nuovi filoni di
business.

Questi nuovi mondi potrebbero avere anche un forte impatto emotivo. Aspetti da esplorare?

Se vogliamo andare a investigare l’impatto non solo economico ma anche sociale è inevitabile cercare di cogliere anche quello generato dal punto di vista emotivo: come School of management del Politecnico di Milano abbiamo creato un laboratorio di rilevazioni biometriche. E cioè, misuriamo temperatura corporea, respirazioni, movimento oculare, battito cardiaco e tanti altri segnali fisici per rilevare le emozioni che un individuo prova nel momento in cui è esposto a uno stimolo immersivo. È una frontiera importante: le decisioni degli individui, molto spesso, non sono razionali perché si basano, appunto, sulle emozioni. Investigare questo aspetto è molto importante.

Quali indicazioni vi aspettate in termini pratici da queste ricerche?

Il primo obiettivo è orientare la comprensione delle opportunità e delle criticità associate al metaverso. Il secondo, capire quali leve possono essere utilizzate per guidare gli investimenti e raggiungere risultati apprezzabili nel business. Il terzo è sensibilizzare gli stakeholder pubblici. Puntiamo a organizzare incontri per un confronto con le istituzioni italiane e mostrare che c’è un mondo nuovo che avanza, crediamo molto velocemente, e che potrebbe essere una straordinaria opportunità per il made in Italy. Il turismo, la cultura, la moda e il design sono realtà che ben si prestano a essere raccontate attraverso contenuti immersivi e tridimensionali. Questi sono alcuni degli obiettivi che noi auspichiamo di poter raggiungere con questa ricerca.

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