Skin
Molino Dallagiovanna
Lifestyle

Da grandi farine derivano grandi responsabilità: alla scoperta di Molino Dallagiovanna

Giunta alla sua quinta e sesta generazione, Molino Dallagiovanna produce ed esporta 450 tipologie di farine in oltre 60 paesi nel mondo. È un’azienda giovane, dinamica e all’avanguardia nel settore molitorio. Attraverso l’impiego di un’accurata pulitura del chicco, presenta una farina superiore che non teme confronti con i suoi concorrenti.

Da un chicco la grandezza di un progetto

Chi lavora il grano è da sempre un mercante di storie. Chi lavora il grano trasforma un chicco non solo in un prodotto, ma in una miriade di modi di essere: dal pane casareccio all’alta pasticceria francese, dalla pizza nei vicoli di quartiere ai prodotti da forno che non possono mancare nelle nostre curate dispense. Una centrifuga di emozioni e di ricordi permanenti. La stessa che Molino Dallagiovanna custodisce nella sua ricetta segreta per la felicità.

Giunta alla sua quinta e sesta generazione, la storia di Molino Dallagiovanna ha inizio nel lontano 1832 a Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza, per mano della signora Ernesta. La principale attività a quell’epoca era la commercializzazione dei cereali, che venivano ritirati dagli agricoltori con il barà, un antico calesse trainato da cavalli, e portati a macinare presso altri molini in zona. Ma è il 1949 a segnare l’inizio di un processo di evoluzione per Molino, quando ad assumere la guida dell’azienda furono Guido, Renzo e Vittorio Dallagiovanna, a cui si attribuisce la costruzione di due molini a cilindri, dove oggi ci sono i silos dei grani.

Da quel momento sono trascorsi esattamente 74 anni e, oggi, l’azienda, portata avanti dalla quinta generazione – rappresentata da Pier Luigi e Sergio Dallagiovanna – e dalla sesta rappresentata da Paolo, Sabrina, Renza e Stefania che lavorano in stretta sinergia, vanta un fatturato di circa 47 milioni di euro. Con oltre 450 farine proposte, da quelle tradizionali per pane, pizza, pasta e dolci alle linee senza glutine e lattosio, 80 mila quintali di farina stoccata e presente in oltre 60 paesi nel mondo, Molino Dallagiovanna si conferma un acceleratore di qualità e innovazione nel settore molitorio.

“Siamo partiti dal farci conoscere nelle pasticcerie e, oggi, abbiamo grandi nomi che utilizzano le nostre farine. Arrivando anche nelle pizzerie e nei ristoranti stellati d’Italia e d’Europa”. Ci racconta Sabrina, responsabile commerciale e marketing dell’azienda. “In Molino Dallagiovanna siamo una grande famiglia e lo dimostriamo sostenendo ogni giorno i nostri collaboratori in ogni fase della loro vita e del loro percorso qui”.

Da grandi farine derivano grandi responsabilità

Il lavaggio del grano è l’aspetto che probabilmente contraddistingue l’efficienza e la struttura del marchio a cui oggi si affidano centinaia di pasticceri, panettieri, pizzaioli e chef di tutto il mondo. Di fatto, quest’ultimo consente un unico processo di produzione e la realizzazione di una farina nettamente superiore alle concorrenti. L’elemento distintivo di questa tecnica va individuato nell’impiego della macchina Lavagrano, costituita da una vasca chiusa in cui coclee di diverse dimensioni fanno avanzare il grano sotto getti d’acqua costante.

Questo processo permette al grano di disfarsi di tutte le impurità che lo ricoprono come terra, sassi o polvere. La forza centrifuga dell’acqua fa, invece, in modo che il grano, una volta pulito, venga fatto scolare dall’ acqua in eccesso e trasportato direttamente negli appositi silos. Il risultato è un grano morbido e pronto per la fase successiva di trasformazione in farina. Tra il lavaggio del grano e la macinazione lenta e a freddo, le farine Molino risultano di un bianco puro e il loro profumo sprigiona l’essenza del grano. E se ci chiediamo del futuro di questo progetto, Sabrina accoglie la nostra sete di curiosità con grande entusiasmo.

“Per il futuro stiamo valutando ulteriori ampliamenti dettati non soltanto dalla crescita del fatturato, ma dalla struttura costruita fino a qui che ci permette di lavorare in modo ottimale”. Ci svela Sabrina. “Entro la fine del 2023 verrà già definito un ampliamento di logistica e produzione. Quello che facciamo lo facciamo divertendoci. La nostra famiglia ci ha trasmesso un grande amore per questo progetto e noi ci crediamo fortemente”. Conclude.

Un chicco è solo un chicco finché qualcuno non lo trasforma in qualcosa di più.

LEGGI ANCHE: Tracciabilità di filiera e riduzione degli sprechi, così la blockchain sta rivoluzionando il settore agroalimentare

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it CLICCANDO QUI .

Forbes.it è anche su WhatsApp: puoi iscriverti al canale CLICCANDO QUI .