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Wine

Il giovane vignaiolo che racconta la Puglia dei primi trulli nei suoi vini

Una storia di completa simbiosi con la natura, nella zona dove secondo una leggenda sarebbe nato il primo trullo. Pierfabio Mastronardi Vignaiolo, con azienda vitivinicola con sede a Castellana, in provincia di Bari, sta valorizzando un luogo ancestrale per la vinificazione pugliese: il Canale di Pirro, una delle più importanti doline presenti in Terra di Bari, estesa tra le città di Fasano, Castellana Grotte, Locorotondo, Alberobello, Putignano, Monopoli. Il Canale di Pirro gode di un microclima unico in Puglia, e questo Pierfabio Mastronardi lo sa bene: proprio qui, il giovane vignaiolo pugliese coltiva un ettaro di vitigni a spalliera con uvaggi di Verdeca, Bianco d’Alessano, Maresco, Marchione e Falanghina.

“La nostra filosofia aziendale si basa sul massimo rispetto della natura e dei suoi ritmi. Siamo un’azienda certificata BIO da dieci anni: ancor prima di pensare a una crescita produttiva, vogliamo raggiungere un completo equilibrio in termini di impatto ambientale, adottando soluzioni naturali per coltivare e curare i nostri vigneti”.

I vini della cantina Pierfabio Mastronardi Vignaiolo

La cantina Pierfabio Mastronardi Vignaiolo nasce nel 2017 dalla volontà di Pierfabio Mastronardi dopo anni di studi, perfezionamenti e lavoro sul campo. I suoi sono vini generosi, con una bella trama tannica: dai suoi quattro ettari, realizza cinque etichette differenti ripartite in una piena capacità produttiva di dodicimila bottiglie. Dalle campagne tra Castellana e Conversano, provengono il Primitivo e Aleatico, e da Acquaviva delle Fonti arrivano le uve da alberello di Primitivo.

I vini di Pierfabio Mastronardi esprimono la Puglia nella sua interezza. La cifra stilistica che accomuna le diverse etichette è la piacevolezza: vini sinceri, che raccontano le complessità morfologiche del territorio in cui nascono, contraddistinti da acidità e sapidità.

L’esordio sul mercato è la linea di vini “Mammamè”, soprannome della famiglia Mastronardi da tre generazioni, ma anche esclamazione gergale pugliese, che si pronuncia quando si assaggia qualcosa di particolarmente buono.

La linea “Mammamè” conta tre tipologie disponibili: il Primitivo di Gioia del Colle, lavorato in totale purezza, il Rosato a base di Aleatico e Primitivo, legato alla produzione già esistente di rosato in queste terre e infine il Bianco Valle d’Itria, che è un blend di diversi uvaggi coltivati nel Canale di Pirro, un vino fresco e corroborante.

La seconda linea di vini, “Sullerocce”, è una dichiarazione d’intenti sin dalla titolazione, decisa a glorificare e mostrare i frutti della terra pugliese. Due sono le bottiglie di “Sullerocce”: Verdeca della Valle d’Itria, dalle venature dorate e dal sapore pieno, fresco e sapido, frutto di una macerazione sulle bucce per novanta giorni; Primitivo di Gioia del Colle, dalla colorazione rosso rubino e con evocativi sentori speziati che lasciano un afflato balsamico sul palato. “Sullerocce” è per Pierfabio “un’espressione viscerale della Puglia vinicola”.

Le novità del 2023: bollicine e tecnologia

Nel 2023 Mastronardi produrrà un metodo classico con uvaggio di uve Verdeca, Bianco d’Alessano e Maresco, affinato per 23 mesi sui lieviti e perfetto per la stagione estiva. In previsione per il futuro, il catalogo Mastronardi potrebbe ampliarsi ulteriormente: è in fase di ideazione un vino rosso solido e verace, un Susumaniello in purezza, che diventerebbe così il quarto pilastro della linea di “Mammamè”.

Alla tradizione e alla conoscenza del mondo agricolo a tutto tondo, Pierfabio Mastronardi affianca la volontà di migliorare sempre le tecniche produttive, come simboleggiato dalla scelta di utilizzare per l’affinamento del vino botti in gres marchio Clayver, che hanno come tratti distintivi la forma, studiata per implementare al meglio la fermentazione del mosto, e le eccellenti materie prime di cui sono fatte, che garantiscono al vino la giusta temperatura e una piccola ma fondamentale traspirazione con gli ambienti esterni in cui sono riposte.

 

 

 

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