Gli esperti non si sono limitati però a mettere in guardia dai pericoli della tecnologia, ma hanno proposto soluzioni concrete attraverso con cui avanzati sistemi di Ai potrebbero essere gestiti in modo responsabile.
Ad esempio, hanno chiesto la cooperazione tra i principali esponenti del settore, una ricerca più tecnica sui grandi modelli linguistici e la formazione di un’organizzazione per la sicurezza, simile all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, impegnata a limitare l’uso delle armi nucleari.
Qualche giorno fa, Grimes (il cui vero nome è Claire Boucher) aveva comunicato su Twitter l’intenzione di mettere a disposizione la sua voce affinché chiunque potesse utilizzarla per creare brani nuovi.
“Stiamo creando un programma che dovrebbe simulare bene la mia voce, ma potremmo anche mettere a disposizione file grezzi perché ognuno possa addestrare la sua Ia. Dividerò il 50% dei diritti d’autore su qualsiasi canzone generata dall’intelligenza artificiale, stesso accordo che avrei con qualsiasi artista con cui collaboro. Sentitevi liberi di usare la mia voce senza alcuna restrizione. Non ho un’etichetta e non ho vincoli legali”, scriveva.
Il fenomeno delle canzoni create dall’intelligenza artificiale è ormai una minaccia per l’industria musicale. Soltanto nelle ultime settimane, artisti come Drake, The Weeknd, Rihanna, Eminem, Harry Styles e Ariana Grande sono stati vittime di un utilizzo non autorizzato delle loro canzoni, reso possibile dall’uso di tecnologie sofisticate che permettono di creare un clone da un clip di pochi secondi.