Under 30

Come questo chef romano under 30 ha portato il suo format di cucina sui social

Articolo tratto dal numero di giugno 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Prima di incontrare il mondo della cucina, il romano Ruben Bondì sognava altre forme d’arte, come il disegno e la poesia. Materie che non hanno a che fare con il palato, ma che lo hanno portato, dopo una bocciatura al liceo scientifico, a scegliere l’indirizzo alberghiero, dove poi si è diplomato con il massimo dei voti. A 15 anni, attratto dal mondo dei fornelli, si è presentato allo chef che lavorava sotto casa con una richiesta strana: voleva imparare i trucchi del mestiere, fare pratica. Le prime vere esperienze lavorative sono arrivate prima con uno stage al ristorante romano due stelle Michelin Il Pagliaccio, poi a Londra, nell’hotel a cinque stelle The Ned.

Il lavoro come chef a domicilio

Oggi Ruben si occupa di cene private. “Sono uno chef a domicilio da quattro anni”, racconta. “I clienti mi contattano, decidiamo un menù e poi vado a casa loro per cucinare. Mi piace stare a stretto contatto con i clienti, poter entrare un po’ nella loro intimità. Dopo aver cucinato mi piace spiegare cosa troveranno nel piatto, chiacchierare e raccontare di me. Questo mi permette di stare a contatto con le persone. È un’esperienza molto diversa dal lavoro tradizionale nei ristoranti, dove stai solamente in cucina”.

Le collaborazioni con aziende del food e il ruolo dei social

Lo chef romano ha già collaborato con aziende quali Fondazione Barilla, Pomì, Weber, Philadelphia, Panasonic, Salmone Mowi e Kasanova. È stato però grazie ai social che Ruben si è fatto conoscere. “Un anno e mezzo fa, di ritorno da un viaggio a Madrid, mi beccai il Covid. E dato che stavo ristrutturando casa, la quarantena la passai dai miei genitori. Lì, in balcone, munito di tagliere e fornelletto, ho iniziato a cucinare mentre mi filmavo con il telefono”.

Il primo video è andato benissimo, quindi ha deciso di continuare. “All’inizio cucinavo quello che volevo io e lo mangiavo, poi mi è venuto in mente di farlo su richiesta per la gente del mio quartiere. Dal carciofo alla giudia al baccalà in carrozza, fino alla cheesecake al cocco, mango e lime, Ruben ha iniziato a preparare ricette della sua tradizione familiare ebraico-romanesca.

Il format “Cucina con Ruben”

Così è nato il format Cucina con Ruben. “Penso alle ricette nel tempo libero e le segno. A realizzarne una impiego di solito dai 30 ai 60 minuti (dipende dalla tipologia), poi mi dedico al montaggio dei video su Instagram. Purtroppo, devo ammettere che non me la cavo bene con la tecnologia”.

Sui social media Ruben trascorre quindi tantissimo tempo. “È vero che ci lavoro, ma ho capito di essere stato un po’ risucchiato dal vortice dei social. Solitamente passo dalle sette alle nove ore al giorno al telefono”, confessa. Oggi il suo seguito comprende 1 milione di follower su Instagram e quasi due milioni su TikTok. “Non penso però di avercela fatta, non sono mai contento di me”.

Da poco è uscito il suo primo libro, ma Ruben sogna già la tv con un programma ad hoc. “Mi piacerebbe raccontarmi attraverso un format che mi rappresenti. Mi auguro però, intanto, di continuare il mio percorso sui social, in modo da raggiungere sempre più persone e condividere il pensiero secondo cui la cucina è di tutti: ognuno di noi è in grado di cucinare e la tradizione culinaria, soprattutto quella italiana, è preziosa, quindi abbiamo il compito di continuare a tramandarla di generazione in generazione”.

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