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Esperienze su misura per viaggiatori esigenti: così questa società si è specializzata nel settore travel

Articolo tratto dal numero di giugno 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Vivere esperienze uniche, ungoogleble, (impossibili da cercare su Google) alla scoperta dell’Italia più autentica. Una mission che Ic Bellagio, società attiva da 24 anni nel mondo dei viaggi di lusso, porta avanti nella convinzione, come ama ripetere la ceo Andrea Grisdale, che “sia il lavoro più bello del mondo”.

Un’avventura cominciata nel 1999, quando Grisdale fondò Ic Bellagio dopo alcuni anni di esperienza in Italia per un tour operator britannico prima nelle Dolomiti e poi sul lago di Como, dove oggi vive con il marito e i suoi tre cani.

Leader in Italia per i viaggi di lusso

L’obiettivo della nuova società era creare esperienze di viaggio su misura per viaggiatori esigenti e con un forte potere d’acquisto in cerca di soggiorni indimenticabili. Una missione compiuta. Oggi Ic Bellagio è riconosciuta come una dmc (destination management company) tra i leader in Italia per i viaggi di lusso.

Ha un team di 34 professionisti, in cui l’età media si aggira sui 30 anni e la presenza femminile supera il 90%. Negli anni sono stati tanti i premi e i riconoscimenti assegnati dalle maggiori organizzazioni internazionali: Virtuoso, Signature Travel Network, Ensemble, Internova Travel Group, Travelsavers, Wendy Perrin, Travel + Leisure, Condé Nast Traveler.

L’autenticità è fondamentale

Non sono mancati riconoscimenti personali anche per Grisdale. Il più importante è arrivato nel maggio 2016, quando è stata nominata primo membro regionale per l’Italia di Wttc – World travel and tourism council, il gotha del travel & tourism per il settore privato dei viaggi e del turismo.

Con questo ruolo Grisdale partecipa oggi anche al programma di interventi del Leaders Forum annuale del Wttc, con relatori di prestigio internazionale. Basti pensare che tra gli speaker figura l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

“Nel tempo sono cambiati i desideri dei viaggiatori, ma l’unica cosa che non è mai sparita, anzi è sempre più in cima alla lista dei desideri delle persone è l’opportunità di vivere come una persona del posto”, puntualizza Grisdale.

“Incontrare e trascorrere tempo con la gente del posto, godersi la vita, imparare e capire quello che le persone fanno ogni giorno, fare un passo nella loro vita. Una delle sfide più grandi, quando creiamo un prodotto, è convincere la gente del posto che quello che fa ogni giorno è interessante per qualcuno che viene dall’altra parte del mondo. L’autenticità è fondamentale”.

In qualità di membro regionale del Wttc per l’Italia, Grisdale sta lavorando all’organizzazione di una tavola rotonda per discutere i problemi sollevati dai viaggi in alta stagione, contrapponendoli al piacere di viaggiare in bassa stagione.

La nuova frontiera della slow season

Partendo da questi presupposti si intende poi sviluppare una serie di contenuti che “diano vita alle storie e agli aneddoti delle persone, mettendo in evidenza i vantaggi del viaggiare durante la slow season”. Uno storytelling che Ic Bellagio ben conosce: la società crede nella nuova frontiera della slow season.

“Il nostro obiettivo è quello di ‘creare la narrazione’ di quanto possano essere interessanti i mesi di slow season in Italia per coloro che hanno la possibilità di scegliere quando viaggiare”, racconta ancora Grisdale.

Il nome rende bene l’idea di un periodo “in cui la vita scorre a un ritmo molto più lento e meno, in cui le persone hanno il tempo di fermarsi a chiacchierare e di fare quel passo in più per far sentire i nostri viaggiatori ancora più benvenuti. I ristoratori hanno il tempo di accogliere personalmente gli ospiti e di spiegare loro il menu, la storia dei piatti e della proprietà. Gli autisti possono trovare parcheggio alle stazioni ferroviarie quando accompagnano i nostri ospiti scortandoli personalmente alla stazione, offrendo loro un caffè e facendo due chiacchiere prima di salutarli. Gli hotel sono più propensi a offrire un upgrade e a dedicare più tempo a chiacchierare con gli ospiti durante il loro soggiorno. Piccoli accorgimenti che fanno una grande differenza nella sensazione generale dell’esperienza vissuta”.

Perché, Grisdale ci tiene a sottolinearlo, “il lusso non significa necessariamente opulenza. Il desiderio dei viaggiatori di lusso è arrivare per primi in una destinazione”.

Immergersi nello stile di vita italiano

Insomma, con la slow season ecco un modo per scoprire una qualsiasi delle regioni italiane nel momento migliore dell’anno, in tutta tranquillità. “L’unica grande sfida che vi troverete ad affrontare, avendo l’imbarazzo della scelta, è scegliere dove andare durante la slow season”, assicura con un sorriso Grisdale.

E per chi non può concedersela? “Proponiamo alternative ai percorsi abituali, cambiando gli orari dei tour e delle esperienze per garantire che i nostri ospiti arrivino e vivano i momenti salienti prima o dopo la folla”, conclude Grisdale.

“Scoprendo nuove aree in destinazioni come la Toscana, l’Umbria e la Costiera Amalfitana, che non sono sul radar di tutti e facendole conoscere ai nostri ospiti. E, naturalmente, proponendo destinazioni secondarie che storicamente non erano conosciute da un viaggiatore internazionale. Sappiamo che le persone non viaggiano da una parte all’altra del mondo per trovare e sperimentare ciò che hanno anche a casa propria. Il nostro compito è quello di garantire loro la possibilità di immergersi nello stile di vita italiano e di vivere e godersi appieno l’Italia che anche noi viviamo ogni giorno”. Così Ic Bellagio mantiene la promessa di “vivere, respirare, mangiare, bere l’Italia ogni giorno”.

 

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