Innovation

La startup che aiuta chi vende e acquista opere d’arte a trovare la casa d’aste migliore

Il mercato dell’arte moderna e contemporanea da sempre si contraddistingue per la difficoltà nel comprendere il reale valore delle opere, destreggiarsi tra gallerie d’arte e quotazioni di artisti nazionali ed internazionali. Eppure non è un mondo inaccessibile, lo dicono i numeri.

Il 2022 è stato infatti un anno da record per il mercato dell’arte che ha registrato vendite totali globali per circa 67,8 miliardi di dollari, un potenziamento delle strategie e delle piattaforme digitali, la crescita della presenza di millennial e giovani acquirenti e l’affermazione di nuove metodologie d’acquisto. Anche in Italia i numeri sono importanti: secondo i dati Nomisma del 2021, il giro d’affari si attesta intorno al miliardo e mezzo di euro.

E per rendere questo settore ancor più accessibile, arriva in soccorso l’esperienza dell’italiana ValutaOpere, piattaforma nata dall’idea dei tre soci Alessandro Ghilarducci, Renato Junior Romino e Luca Gianneschi, con l’obiettivo di aiutare ad acquistare e vendere opere d’arte al giusto prezzo.

L’algoritmo

Grazie alle competenze tecniche e tecnologiche del team, ValutaOpere ha sviluppato Vobot, un algoritmo proprietario capace di identificare la casa d’aste migliore per vendere o acquistare una specifica tipologia di opera ed artista. Grazie a una procedura guidata, infatti, è possibile accedere ai risultati di tutte le aste in Italia, conoscere il ranking di ogni artista e il suo reale valore di mercato, infine analizzare i valori medi del mercato in base alla tipologia e formato dell’Opera.

Questo nuovo servizio (qui la web-app) sarà utile non solo per i collezionisti di opere d’arte che avranno accesso a una valutazione del prezzo di mercato di dipinti, sculture, fotografie e multipli di artisti italiani ed internazionali, ma anche per le gallerie d’arte, che avranno a disposizione una fotografia sempre aggiornata dei prezzi del mercato dell’arte moderna e contemporanea, per i proprietari di opere d’arte, per conoscere il reale valore di mercato dei beni che possiedono, e infine per i cosiddetti Opportunity Seeker che potranno monitorare gli artisti più quotati.

Ne abbiamo parlato con uno dei fondatori, Alessandro Ghilarducci, per saperne di più.

Alessandro, da dove nasce l’idea di ValutaOpere e a quali esigenze del mercato risponde?

L’idea nasce un po’ per passione, la stessa che ci ha avvicinato al mondo dell’arte moderna e contemporanea, e un po’ per un gap che si delineava davanti a noi sempre più chiaro. Lavoravamo già da diverso tempo a stretto contatto con collezionisti e professionisti del settore ed era sempre più frequente la loro difficoltà di orientarsi nella complessità del mercato dell’arte moderna e contemporanea. Iniziammo così a realizzare i primi studi e ricerche, ad analizzare competitor e mercato rilevando un loro bisogno evidente: avere a disposizione uno strumento decisionale, immediato e di semplice utilizzo, che consentisse di capire quale è il giusto valore di mercato di un’opera, sia in fase di acquisto che in fase di vendita. Nasce così, in pochi mesi, ValutaOpere, un servizio che nel tempo si è arricchito di funzionalità, ma che fin da subito è stato capace di rispondere al bisogno percepito offrendo una fotografia, sempre aggiornata, dell’andamento del mercato e dei prezzi medi per artista, tecnica e tipologia di opera.

Com’è cambiato il mercato dell’arte moderna e contemporanea e come incontra le esigenze delle nuove generazioni che si affacciano a questo settore?

È un mercato in continua espansione ed evoluzione. Il 2022 è stato decisamente un anno florido. Un trend che si sta confermando anche per il 2023, con una presenza importante del mercato secondario delle aste. Questo risultato non è altro che il concretizzarsi delle conseguenze della pandemia, un evento che ha accelerato la digitalizzazione del settore rendendolo facile e accessibile a molte più persone, da ogni parte del mondo. Oggi, infatti, le aste sono un’opportunità per un pubblico sempre più ampio anche grazie all’affermarsi di un modello di “asta ibrida” che consente di sfruttare il potenziale del web partecipando da remoto, avvicinando e interessando anche acquirenti under 40. ValutaOpere si è inserito molto bene e fin da subito in questo scenario, riuscendo a supportare collezionisti e professionisti grazie all’accesso rapido ed immediato a informazioni fondamentali sugli artisti e sulle quotazioni di mercato.

Quello dell’arte digitale è un mercato secondo voi da esplorare e coltivare?

Il nostro mercato di riferimento è principalmente quello dell’arte moderna e contemporanea. Le dinamiche e la complessità attuali del mondo degli NFT non si adattano oggi al nostro modello e soprattutto al nostro strumento. Sicuramente è un settore che stiamo studiando e che osserviamo attentamente, raccogliendo dati e informazioni per valutare eventualmente se e come integrare anche l’analisi di questa parte del mercato dell’arte. Oggi il maggior limite che vediamo è rappresentato dal fatto che si tratti di transazioni soggette a grande volatilità di prezzo e con una scarsa presenza, in particolare in Italia, di aste dedicate a tale settore. Preferiamo, in sintesi, soffermarci sull’analisi di un mercato, quale quello dell’arte moderna e contemporanea, del quale conosciamo logiche e dinamiche, con una costante analisi dei dati in grado di offrire, a coloro che utilizzando il nostro servizio, report davvero utili.

Come funziona Vobot e com’è composto il team?

Vobot è uno strumento molto semplice da utilizzare, sia per chi vende che per chi acquista opere d’arte. Attraverso semplici domande e una procedura guidata, vengono richieste informazioni relative all’opera ed all’artista che si sta cercando. Al termine del processo di analisi di Vobot l’utente può identificare, in modo immediato, la casa d’aste migliore dove vendere o acquistare una specifica tipologia di opera ed artista. Inoltre, consente di accedere ai risultati di tutte le aste in Italia, conoscere il ranking di ogni artista e il suo reale valore di mercato, analizzare i valori medi del mercato in base alla tipologia e formato dell’Opera. Si tratta di uno strumento proprietario che abbiamo sviluppato internamente grazie all’esperienza di Renato Junior Romino, che segue lo sviluppo tecnico. La passione per l’arte trasmessa dalla famiglia unita alla sua professione di informatico ci hanno permesso di tradurre in pratica le necessità che io e Luca Gianneschi continuavamo a raccogliere dal mercato. Lavoro nel mondo dell’arte da ormai diversi anni, le relazioni avviate e la conoscenza del settore sono state utili per iniziare a muovere i primi passi e costruire un progetto verticale in tale ambito. Luca, invece, seguendo l’area finance del progetto consente di avere una visione più ampia e cogliere opportunità d’investimento per favorire la continua crescita della società.

Come sono le prime risposte del mercato e quali obiettivi vi siete posti a medio e lungo termine?

Con Vobot siamo in una fase iniziale, ma stiamo già avendo un buon riscontro e un ottimo tasso di retention da parte di chi sceglie il servizio di ValutaOpere. Prossimo obiettivo è sicuramente fare in modo che ValutaOpere possa essere sempre più utilizzato non solo dei professionisti del settore ma anche del grande pubblico dei collezionisti e di chiunque voglia avvicinarsi al mondo dell’arte in ottica più business. Per questo stiamo pensando a delle formule diverse di abbonamento e accesso al database, così come a nuove funzionalità specifiche.

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