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“Partecipazione”, la parola chiave di E.On per attuare la transizione ecologica in Italia

A Milano, in via Legnano, sorge la Deutsche Schule Mailand, la Scuola germanica del capoluogo lombardo. Grazie ai pannelli fotovoltaici, l’istituto riesce ad accumulare e a utilizzare l’energia che produce. Il massimo dell’efficienza, però, si verifica in estate, quando la scuola è chiusa. “Ma agli edifici intorno quell’energia serve, per esempio, per l’aria condizionata”, spiega Frank Meyer, ceo di E.On Italia.

“L’obiettivo è quindi quello di condividere l’energia nella comunità, composta dai professori, da tutti i professionisti che lavorano nella scuola, dai genitori dei bambini che la frequentano e da tutti coloro che vivono nel raggio di dieci chilometri dall’istituto”.

La strategia di E.On

L’esempio della Deutsche Schule Mailand è forse il più esplicativo della strategia di E.On in Italia: rendere il Paese più verde e sostenibile attraverso la partecipazione dei cittadini. Un piano che la multinazionale europea delle energie rinnovabili ha sintetizzato in tre parole: Make Italy Green. Con questa strategia, E.On vuole diventare il principale protagonista della transizione ecologica in Italia, processo che passa per forza di cose dallo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer).

A che punto siamo?

Il Pnrr ha stanziato 2,2 miliardi di euro per la promozione delle comunità energetiche nei comuni con meno di cinquemila abitanti, ma, secondo l’ultimo rapporto del Gestore dei servizi energetici, redatto a maggio del 2023, sono solo 21 le Cer già operative sul territorio italiano. “Noi abbiamo firmato 16 contratti e abbiamo più di 400 utenti interessati”, spiega Meyer. “Il primo passo per creare una comunità energetica è installare il sistema fotovoltaico. Nell’ultimo anno abbiamo coinvolto decine di famiglie che vogliono implementare questa soluzione sia per l’autoconsumo collettivo che per le Cer, ma il processo per realizzare queste ultime è un po’ più lungo. Per il definitivo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili mancano ancora alcune regole operative. Non ci sono una roadmap chiara, il decreto finale e regole operative chiare e semplici. Noi, per quanto ci riguarda, dobbiamo fare tutto il possibile nel contesto attuale, ma sarebbe utile colmare queste lacune per poter fare ancora di più”.

Gli obiettivi esg

Il piano di sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili non è l’unico punto di Make Italy Green. Il progetto prevede anche dieci obiettivi esg che E.On Italia si è impegnata a raggiungere nei prossimi anni. La parola d’ordine che li accomuna tutti è movimento. “L’elemento fondamentale è che tutti, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa”, spiega Meyer. “Ma prima di tutto noi dobbiamo dare l’esempio. Per questo tra i nostri obiettivi c’è quello di raggiungere, come azienda, le zero emissioni di CO2 entro il 2030. È sicuramente un traguardo ambizioso, ce ne rendiamo conto. Ma non possiamo parlare di Make Italy Green se noi per primi non siamo di esempio”.

Una delle iniziative più interessanti del progetto della multinazionale è Boschi E.On, che prevede la piantumazione di alberi in tutta Italia. Un esempio del concetto di partecipazione caro all’azienda. “È un gesto che permette a tutti di contribuire a rendere la propria comunità più verde. Coinvolgiamo colleghi, comuni, scuole, bambini. E chiunque voglia prendere parte all’iniziativa può farlo, anch’io l’ho fatto in prima persona. Siamo stati in varie zone del paese, tra cui anche i territori colpiti da tempeste o calamità naturali. Abbiamo già piantato 110mila alberi, l’obiettivo è quello di raggiungere i 150mila entro il 2025. Si tratta della più grande iniziativa di piantumazione mai sostenuta da un’azienda privata in Italia”.

Progetto simile è Energy4Blue, avviato da E.On con la collaborazione della Commissione intergovernativa oceanografica dell’Unesco per tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini del Mediterraneo. Al posto degli alberi, in questo caso l’azienda si impegna a piantare la Posidonia Oceanica. “In Italia Unesco lavora solo con noi perché vede che il nostro impegno è concreto”, spiega Meyer. Sempre nell’ambito di Energy4Blue, dal 2020 E.On affianca Filicudi wildlife conservation, associazione no profit delle Isole Eolie impegnata nella conservazione delle risorse marine e nella salvaguardia della fauna. Grazie a questa collaborazione, sono stati salvati oltre 60 esemplari di tartarughe marine dell’isola di Filicudi.

Infine, tra i dieci obiettivi esg di E.On ricopre grande importanza la diffusione della cultura della sostenibilità, che viene promossa attraverso la creazione di un ambiente di lavoro dove ognuno è in grado di sviluppare appieno il proprio potenziale. “Abbiamo fatto tantissimi training sul concetto di benessere, sul cibo, sullo sport, sulla salute mentale, sul rispetto, sull’inclusione e sulla diversità”, racconta il ceo di E.On. “Siamo stati anche premiati come caring company 2021 dalla società di education technology Lifeed per l’iniziativa ‘Genitori che nascono, Genitori che crescono’, con cui ci siamo impegnati a rendere il più flessibile possibile il lavoro di chi deve accudire i parenti a casa”.

Il secondo bilancio di sostenibilità di E.On

Nel 2023 E.On Italia ha pubblicato il suo secondo bilancio di sostenibilità, relativo all’anno precedente, rendendo noti i risultati ambientali raggiunti: 76mila tonnellate di emissioni di CO2 evitate grazie all’energia verde venduta e 24mila soluzioni installate per rendere più efficienti le case dei clienti, il 40% in più rispetto al 2021. Nel primo trimestre del 2023 la multinazionale ha registrato utili relativi al settore delle reti energetiche pari a 1,9 miliardi di euro, superiori di 430 milioni a quelli dei tre mesi precedenti.

In Italia la fotografia del settore energetico è chiara nella testa di Meyer: “Si è persa un po’ l’urgenza di attuare la transizione energetica. Si deve accelerare, non si può rallentare ora, dopo la crisi. I prezzi dell’energia sono ancora molto alti. Bisogna insistere nel fornire degli incentivi per massimizzare l’elettrificazione e l’autoconsumo di energia”.

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