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L’Onu premia l’imprenditore Marco Caprai: la sua è l’unica cantina italiana a promuovere l’inclusione dei rifugiati

Negli anni ha dato lavoro a più di 200 richiedenti asilo politico, favorendo così la loro integrazione nel nostro Paese e nel tessuto sociale di Montefalco, nel perugino.

La scelta etica dell’imprenditore Marco Caprai – titolare dell’azienda vinicola di famiglia Arnaldo Caprai, una delle realtà più conosciute e apprezzate tra le produttrici del celebre Sagrantino – è risultata vincente, al punto che il 60% dei migranti è poi rimasto a lavorare stabilmente, ed è valsa il riconoscimento “Welcome. Working for refugee Integration” assegnato da dall’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.

Il riconoscimento dalle Nazioni Unite

Si tratta dell’unica cantina italiana premiata dalle Nazioni Unite. Caprai, che da oltre trent’anni si batte a Montefalco per far crescere fama e qualità del Sagrantino, ha così dimostrato che l’accoglienza si può trasformare in beneficio, sia per la sua cantina sia per i rifugiati.

    Arnaldo Caprai
    Luciano Ferraro e Marco Caprai
    Arnaldo Caprai

L’idea di impiegare personale tra i richiedenti asilo nasce nel 2016 grazie a un progetto iniziato con la Caritas di Foligno: nato sottovoce, col passare del tempo questo reclutamento è diventato un punto fermo della vita agricola attorno al colle umbro più alto, tra Assisi e Spoleto.

I lavori assegnati

Ai rifugiati provenienti da ogni parte del mondo vengono insegnati più lavori: assunti come salariati agricoli, con tutte le carte in regola, seguono le varie fasi della vendemmia, dalla potatura delle viti alla raccolta dell’uva. In media lavorano fino a 180 giornate l’anno.

Il riconoscimento dell’UNHCR – assegnato a Milano nel corso della presentazione della guida 100 vini e vignaioli d’Italia firmata da Luciano Ferraro e James Suckling – premia la lungimiranza di Marco Caprai, che nel 1988 ha preso in mano le redini dell’azienda fondata nel 1971 dal padre Arnaldo, imprenditore tessile, e l’ha portata a far da capofila nel percorso di rivalutazione globale del Sagrantino, vitigno che negli anni Sessanta era stato quasi dimenticato.

Il commento di Marco Caprai

“Questo premio”, ha commentato Marco Caprai,  “dimostra la straordinaria capacità di integrare e includere. Vorrei che il terzo settore forse più coraggioso nel guardare le capacità dell’impresa e soprattutto dell’impresa agricola. Due terzi dei richiedenti asilo continuano a lavorare con noi: il mondo agricolo soffre di carenza di manodopera e queste persone possono colmare questo vuoto, con qualità e impegno”.

Arnaldo Caprai: una realtà d’eccellenza nel made in Italy

Poche altre cantine nel mondo vengono identificate immediatamente col nome della denominazione cui appartengono, come la Arnaldo Caprai, simbolo stesso del Sagrantino di Montefalco. Una realtà d’eccellenza nel made in Italy, capace di creare vini fuori dal comune per profondità, eleganza e longevità: non solo rossi, ma anche bianchi (il suo “Grecante”, 100% Grechetto, ha conquistato la Top100 di Wine Spectator).

Il merito di questo exploit è di Marco Caprai, capace di credere nella ricchezza del Sagrantino, reinterpretandolo in chiave moderna attraverso metodi innovativi di produzione e di gestione aziendale,particolarmente attenti alla sostenibilità, che gli hanno permesso di conquistare i favori del pubblico e della critica di tutto il mondo.

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