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Il Bitcoin e l’attesa per il prossimo halving: è l’inizio di un nuovo ciclo?

Articolo di Leonardo Maria De Rossi, Lecturer, SDA Bocconi School of Management

Nel dicembre del 2008, Satoshi Nakamoto presentò al mondo Bitcoin tramite la pubblicazione di un white paper intitolato Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System. Questo documento delineò le fondamenta di un nuovo sistema di pagamento, basato su una moneta digitale nativa e disegnato per abilitare transazioni dirette tra gli utenti, eliminando così qualsiasi necessità di intermediari centralizzati per la gestione, l’emissione, o la distribuzione della moneta stessa.

Il funzionamento di Bitcoin si avvale di un protocollo tecnologico estremamente sofisticato, sostenuto da vari elementi chiave, tra cui le firme digitali, un meccanismo di consenso decentralizzato (Proof of Work), un’architettura peer-to-peer (P2P), e un registro distribuito, denominato blockchain, che funge da storico immutabile di tutte le transazioni.

Al di là del suo protocollo tecnologico, Bitcoin incarna un’ideologia economica profondamente radicata nelle teorie della Scuola Economica Austriaca. Questo movimento, noto per figure di spicco come Carl Menger, Murray Rothbard, Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek, promuove l’importanza della moneta come mezzo di scambio emergente dal mercato piuttosto che imposto dallo Stato. Secondo questa scuola di pensiero, l’economia dovrebbe essere guidata dalle forze intrinseche del libero mercato, con un’enfasi particolare sulla teoria dei cicli economici, il valore della proprietà privata, e l’importanza cruciale dell’iniziativa individuale.

Attraverso la sua limitazione quantitativa – con un tetto di 21 milioni di Bitcoin che potranno essere creati entro il 2140 – Bitcoin riflette la critica della Scuola Economica Austriaca all’inflazione monetaria e al controllo centralizzato della moneta da parte delle banche centrali. Tale meccanismo cerca di prevenire l’arbitrario aumento dell’offerta di moneta, che i teorici austriaci vedono come causa principale di cicli economici artificiali e dell’inflazione.

Qualche aspetto tecnico

Il concetto di halving rappresenta uno degli aspetti economici più affascinanti e dibattuti di Bitcoin. Questo termine descrive il processo programmato di riduzione della quantità di nuovi Bitcoin generati e rilasciati ogni dieci minuti. Il disegno originale prevede che l’offerta di nuovi Bitcoin diminuisca geometricamente, con un dimezzamento dell’emissione a intervalli regolari, circa ogni quattro anni, per simulare una forma di deflazione programmata. Il processo è iniziato nel 2009, con un’originaria generazione di 50 Bitcoin ogni 10 minuti. In linea con la programmazione, questa generazione è stata dimezzata per la prima volta intorno al 2012 a 25 Bitcoin, poi di nuovo nel 2016 a 12,5 Bitcoin, e nel 2020, si è assistito a un ulteriore dimezzamento a 6,25 Bitcoin.

L’obiettivo di questo meccanismo è regolare l’offerta di nuovi Bitcoin in modo prevedibile, imitando l’estrazione di risorse fisiche come l’oro, ma in un contesto digitale. Il prossimo halving, previsto per la fine di aprile 2024, ridurrà ulteriormente la generazione a 3,125 Bitcoin ogni 10 minuti, continuando così a diminuire l’offerta di nuovi Bitcoin fino al raggiungimento del limite massimo previsto, pari a 21 milioni di Bitcoin.

L’halving incide direttamente sulle dinamiche di domanda e offerta di Bitcoin, influenzando potenzialmente il prezzo di questa moneta digitale in maniera significativa. Nel contesto di un mercato libero, il prezzo di qualsiasi bene o servizio si stabilisce all’intersezione tra la curva della domanda e quella dell’offerta. Se l’offerta di un bene diminuisce mentre la domanda rimane costante o aumenta, il prezzo tende a salire. Questo principio fondamentale di economia si potrebbe applicare anche a Bitcoin, soprattutto in relazione agli eventi di halving. Se la domanda di Bitcoin rimanesse stabile o crescesse, la riduzione dell’offerta potrebbe portare a un incremento del prezzo.

La traiettoria del Bitcoin

Fare previsioni accurate, specialmente nel contesto volubile di Bitcoin, è notoriamente complesso. Nonostante queste incertezze, l’analisi storica del prezzo di Bitcoin in relazione agli eventi di halving rivela tendenze interessanti che meritano attenzione. Dopo l’halving del novembre 2012, il prezzo di Bitcoin è stato caratterizzato da una significativa traiettoria ascendente, passando da circa $12 a oltre $1.000 nell’arco di un anno.

Questo rappresenta un incremento di quasi l’8.300%. Similmente, l’halving del luglio 2016 ha preceduto un altro notevole aumento del valore, con il prezzo che è salito da circa 650 dollari a quasi 20.000 dollari verso la fine del 2017, segnando un incremento di oltre il 2.900%. L’ultimo halving, avvenuto nel maggio 2020, ha visto il prezzo di Bitcoin passare da circa 8.000 dollari a un picco storico di quasi $64.000 nell’aprile 2021, equivalente a un aumento di circa l’800%.

Possibili tendenze

Questi dati suggeriscono una tendenza al rialzo nei mesi successivi a ciascun halving, attribuibile in parte alla riduzione dell’offerta di nuovi Bitcoin e all’aumentata percezione della sua scarsità. Tuttavia, è cruciale riconoscere che, nonostante la presenza di una correlazione tra halving e prezzo di Bitcoin, non si può affermare con certezza una causalità diretta. Il mercato delle criptovalute è influenzato da un insieme complesso di fattori, tra cui il sentiment degli investitori, il livello di adozione del Bitcoin nell’economia reale, la regolamentazione e le condizioni economiche globali.

Per concludere, facendo eco al premio Nobel Niels Bohr che ha affermato “È difficile fare previsioni, soprattutto riguardo al futuro“, emerge chiaramente l’importanza della cautela nell’anticipare gli sviluppi futuri del mercato di Bitcoin. Tuttavia, l’approssimarsi del prossimo halving di Bitcoin invita a un rinnovato interesse e potenziale entusiasmo nel settore. Questa anticipazione, unita all’incremento dell’accettazione istituzionale di Bitcoin, come dimostrato dall’introduzione degli ETF spot, fornisce ragioni per un cauto ottimismo. La combinazione di una riduzione nell’offerta di nuovi Bitcoin dovuta all’halving e l’aumento dell’interesse istituzionale potrebbe rivelarsi un potente catalizzatore per il mercato.

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