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Dove sono i lingotti d’oro di Banca d’Italia

Uno pensa forziere della Banca d’Italia in via XX settembre a Roma e s’immagina il deposito di Paperon de’ Paperoni. Ma non è così. Anche perché l’oro che rappresenta le riserve auree del nostro Paese è custodito non solo in Banca d’Italia ma in una sorta di cloud aureo sparso per il mondo. Presso la sede della Banca d’Italia in Via Nazionale sono custodite infatti 1.100 tonnellate di oro di proprietà dell’Istituto, comprendenti anche la totalità dell’oro “monetato”, insieme a una quota (100 tonnellate) delle riserve conferite alla Bce.

Si tratta di poco meno del 50% delle riserve auree della Banca d’Italia, pari a circa 2.452 tonnellate, che sono conservate in diverse sedi. Sebbene la Banca d’Italia non fornisca una ripartizione dettagliata in percentuale per ciascuna località̀, è noto che una parte significativa è custodita in Italia, mentre il resto è distribuito tra banche centrali estere. In particolare, circa il 45% delle riserve auree è conservato in Italia, mentre il restante 55% è detenuto presso banche centrali estere, tra cui la Federal Reserve di New York, la Bank of England a Londra e la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) a Basilea.

Questa distribuzione è stata scelta per diversificare il rischio e facilitare eventuali operazioni sui mercati internazionali. Tra l’altro l’Italia a fine 2024, ha mantenuto la terza posizione fra i Paesi che detengono le maggiori riserve d’oro, dietro a Stati Uniti e Germania. Il podio esclude le riserve del Fondo monetario internazionale, che non è un Paese, ma un’istituzione internazionale.

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