Seguici su
Classifiche 30 Marzo, 2020 @ 3:43

“Enterprise Tech” 2020

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
chiudi

Classifica

Tutor della categoria: Hp

FILIPPO AGOSTINO, 26; MATTEO FILIPPI, 26; ELISABETTA MARI, 26; ANDREA VERDELOCCO, 26

Co-fondatori di 2hire. Hanno creato una startup che sviluppa una tecnologia per aiutare la gestione delle flotte aziendali

JACOPO BENEDETTI , 26 ; FEDERICO MATTIA DOL CI , 2 6 ; GIACOMO GRATTIROLA, 27

Cofondatori di Boom Imagestudio. Leggi l’intervista

ALESSANDRO CILLARIO, 27; MARCO MOSCHETTINI, 28; STEFANO ONOFRI, 28

Co-fondatori di Cubbit. Hanno creato una startup che sta rivoluzionando l’archiviazione dati con l’idea di cloud distribuito

LORENZO LUCE, 28

Fondatore e ceo di BigProfiles Ha creato una sartup di AI che grazie ad algoritmi proprietari predice il comportamento dei consumatori

ANTONINO RAVIELE, 29

Pdo Strategy Specialist di Facebook. Contribuisce ad allenare l’algoritmo per permettere alla macchina di leggere e censurare video e

Vedi classifica

Articoli correlati

Leader 6 Marzo, 2020 @ 5:19

Ecco i nuovi “talenti under 30” di Forbes Italia per il 2020

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Managing editor di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
chiudi

C’è chi ha realizzato la prima stampante 3D al mondo nei circuiti di Superbike per fare produzione real time nei box; chi ha fatto parte del team dell’Università di Yale che ha resuscitato alcune cellule cerebrali di un maiale morto; chi ha creato una startup di delivery che consegna qualsiasi prodotto dalla farmacia, inclusi i medicinali con ricetta, direttamente a casa; chi ha inventato una bottiglia intelligente che grazie alla tecnologia blockchain pulisce il pianeta quando viene utilizzata; e chi gestisce una piattaforma che aiuta ragazze a trovare il lavoro dei sogni in prestigiose case di moda come Prada, Valentino e Dior.

Sono solo alcune delle 100 menti brillanti, tutte italiane e sotto i 30 anni, che troverete sul nuovo numero in edicola di Forbes Italia, insieme ai 600 innovatori della Forbes 30under30 Usa & Canada, che stanno cambiando il corso e il volto di 20 settori con le loro idee dirompenti. Sono la prova che il futuro sarà nuovo, eccitante e profondamente diverso.

Una generazione di giovani leoni pronta a rimboccarsi le maniche come hanno fatto i loro nonni quando ricostruirono un paese ridotto in macerie. L’impegno è il segno distintivo verso il successo come nel caso della cover story. La copertina va infatti a Erica Alessandri (categoria Marketing & Advertising), cresciuta in Technogym e ora digital product manager. Erica fa parte nel board e la rappresenta al World Economic Forum. Dal celebre padre Nerio, che ha sempre scelto come modello, ha appreso tenacia, applicazione, genialità e attenzione alle istanze sociali dell’impresa. Erica sta portando avanti il suo sogno personale, quello di affermarsi nelle posizioni manageriali dell’azienda di famiglia, che chiama in modo suggestivo. “Ho un fratello più piccolo, Edoardo, che studia ancora e una sorella maggiore con cui condivido tutto, anche i segreti. Si chiama Technogym”, ricorda Erica. A soli 29 anni ha una posizione di vertice all’interno di una realtà che fattura oltre 600 milioni di euro all’anno.

Tra le storie di copertina anche quella di Giada Zhang (categoria Food & Drink), imprenditrice nata e cresciuta a Cremona, figlia di una coppia di emigrati dalla Cina. È alla guida di Mulan Group, un gruppo da circa 4 milioni di euro di fatturato annuo che rifornisce di cibo asiatico i supermercati italiani in ben 15 regioni. Le sue origini non sempre l’hanno aiutata – “ero l’unica bambina con gli occhi a mandorla e mi prendevano in giro per la pronuncia” – ma, racconta a Forbes Italia, “la diversità rappresenta motivo di ricchezza”.

E di diversity si parla anche nel caso di Imen Jane, all’anagrafe Imen Boulahrajane, 25 anni, italo-marocchina e co-fondatrice del progetto editoriale Will. È diventata popolare raccontando ai suoi 300mila seguaci su Instagram i temi caldi della politica internazionale e dell’economia. “Non è vero che il giornalismo è morto, ma sicuramente ha cambiato faccia”, dice.

Dall’America arrivano le sorelle Carolina e Claudia Recchi, che hanno fondato EdSights, un chatbot capace di verificare con gli studenti universitari a rischio abbandono l’impegno, i compiti a casa, e i problemi finanziari o personali che potrebbero mettere a rischio il loro percorso di studi. “Il sogno è quello di dare opportunità a quei ragazzi che lasciano gli studi perché non possono permettersi neanche il pranzo”.

Sempre fuori i confini nazionali, in Germania, è nata la startup Bella & Bona, una mensa aziendale online per i lavoratori. I tre amici co-fondatori, Niccolò Lapini, Matteo Cricco e Niccolò Ferragamo (già tra gli under 30 italiani dell’anno scorso) hanno raccolto circa 3 milioni di euro d finanziamenti e ora si apprestano a conquistare tutta Europa.

Tanti anche i volti noti presenti quest’anno nella lista come il tennista Jannik Sinner, il calciatore del Brescia Sandro Tonali e la nuotatrice Simona Quadarella per la categoria Sport; l’attrice Antonia Fotaras, gli youtuber Luigi Calagna e Sofia Scalia di MecontroTe per la categoria Entertainment; i dj e producer Merk & Kremont, il rapper e produttore Charlie Charles e i cantanti Achille Lauro, Elodie e Elettra Lamborghini per la categoria Music.

Infine, anche quest’anno i 100 under 30 selezionati da Forbes Italia, la cui lista completa sarà disponibile nei prossimi giorni onlinesaranno protetti e aiutati dai brand italiani leader nel proprio settore in qualità di tutor: Avio Aero, Hp, Altus, Snam, Gruppo San Donato e Escp Business School. A loro il compito di seguire passo dopo passo i giovani selezionati all’interno delle 20 categorie, con Forbes Italia a tenere traccia del loro percorso nell’ambito delle diverse media properties: magazine, piattaforma digital, convegni e tv. Ecco le 20 sezioni: Sports, Food & Drink, Entertainment, Venture Capital, Marketing & Advertising, Enterprise Tech, Manufacturing & Industry, Music, Social Entrepreneurs, Media, Law & Policy, Education, Retail, Consumer Tech, Healthcare, Art & Style, Games, Finance, Science e Energy.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Innovazione 16 Settembre, 2019 @ 1:00

Tre ragazzi stanno riscrivendo le regole della fotografia grazie all’intelligenza artificiale

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Managing editor di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
chiudi
Da sinistra: Giacomo Grattirola, Jacopo Benedetti e Federico Mattia Dolci, co-fondatori di Boom Imagestudio. (Courtesy Boom)

“Ogni giorno milioni di immagini vengono scattate e condivise sul web, da chiunque. Per questo, in tanti cominciano a pensare che la fotografia si stia perdendo. Noi no!”. Così la pensa Federico Mattia Dolci, determinato e appassionato valtellinese classe 1994 che, insieme al conterraneo Giacomo Grattirola e al vicentino Jacopo Benedetti, ha co-fondato Boom Imagestudio, startup di servizi fotografici on-demand che ha fatto dell’intelligenza artificiale il suo cavallo di battaglia. “Qui, in Boom, crediamo nel cambiamento e nelle nuove prospettive. Abbiamo scelto di supportare la fotografia in tutte le sue nuove forme ed espressioni, guardando allo stesso tempo al futuro dell’industria creativa, rispettandola, preservandola e valorizzandola”.

Attraverso la loro piattaforma, in pochi secondi, società di tutto il mondo possono prenotare un servizio e, nel giro di pochi minuti, viene assegnato un fotografo professionista locale. Selezionato e formato in base a specifiche esigenze tecniche. In meno di 24 ore dalla sessione, grazie a sofisticati processi tecnologi di lavorazione e di controllo, le fotografie sono pronte e modificate per l’uso. L’intelligenza artificiale gioca qui un grande ruolo al fine di garantire qualità coerente e consistente, servizio dopo servizio.

“Oggi il commercio online è guidato da contenuti visivi”, spiega Federico. “Tuttavia, spesso diamo per scontato il grande sforzo dei fotografi, impegnati per la maggior parte del loro tempo in attività non pertinenti alla loro passione, e il grande sforzo delle aziende nel trovare, assumere e gestire in modo efficiente professionisti in tutto il mondo. L’intero sistema è costoso e obsoleto. Noi ci inseriamo nel mezzo, offrendo la possibilità di prenotare in pochi secondi un servizio fotografico professionale, ovunque e in qualsiasi momento. Uno o centomila, non importa. Noi siamo garanti dell’efficienza e della qualità del servizio, sempre”.

Alla base dell’offerta di Boom Imagestudio c’è infatti un software che non solo esegue determinate azioni in maniera automatica, ma che modifica le fotografie anche meglio di come farebbe la mano e il cervello umano. Si chiama B-Rocket, programma di post-produzione automatica, implementato con algoritmi di deep learning in grado di campionare, leggere, valutare e modificare ogni fotografia tramite una lettura “intelligente” di ogni pixel.

Gli inizi però non sono stati facili, sebbene la fotografia sia stata da sempre una grande alleata dei tre giovani ragazzi. “Ci ha seguito in escursioni alpinistiche, set di moda e nel mondo, fino a Milano dove, un giorno, si è trasformata in un’occasione”. L’intuizione è stata semplice: molti colossi del web come Airbnb, Booking e tanti altri vivevano (e vivono tuttora) di foto, crescevano attraverso le foto presenti sui loro siti. “Ricordo ancora quando Giacomo, amico di vecchia data, mi chiamò e disse: «Cercano un fotografo di interni»”. All’epoca erano ancora studenti universitari a tempo pieno e “la fotografia era principalmente una boccata d’aria”.

I tre giovani fondatori hanno raccolto per la loro startup 3,5 milioni di euro di finanziamenti in un anno e mezzo. (Courtesy Boom)

“Il primo servizio fu il nostro battesimo di fuoco, una prova per noi e per le nostre abilità. Andammo in due, sperando che l’unione facesse la forza. Ci presero. Un posto in due e una manciata di euro. Ma non ci importava. Di giorno foto, di notte post-produzione. Volevamo imparare e ogni scatto era l’occasione perfetta per migliorare. Ricordo ancora la fatica di quelle settimane, l’assoluta cura, l’attenzione maniacale al dettaglio. Ricordo l’energia. Ci sentivamo vivi. Dopo circa due mesi aggiungemmo in camera una terza sedia, per Jacopo, terzo founder. Da quel giorno tutto cambiò”.

A 25 anni, di fronte alle perplessità di tutti, aprirono la loro società. “Sicuri di noi, insieme guardavamo dove tutti non si spingevano, guardavamo a Itaca, ricordando le parole del poeta Konstantinos Kavafis, augurandoci una strada lunga, fertile in avventure e in esperienze”.

La strada è sì lunga, ma di certo non facile. E nonostante tutto, ad oggi, i tre under 30 sono riusciti a raccogliere 3,5 milioni di euro. Dopo il primo round di finanziamento di 500mila euro a settembre 2018, è arrivato il secondo, più consistente, lo scorso luglio, di 3 milioni di euro, guidato da investitori privati di primaria importanza e da alcuni tra i family office più rilevanti del Paese. I capitali serviranno per strutturare le fondamenta di un progetto con diverse fasi di crescita. La prima è l’espansione globale in tre industries fotografiche, per poi abbracciare tutto il sistema visuale che oggi monopolizza le abitudini di acquisto: tramite pc, tablet e smartphone. “Ad oggi migliaia di servizi fotografici sono stati prenotati sulla nostra piattaforma e supportiamo centinaia di fotografi in tutta Europa. Stiamo costruendo una società guidata da valori profondi e animata dall’amore per la fotografia. Una sfida che richiede i migliori talenti e un grande investimento nella più avanguardista tecnologia”.

Per il futuro gli obiettivi – ambiziosi, ovviamente – non mancano. “Oggi manca un player capace di parlare in modo credibile al mondo della fotografia. Manca una realtà che si faccia carico di accompagnare i fotografi in questo cambiamento già in atto, non solo offrendo loro gli strumenti per migliorare la loro vita lavorativa, ma rendendoli partecipi nel processo di creazione degli stessi. La fotografia aspetta una nuova fase, vogliamo contribuire aiutando a scrivere una nuova pagina, lavorando allo stesso tempo per proteggerne e allargarne i confini. Abbiamo la fortuna di vivere in una delle ere più stimolanti che siano mai esistite”.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Smart Mobility 4 Febbraio, 2020 @ 10:00

Quattro ragazzi italiani hanno raccolto 6 milioni di euro per la loro startup

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Managing editor di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
chiudi
Startup, Italia: i quattro ragazzi di 2Hire raccolgono 6 milioni di euro
Andrea Verdelocco, Matteo Filippi, Filippo Agostini e Elisabetta Mari sono i co-fondatori di 2hire.

La startup 2hire, che sviluppa una tecnologia in grado di connettere qualsiasi tipo di veicolo (automobili, motorini, bici e monopattini elettrici) e abilitare servizi di mobilità condivisa ha chiuso un round di investimento da 5,6 milioni di euro. L’investimento è stato condotto dal gestore di venture capital P101 Sgr – attraverso il suo secondo veicolo Programma 102, che ha investito 3,9 milioni di euro – con la partecipazione di Linkem – uno dei leader nazionali delle telecomunicazioni wireless a banda larga – e assieme ai soci precedenti Invitalia Ventures, LVenture Group e Boost Heroes.

Nel 2017, 2hire aveva ricevuto un primo finanziamento da parte di LVenture Group, Invitalia Ventures, Boost Heroes, MobilityUP e altri investitori per un totale di 680mila euro, portando così la raccolta totale della startup a circa 6,2 milioni di euro.

Fondata a Roma nel 2015 da Filippo Agostino, Matteo Filippi, Andrea Verdelocco ed Elisabetta Mari, tutti ragazzi classe 1993, e accelerata da Luiss EnLabs, acceleratore d’impresa di LVenture Group nato da una joint venture con l’Università Luiss, 2hire offre soluzioni di gestione della mobilità per i veicoli connessi e non.

Grazie alla piattaforma di 2hire è possibile monitorare, gestire e aggiornare i servizi collegati ai parchi auto dei grandi produttori dell’automotive, così come quelli dei nuovi operatori dello sharing. La piattaforma di 2hire connette già oggi oltre 10mila veicoli in tutto il mondo, dall’Europa al Sud America e conta tra i clienti diverse società leader nel noleggio e nello sharing, e molti altri.

I vantaggi e le soluzioni offerti sono diversi e permettono di portare l’intelligenza del veicolo in cloud consentendo in questo modo l’evoluzione e la personalizzazione dei servizi con grande facilità. Un esempio è la possibilità di utilizzare un veicolo – sia esso a noleggio, in sharing o di proprietà – senza l’utilizzo delle chiavi, ma utilizzando soltanto il proprio smartphone. Inoltre, la connessione dei veicoli consente di semplificare e potenziare la gestione amministrativa, la manutenzione dei veicoli stessi e la sicurezza per gli utilizzatori.

“Il nostro obiettivo”, dice Filippo Agostino, che è anche ceo della startup, “è quello di affermarci come piattaforma leader nei servizi legati ai veicoli connessi e questo nuovo aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per espanderci e proseguire nel processo di innovazione di un settore, quello dell’automotive, che si sta trasformando a ritmi elevatissimi.

Capitali che trovano una ragione se si considera che il settore di riferimento in cui si inserisce 2hire è quello del mobility-as-a-service, che secondo le più recenti analisi (Accenture Mobility Report 2018) entro il 2030 avrà un valore stimato in circa 3,4 trilioni di euro a livello globale.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!