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Progettare a basse emissioni, creando prodotti con l’impiego di materiali riciclati; migliorare l’efficienza energetica e usare energia rinnovabile; evitare le emissioni dirette; investire nelle difese naturali del pianeta. Sono gli impegni che Apple si è data per il 2030, dopo aver lanciato, nel 2015, il progetto Supplier clean energy program, per aiutare i fornitori a passare all’uso di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, eolici e altre fonti rinnovabili. Queste azioni eviteranno la produzione di oltre 18 milioni di tonnellate di CO2 su base annua: come se ogni anno si togliessero più di 4 milioni di auto dalle strade. Sebbene Apple sia già carbon neutral in tutte le sue strutture a livello globale, entro il 2030 ogni dispositivo Apple venduto avrà un impatto net-zero a livello climatico. Complessivamente Apple ha ridotto del 40% le sue emissioni di gas serra negli ultimi cinque anni.

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Contatti: Piazza San Babila 1-3, Milano
Email: Apple.com/it/contact

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Personaggi ed interpreti

“Per troppo tempo, le comunità più colpite dai cambiamenti climatici non hanno avuto voce in capitolo. Questo deve cambiare, e noi ci impegniamo a far parte di questo cambiamento. I nuovi progetti che stiamo presentando aiuteranno le comunità grazie allo sviluppo di nuovi progetti locali per l’energia rinnovabile, creando un mondo più sano ed equo, portando avanti la battaglia contro i cambiamenti climatici”, ha dichiarato Lisa Jackson, vice president of environment, policy and social initiatives di Apple.

Il punto forte

Ad aprile 2021 il brand di Cupertino ha annunciato un’iniziativa, prima nel suo genere, chiamata Restore fund, che investirà in progetti forestali per rimuovere il carbonio dall’atmosfera, generando un ritorno finanziario per gli investitori. Lanciata in collaborazione con Conservation International e Goldman Sachs, prevede un fondo di 200 milioni di dollari da usare per rimuovere dall’atmosfera almeno un milione di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, equivalenti alla quantità di carburante utilizzato da oltre 200mila veicoli passeggeri. Un modello finanziario che potrebbe aumentare gli investimenti nel ripristino delle foreste.

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