Osteria Povero Diavolo

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Poggio Torriana di Rimini è un paesino che riposa esattamente a metà strada tra il mare Adriatico e l’Appennino romagnolo. Qui c’è l’Osteria al Povero Diavolo, un ristorante e locanda (con stanze disponibili nel weekend per il pernottamento) che si mantiene fedelmente coerente all’uso che se ne faceva fin dai primi anni del ‘900, quando questa insegna cominciò la sua storia. Oggi il nuovo corso è risorto grazie alla lungimiranza, la passione e l’abilità del giovane chef Giuseppe Gasperoni, poco più che trentenne, che ha raccolto oneri e onori del passato con un rinnovato entusiasmo e nel giro di due soli anni, a fine 2020, si è visto riconoscere l’ambita stella Michelin. Giuseppe si è dotato di una squadra eccellente con l’unica eccezione che riguarda la presenza della madre, Carla Zanni, che è anche consulente in materia di sfoglia, erbe di campo e fiori locali. Dalle mani e dalla mente di Giuseppe esce un disegno preciso e audace che ritroviamo nel cappelletto di piccione, burro nocciola e salvia, nella faraona alla brace, salsa ponzu e albicocche fermentate, e nello sgombro ai carboni, salicornia, kefir e pesto di erbe: punte di una cifra stilistica che dimostra la paradisiaca qualità di questo Povero Diavolo. Il 95 per cento degli ingredienti utilizzati proviene dal territorio, molti vengono addirittura raccolti direttamente nei boschi adiacenti all’osteria.

CONTATTI

Via Roma, 30 - Poggio Torriana (Rn)
Telefono: 0541 675060
email: [email protected]

Personaggi ed interpreti

Trentuno anni, cresciuto tra i fornelli familiari di Casa Zanni di Villa Verucchio, storico locale di cucina romagnola, Giuseppe Gasperoni ha lavorato nella brigata del suo maestro Riccardo Agostini (a sua volta ex del Povero Diavolo) a Il Piastrino di Pennabilli per sei anni, al ristorante Righi di San Marino e a Piazza Duomo con Enrico Crippa. Gli sono bastati due anni complicati ed entusiasmanti, segnati dalla pandemia, per rilanciare il Povero Diavolo e nonostante l’emergenza sanitaria, l’Osteria di Poggio Torriana si è presa nel 2020 la Stella Michelin.

Il punto forte

La carta dei vini comprende 300 etichette, principalmente italiane, alcune prestigiose anche da Francia, Austria e Germania. Da non perdere il Pistacchio: frutto della passione e farro, per un intenso e piacevole contrasto tra dolcezza e acidità. Tra i piatti da segnalare le animelle di vitello con cavolfiore, aringa e miso, realizzato utilizzando la frattaglia, un alimento poco pregiato abbinato a un pesce per un piatto equilibrato, saporito e che unisce la nostra tradizione a quella giapponese. Più in generale l’offerta si compone di tre menu degustazione, uno di pesce e uno di carne, per offrire la massima espressione della cucina e il Menu dello Chef.

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