Tenute Chiaromonte

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Ad Acquaviva delle Fonti, nel cuore della Puglia, le Tenute Chiaromonte sono un simbolo dell’enologia pugliese in Italia e nel mondo. Sin dal 1826 la famiglia, generazione dopo generazione, tramanda il sapere di una terra che produce vino, olio e bellezza. Le condizioni pedoclimatiche contribuiscono a donare ai vini potenza, eleganza, freschezza, mineralità e longevità. Gli oltre 60 ettari di terreni tra uliveti e vigneti di età compresa tra i 30 e i 100 anni sono coltivati secondo metodi biologici. Sperimentazione, curiosità e impegno hanno portato Tenute Chiaromonte a vincere la sfida di valorizzare nel mondo il Primitivo Doc Gioia del Colle e altri vitigni autoctoni, ottenendo numerosi riconoscimenti. Attualmente sono circa 250mila le bottiglie di rosso, bianco, rosato e bollicine prodotte annualmente dall’azienda con un mercato rivolto per il 60% all’estero. Nel 2018 l’azienda è finita sotto i riflettori dopo un ordine di ben 4.320 bottiglie di vino da parte della Casa Bianca, frutto di una degustazione a Los Angeles: “Il nostro Primitivo base è piaciuto così tanto al buyer da convincerlo a ordinare un numero considerevole di bottiglie”, racconta Nicola Chiaromonte.

CONTATTI

Contrada Scappagrano - SP 178 Km 2
Acquaviva delle Fonti (Ba)
Telefono: 080 5127551

Personaggi ed interpreti

Nel 1998 Nicola Chiaromonte (nella foto, a sinistra) prende le redini dell’azienda di famiglia abbandonando la fotografia e l’equitazione che per 20 anni l’aveva portato a gareggiare in Italia e all’estero. Al suo fianco, l’amico e imprenditore Paolo Montanaro, che coniuga esperienza professionale e passione per il vino. “Siamo diventati un punto di riferimento per l’eccellenza pugliese nel mondo. Abbiamo sfatato il mito che in Puglia non fosse possibile produrre grandi vini rossi, bianchi o bollicine”.

Il punto forte

Tra i diversi vini prodotti dalle Tenute Chiaromonte, uno di quelli che ha ottenuto i maggiori apprezzamenti da parte degli addetti ai lavori è il Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto che nel 2017 è stato eletto come miglior vino rosso italiano dalla guida Gambero Rosso. Dopo la vendemmia e la fermentazione, il vino affina per un periodo di circa 18 mesi in botti di rovere francese, per poi sostare in bottiglia sei mesi senza alcuna filtrazione conferendogli un sapore unico.

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