Le 100 fintech più innovative del mondo secondo Kpmg

John Collision, Patrick Collison sono i fondatori di Stripe
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John Collision, Patrick Collison sono i fondatori della startup di pagamento Stripe. (Courtesy Stripe)

Giunta al suo quinto anno, è stata annunciata oggi a Sidney la Fintech 100, la classifica delle aziende fintech più innovative a livello globale, curata da KPMG e H2 Ventures. La lista – che comprende aziende che si sono distinte facendo leva sulle nuove tecnologie per rivoluzionare il mondo dei servizi finanziari e offrire un’esperienza cliente innovativa – si suddivide in due categorie: Leading 50 – che comprende le fintech più importanti al mondo sulla base di criteri legati all’innovazione, alla raccolta di capitali, alle dimensioni e all’impatto; e la Emerging 50 – quelle considerate d’avanguardia, che offrono modelli di business nuovi e disruptive, e che saranno da monitorare nei prossimi mesi.

La classifica Leading 50

Come per lo scorso anno, la Cina occupa ben cinque posizioni tra le prime 10 società, con Ant Financial e JD Finance a occupare i primi due posti. Si tratta di una tendenza che continua dagli anni precedenti, dato che gli incubatori cinesi continuano a puntare con una forte enfasi sul settore dei pagamenti e e su quello assicurativo. Ma la Fintech 100 comprende una vasta gamma di aziende fintech provenienti da 36 Paesi differenti. Per la prima volta sono state incluse società provenienti da Argentina, Bahrain, Colombia, Repubblica Ceca, Indonesia, Giordania, Malesia, Myanmar, Emirati Arabi Uniti, Vietnam e Tailandia. È interessante notare, inoltre, che quasi la metà delle aziende nella lista di quest’anno sono state fondate in mercati emergenti.

La classifica Emerging 50

Nel dettaglio, sono 34 le società di pagamenti e transazioni, 22 quelle del settore dei prestiti, 14 i gestori patrimoniali, 12 le compagnie di assicurazione, 10 le cosiddette neo-banche, 3 le società “multi” (che operano in più settori) e 5 quelle presenti nella categoria “altre” (inclusi gli innovatori nel regtech e nell’analisi dei dati, che non rientrano nelle categorie tradizionali).

L’elenco di quest’anno rivela anche un significativo balzo in avanti per quanto riguarda la raccolta di capitali. In totale le società di quest’anno hanno raccolto oltre 52 miliardi di dollari da venture capital (quasi il doppio dello scorso anno) e quasi 28 miliardi di dollari di capitali negli ultimi 12 mesi (un aumento del 366%). In particolare, le prime quattro società nella top 50 hanno tutte raccolto oltre un miliardo di dollari negli ultimi 12 mesi. Ant Financial guida con 14,5 miliardi di dollari raccolti, segue JD Finance (1,9), Grab (2) e Du Xiaomon Financial (1,9). Tra i maggiori investitori figurano Sequoia Capital e SoftBank, insieme a investitori strategici come Alphabet (Google’s Holding Company), BBVA e Tencent Holdings.

Particolarmente vivace la raccolta per le neo-banche, che nella prima metà del 2018 hanno messo a segno oltre 100 milioni di dollari di finanziamenti. Realtà come Revolut, Atom Bank, Nubank, N26 e Tandem hanno saputo scavalcare l’infrastruttura tradizionale delle banche riuscendo velocemente a innovare prodotti e acquisire nuova clientela. Marcus di Goldman Sachs, per esempio, è stata recentemente lanciata nel Regno Unito, dopo aver raggiunto gli oltre 20 miliardi di depositi a soli 18 mesi dal lancio negli Stati Uniti.

Infine, la classifica di quest’anno certifica il crescente interesse intorno alle Ico. Quest’anno, 12 società incluse nell’elenco (ben 11 delle 50 emergenti) hanno raccolto capitale tramite un Ico per un totale di 729 milioni di dollari. La maggior parte di questi proviene da mercati emergenti tra cui Lituania, Russia, Tailandia, Argentina e Barbados. Ancora tutte da scoprire, le Ico si stanno in ogni caso dimostrando un’alternativa attraente e innovativa ai tradizionali percorsi di raccolta di capitali.

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